Lucca Games 2016 - D&D: A Lucca il gioco di ruolo diventa Epico (parte 1)
Data: Luned́ 05 settembre 2016
Argomento: Giochi di ruolo


Iniziamo con questo articolo un approfondimento in due parti sul D&D Epic, l’annunciato main event che caratterizzerà la prossima edizione di Lucca Comics & Games e che con il rilascio delle prime informazioni ufficiali, si sta delineando come un fenomeno unico nel panorama ludico nazionale e internazionale.



Il D&D Epic di Lucca è una sessione di gioco che vede coinvolti 20 Master e 100 partecipanti, iscritti alla Adventurers League, impegnati contemporaneamente in un’unica, grande, avventura collettiva i cui risultati andranno a influenzare, insieme a quelli di eventi simili in altri pesi, il canone worldwide dei Forgotten Realms, l’ambientazione ufficiale. Il primo Epic europeo, la “Reclamation of Phlan”, si è giocato in occasione del UKGE a Birmingham e i partecipanti hanno collaborato con i loro gruppi alla liberazione della città di Phlan dal drago Vorgansharax, secondo quanto accaduto a seguito degli eventi ufficiali iniziati con la campagna “Tyranny of Dragons” e terminati nella ultima, terza stagione con “Rage of Demons”.

Par capire come questo evento, secondo in Europa dopo quello nel Regno Unito ma primo per dimensioni, sia arrivato nel Belpaese e quindi a Lucca, bisogna guardare al passato della kermesse toscana. Nel nostro paese la storia del gioco di ruolo in genere e di Dungeons & Dragons in particolare, si è sempre intrecciata con quella del festival campione di presenze, fino a raggiungere il culmine nel 2014, in occasione dei festeggiamenti del quarantennale del gioco, evento bissato l’anno successivo, in occasione dell’uscita della quinta edizione di Dungeons & Dragons e i D&D days, e con un evento speciale che ha visto Jeremy Crawford scrivere e fare da Master in un’avventura espressamente creata per l’appuntamento lucchese.


Sessione di gioco con Jeremy Crawford, presso Boardgamestudio 2015

Per capire i retroscena legati a questo evento abbiamo avuto il piacere di parlare con Emanuele Vietina e Antonio Rama, rispettivamente Vice direttore di Lucca C&G e Responsabile Eventi Games. Il risultato di questo produttivo dialogo a tre ha evidenziato ancora di più quale sia il rapporto tra Lucca Games e D&D e soprattutto ci fa capire quale sia la visione e l’ambizione di Lucca Games riguardo il brand legacy del settore.

Gioconomicon: La Wizards non va a GenCon ma viene comunque a Lucca, l’ennesima conferma del forte legame tra il Festival di Lucca e la casa di Seattle. Una collaborazione che ha radici nel passato.

Lucca Comics & Games: Nonostante la tendenza delle grandi case, anche e soprattutto videoludiche, sembra sia orientata agli eventi monomarca, Lucca Comics & Games ha un rapporto storico con la Wizards of the Coast e i suoi prodotti, tanto che per l’importante ruolo culturale di aggregazione, comunicazione e distribuzione che svolge, difficilmente un invito dell’organizzazione viene disatteso. La relazione intrapresa già da molti anni, si è via via rafforzata nel tempo attraverso la partecipazione di ospiti illustri che, a diverso titolo, hanno partecipato alla kermesse. Quello che si è instaurato tra la Wizards e Lucca infatti, è soprattutto un legame tra persone: artisti, autori, game-designer e manager hanno contribuito al successo reciproco e l’organizzazione di Lucca Games ha sempre ricevuto feedback positivi grazie agli ampi spazi messi a disposizione e alla cura dedicata all’aspetto culturale del gioco. La cultura infatti, è anche partecipazione, community, storytelling e narrazione condivisa e il gioco di ruolo Dungeons & Dragons, è stato un simbolo di un movimento culturale che ha formato più di una generazione e che abbiamo visto tornare alla ribalta in opere di successo come il recente serial Stranger Things. Non stupisce quindi, l’esistenza di quello che potremmo chiamare un “meraviglioso fil rouge” che ha legato le manifestazioni nel tempo, dal trentennale del 2004 con la cura di Ciro Alessandro Sacco e l'assistenza di Gianmatteo Tonci, le esposizioni artistiche, evolute anche in panel multimediali, che beneficiando dell’esperienza maturata nell’area Comics, sono state dedicate agli artisti che hanno creato l’immaginario collettivo del fantasy ruolistico, autori quali Larry Elmore (che  ha mostrato al pubblico la copertina del D&D rosso restituitagli non molto tempo prima da Hasbro) e Tony DiTerlizzi. Sempre a Lucca è stata celebrata la scomparsa di Gary Gygax, uno dei padri di D&D, mentre la presenza degli scrittori Margaret Weis, Tracy e Laura Hickman hanno fatto rivivere i fasti di Dragonlance durante il festival. I grandi nomi intervenuti sono molti, come non citare anche i recenti, Frank Mentzer, Bruce Heard, Robert Kuntz sino al prossimo Zeb Cook. Nel 2014, ci sono stati poi festeggiamenti per il quarantennale di D&D, un evento arrivato ai media nazionali (copertura mediatica di RAI4 con un meraviglioso duetto dal passato al presente tra Menzter e Crawford a cura del sempre attento Andrea Fornasiero), che ha anticipato quello dell’anno successivo legato alla pubblicazione della quinta edizione del gioco, una circostanza che ha visto tornare in Italia Jeremy Crawford, lead designer di D&D e attualmente a capo del progetto, con grande soddisfazione della Wizards e del pubblico, accorso numeroso ed entusiasta.


