Primo piano: I finalisti del Gioco di Ruolo dell'Anno 2018: ne vincerà solo uno

Per i giochi di ruolo in Italia è arrivato il momento della verità; il momento nel quale, dopo estenuanti sessioni di gioco appassionato, l'esperta giuria che assegna l'ormai prestigiosissimo drago dorato ha annunciato i fatidici cinque nomi che si contenderanno il premio e che l'hanno spuntata in una rosa di sedici candidati.
Tale numero, al giorno d'oggi, non è più una sorpresa e conferma semmai quello che è il trend più recente, caratterizzato da un tenore di uscite decisamente sostenuto che, probabilmente, sta iniziando a saturare l'attuale capacità produttiva dei player presenti nel mercato nostrano.
Anche sugli aspetti realizzativi l'offerta si conferma dotata di alta qualità realizzativa e di un'ottima varietà di proposte che spaziano, sia dal punto di vista editoriale che contenutistico e grafico, da idee classiche più o meno rivisitate fino ad arrivare a confini che azzarderemmo quasi a definire "avant-garde". 




In un contesto di questo tipo, la scelta su chi far arrivare in finale non deve essere stata semplice e ci immaginiamo come la tensione nel momento clou, sia stato il più ovvio degli epiloghi risultanti da sessioni e sessioni di grande divertimento.
Il risultato di questo percorso ci porta a un roster di finalisti di tutto rispetto e che fotografa benissimo l'attuale situazione del mercato in cui osserviamo - non senza un pizzico d'orgoglio - un sempre maggiore apprezzamento delle idee nostrane, le quali stanno cominciando seriamente a erodere il consueto strapotere statunitense.
Dunque vediamoli più da vicino questi "magnifici 5" del Gioco di Ruolo dell'Anno 2018.

Be-Movie (Autore: Helios Pu; Editore: GG Studio)
Giunto attraverso una lunga fase gestatoria, l'esordio nel gioco di ruolo dell'autore bolognese ci porta nei set dei b-movie di una volta, di quelli a basso budget che riciclavano quanto possibile dalle produzioni di primo livello. Con meccaniche semplici e azzeccate, che non nascondono richiami a molti "mostri sacri" dell'era moderna, il gioco permette sia di far partecipare i giocatori a tutte le fasi di produzione della pellicola - scelta del genere, della trama e via discorrendo - sia di viverne le vicende da protagonisti, con la guida di un regista.
In definitiva un prodotto dotato di buona versatilità che, pur basandosi su tematiche indubbiamente care soprattutto a chi ha vissuto l'"epoca d'oro" dei film di serie B, li propone in un'ottica - anche grafica - che gli permette di presentarsi praticamente a tutti con buoni risultati.

Cabal (Autori: Matteo Pettinari, Francesco Angelini; Editore: GG Studio)
La doppietta di finalisti che porta il marchio GG Studio si completa con questo titolo dalla copertina che più bianca non si può, ma dall'anima nera come la pece. La coppia di autori italiani partorisce infatti un cupo mondo di cospirazioni in cui - in bilico tra Kult e le atmosfere di Lovecraft - agiscono personaggi più o meno in confidenza con ciò che c'è "oltre il velo" che avvolge la realtà sensibile. Il semplice sistema proprietario basato sul D6 permette, in maniera agile da apprendere ma mai semplicistica, di vivere avventure più o meno lunghe di stampo investigativo-paranormale, che non lesinano dinamismo laddove serva e che portano alla luce un mondo denso di vibrante mistero e completamente intriso di tradizioni popolari e citazioni storiche.

Dungeons & Dragons - Manuale del Giocatore (Autori: Mike Mearls, Jeremy Crawford; Editore: Asmodee Italia)
Cosa dire che non sia stato già detto del "re" dei giochi di ruolo? Dungeons & Dragons è, per gran parte del fandom, sinonimo di gdr e arrivato finalmente anche nello stivale alla sua quinta "rinascita dalle ceneri", è nuovamente assurto a tutti gli effetti a principale traino del più recente successo dell'intero settore.
Questa nuova edizione del gdr high fantasy per antonomasia mantiene le solide fondamenta meccaniche basate sul D20, ma le snellisce portandole a una fluidità di gioco mai vista prima e consentendo a tutti - sebbene una guida esperta sia quanto mai consigliabile - di vivere in poco tempo avventure, esplorazioni, combattimenti e di guidare la crescita del proprio aspirante eroe.

Lovecraftesque (Autori: Joshua Foxx, Becy Hannison; Editore: Narrattiva)
Il titolo edito da Narrattiva è un prodotto realizzato in maniera elegante e che presenta ai giocatori un sistema, vagamente simile altre opere della casa emiliana, basato su meccaniche in cui l'autorità narrativa è condivisa tra i giocatori, con compiti che ruotano tra loro scena dopo scena, ma che introduce un twist nell'uso di carte specifiche che regalano un pizzico di imprevedibilità al tutto. Questo impianto permette di inscenare partite one-shot che chiedono un po' di creatività, ma che riescono a ricalcare abbastanza fedelmente il "colore" dei racconti di Lovecraft, a base di orribili rivelazioni, orrore cosmico sempre crescente e anche qualche colpo di scena. Scelta decisamente da non sottovalutare per gli amanti del solitario di Providence.

The Sprawl (Autore: Hamish Cameron; Editore: Dreamlord Press)
Il cyberpunk sta tornando prepotentemente sulla breccia dell'onda e questo The Sprawl è uno dei migliori esempi a comprovare questa tesi. Il gioco trae l'impianto regolistico da Il Mondo dell'Apocalisse e permette ai giocatori di interpretare degli sporchi mercenari pronti a tutto, i quali compiono missioni al soldo di corporazioni senza scrupoli costantemente in conflitto tra loro, in uno sfondo crudo e ricco di azione che molto richiama alla mente le atmosfere di film come Akira, Matrix o Ghost in the Shell.
La chiarezza espositiva e l'ottima sinergia tra meccaniche e ambientazione - considerate le pochissime modifiche al sistema di base - sono i principali fattori che lo rendono un perfetto introduttivo ai "Powered by Apocalypse".

Ironia, dinamismo, mistero, azione; quale che sia l'aspetto che più state ricercando nelle vostre sessioni di gdr, potete tranquillamente fermare qui la vostra ricerca. La varietà di "flavour" offerti dai finalisti è quanto più ampia si possa immaginare, e tutto senza una minima flessione del livello qualitativo. Non vorremmo essere nei panni dei giurati che, il 10 ottobre, dovranno pronunciare il nome del vincitore: per questo, nell'attesa della proclamazione, ci limiteremo a giocarli tutti.