Panel con (da sinistra) Monte Cook, Jeremy Crawford, Frank Mentzer, Robh Ruppel e Drew Karpyshyn (fuori campo)

In sostanza, noi ci mettiamo parecchio del nostro per preparare agli amici di Seattle un bel red carpet. Quest’anno si tratta di un evento di gioco organizzato di primissimo piano.

GN: Arriviamo dunque all’Epic, un evento wordwide che andrà a influenzare il canone ufficiale di Dungeons & Dragons e che suggella l’inclinazione di Lucca ad essere non solo un importante polo espositivo ma anche un momento dedicato al gioco effettivo.

LC&G:Possiamo dire che portare l’Epic a Lucca e stata essa stessa un’avventura epica. L’organizzazione di questo evento è il risultato degli sforzi e dei sensibili investimenti dedicati da Lucca Games al gioco attivo. Il lavoro degli ultimi anni ha rafforzato ancora di più i rapporti con la Wizards Italia, attraverso un costruttivo dialogo con i sui referenti, da Mattia Coen a Davide Neri, da Pierluigi Parnofiello e Enrico Boccabianca sino a Davide Bonati; uno scambio intenso e costante con la sede europea di Bruxelles e quella statunitense di Seattle, come scordare l’indimenticato pluricampione del Mastering di Lucca Games, Ilja Rotelli director of Programs and Operations proprio all’ombra dello Space Neddle? Questo per dire che gli eventi li organizzano persone piene di passione, e i risultati li conseguono team coesi come quello che in quasi un quarto di secolo si è creato tra Lucca Games e Wizards. Già nel 2015 c’era l’intenzione di ospitare un evento Epic ma in Italia il gioco organizzato non si era ancora sufficientemente sviluppato perciò abbiamo ospitato sessioni per la categoria “Expeditions” che hanno visto la partecipazione in prima persona di Jeremy Crawford, chiamato anche a misurare le potenzialità del festival, già indubbie a livello di numeri. Un secondo fattore determinante che Crawford era chiamato a considerare, era lo stile di gioco italiano, che poteva essere diverso o meno compatibile con quello anglosassone. Per dirimere questo dubbio, il designer americano si è seduto al tavolo con i giocatori nostrani, valutando in prima persona il nostro approccio al gioco, e nella sua seconda visita a Lucca Comics & Games ha redatto un’avventura apposita per il pubblico del festival, ispirandosi già all’ambientazione di Curse of Strahd, come l’Epic di questo anno.

Il feedback di Jeremy dunque, è stato molto positivo perciò, quando siamo arrivati ad avere una rete di gioco organizzato strutturato il passo successivo è stato immediato, quest’anno ospiteremo l’evento Epic facendo in modo che l’italianità costituisca un valore aggiunto creativo al mondo di Dungeons & Dragons.

GN: La quinta edizione di D&D non è uscita in italiano ma ha comunque coinvolto molti giocatori nostrani e ha trovato ampio spazio nel festival. Una ulteriore conferma di un processo di internazionalizzazione che tuttavia non rinuncia ad un DNA italiano.

LC&G: Lucca Comics & Games ha senza dubbio un’ambizione e una vocazione internazionale, sia perché il mercato globale impone di varcare i confini nazionali nelle scelte editoriali ed artistiche, sia perché il pubblico si aspetta di ricevere la più vasta copertura informativa possibile. Non dobbiamo dimenticare che uno degli obiettivi fondamentali del festival è quello di fornire un servizio al pubblico a prescindere dai prodotti e dalle dinamiche che possono influenzare il mercato.

Quello di D&D non è un fenomeno nuovo, se consideriamo, per esempio, l’evento di presentazione in anteprima mondiale di Games of Thrones che ha visto la partecipazione di Marco Pontecorvo  dimostrò come l’intero auditorium conoscesse i toponimi della saga in inglese (non era stata ancora vista la prima stagione in Italia e Pontecorvo non conosceva la traduzione dei nomi dei luoghi), oppure quello legato alle presentazioni delle saghe letterarie fantasy di J.H. Brennan e di Alwyn Hamilton, due release in anteprima mondiale a Lucca di romanzi anglosassoni, quella della Hamilton, aveva raggiunto alle aste per i diritti quotazione per altro elevatissime per una esordiente, a testimonianza di come il mercato angloamericano ci credesse, ma avesse scelto Lucca come lancio del primo volume.

L’organizzazione di Lucca dunque, ha sempre attirato gli interessi delle grandi distribuzioni a livello internazionale per fare da piattaforma di lancio, fenomeno testimoniato perfino nella prestigiosa rivista Variety, che ha messo il festival di Lucca tra i principali eventi worldwide nella rubrica “meet the geek”. Il lavoro svolto in questo senso infine, è un importante volano per dare validità del mercato italiano, un’esposizione internazionale che potrebbe attrarre investimenti, interessi e sforzi creativo nel nostro paese.


Sessione di gioco con Jeremy Crawford, durante D&D Expedition 2015

GN: Qualche dettaglio logistico sull’evento, come verrà strutturato all’interno del contesto del festival e quale ruolo svolgeranno gli ospiti illustri già annunciati.

LC&G: Per partecipare all’evento D&D Epic, che si terrà domenica 30 Ottobre bisognerà iscriversi all’evento tramite un modulo online sul sito di Lucca Comics & Games. All’Epic verranno dedicate le sale dell'Agorà, nel centro della manifestazione, ma isolato acusticamente in modo da mettere i giocatori nelle migliori condizioni e sarà adeguatamente servito dalle infrastrutture pubbliche, La partecipazione è gratuita (sarà necessario il biglietto d’ingresso al festival) e a numero chiuso, i primi a iscriversi avranno la certezza di poter giocare, altri 40 persone saranno iscritte con riserva, nel caso che qualche iscritto non si presenti entro gli orari che saranno comunicati a breve.

L’Epic si giocherà in italiano, anche se stiamo predisponendo la possibilità di giocare in inglese qualora ci fossero gruppi a richiederlo. Per quanto riguarda gli ospiti, stiamo pensando ad eventi a loro dedicati, sarebbe bello poter organizzare una sessione di gioco con i talent che intervengono al Festival, come ad esempio Zeb Cook e Brandon Sanderson, a riprova della nostra concezione di D&D come un “sogno a 360 gradi”.


Artwork celebrativo per il 40° anniversario di D&D, opera di Emanuele Manfredi

Un grande sforzo organizzativo dunque, coronamento di un’operazione pluriennale condotta fianco a fianco con la Wizards of The Coast che dimostra la vocazione internazionale di Lucca Comics & Games a divenire lo scenario perfetto per gli avvenimenti ludici di rilevanza mondiale a cui siamo abituati ad assistere oltreoceano e che rendono sicuramente orgogliosi gli eroi e i dungeon master italiani. Un evento che dà la possibilità ai fortunati partecipanti di intervenire direttamente nelle vicende dei Forgotten Realms così come sono presentate ufficialmente dalla Wizards of The Coast a livello globale. Un’occasione questa, dove il gioco di ruolo per antonomasia, tipicamente frammentato su migliaia di tavoli, ribadisce la sua forza aggregativa e la sua riconoscibilità sociale, un importante feedback sul gioco che non si esaurisce sul tavolo ma torna dai suoi creatori arricchito dall’esperienza del gioco collettivo e speriamo, della creatività dei giocatori italiani. Entreremo nei dettagli sullo svolgimento dell’evento a livello di gioco e contenuti nella seconda parte di questo approfondimento, parlando con Nicola Degobbis, responsabile per l’Italia della D&D Adventurers League italiana.







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