Anteprime: Tyrants of the Underdark: giochi di potere nelle tenebre

Non andiamo molto lontani dal vero sostenendo che nella mitologia di Dungeons & Dragons (D&D) una delle razze di maggior successo tra il pubblico sia quella dei Drow (Elfi Scuri). Nonostante non abbiano tratti in comune con gli Elfi Scuri dei miti germanici e norreni (Svartalfar o Dockalfar), i Drow – il cui nome probabilmente deriva dal termine norreno draugr che però si riferisce a quelli che in D&D vengono chiamati Wight – hanno impattato con grande successo sull’immaginario dei giocatori di ruolo, senza dubbio anche grazie al personaggio di Drizzt do’Urden (protagonista di diversi romanzi di successo firmati da L. Salvatore).
E proprio di questa razza e le guerre intestine che ne caratterizzano la storia che tratterà il nuovo gioco di carte Tyrants of the Underdark… 




Dunque, la società Drow è essenzialmente un insieme di potenti casate matriarcali che passano metà del loro tempo a fare guerre per procurarsi schiavi nell’Underdark (per chi non lo sapesse, l’Underdark è l’enorme mondo sotterraneo che esiste al di sotto del mondo normale nell’universo dei Forgotten Realms) e l’altra metà a cospirare contro le casate rivali.

Tyrants of the Underdark (TodU per brevità) è un gioco di carte a firma di Peter Lee, Rodney Thompson ed Andrew Veen, pubblicato in collaborazione da Wizards of the Coast e Gale Force Nine, in cui da 2 a 4 giocatori possono mettersi al comando di una casata Drow ed immergersi nei mortali giochi di potere dei devoti di Lolth (la divinità ragno a cui sono legati i Drow in D&D), in circa un’ora di partita. Lo scopo del gioco è accumulare punti vittoria (VP) controllando eserciti e creature potenti, ed imponendo il proprio dominio su luoghi e siti importanti dell’Underdark; alla fine della partita, la casata con più VP è dichiarata vincitrice.
Come stiamo per scoprire, la meccanica principale del gioco è quella del deckbuilding, quindi un genere decisamente diverso dal precedente bestseller di almeno due dei tre designer coinvolti (Lords of Waterdeep).

I componenti di TodU sono costituiti da segnalini e miniature di plastica (che rappresentano eserciti e spie dei giocatori ed eserciti non allineati), carte, e segnalini (per indicare i punti vittoria ed il controllo dei siti), oltre naturalmente al tabellone di gioco, che rappresenta una versione “schematica” dell’Underdark coi suoi siti principali, ed una plancia del mercato, il cui uso verrà illustrato più avanti. La scatola include anche un blocco di schede segnapunti e 4 plance delle casate, una per ogni casata in gioco; ogni casata ha anche un disco di cartone chiamato Inner Circle. Le carte sono divise in 160 carte Mercato (4 mazzi diversi), 28 carte Nobili, 12 carte Soldati, 15 House Guard, 15 Sacerdotesse di Lolth, e 30 Insane Outcast; tutte queste carte sono definite nel gioco “carte Minion”.

Una volta piazzato il tabellone di gioco sul tavolo, i giocatori decidono quali mazzi di carte Mercato usare nella partita corrente, scegliendo tra Drow, Dragon, Demons ed Elemental Evil. Queste carte indicano con quali creature avremo a che fare durante la partita, ed ogni partita di TodU richiede solo due di questi mazzi, che vengono mescolati a formare un unico mazzo di 80 carte. Le prime sei carte di questo mazzo, chiamato mazzo del mercato, vengono scoperte e piazzate negli appositi spazi sulla plancia del mercato. Viene poi “popolata” la mappa, la cui estensione dipende dal numero dei giocatori: si piazzano gli eserciti non allineati nelle relative posizioni iniziali, le carte speciali (Sacerdotesse di Lolth, House Guards, e se si gioca coi Demoni gli Insane Outcast), ed i segnalini di controllo nelle rispettive aree. Dopodichè ciascun giocatore sceglie una casata, e ne prende tutti i pezzi (miniature, segnalini, plancia della casata, ed Inner Circle), 7 carte Nobile e 3 carte Soldato; le proprie carte vengono mischiate, ciascun giocatore pesca 5 carte dal proprio mazzo, e poi a turno piazza una propria truppa in uno dei siti iniziali non reclamato da altre casate (i siti iniziali sono spazi colorati di nero sulla mappa). A questo punto la partita può iniziare.

Le carte forniscono ai giocatori due risorse: Potere ed Influenza; queste risorse vengono usate rispettivamente per compiere azioni di gioco (controllare siti, assassinare qualcuno, etc.), e per acquistare altre carte Minion dal mercato. Come in quasi tutti i giochi di deck-building, le carte stesse forniscono risorse quando vengono giocate, e le risorse non utilizzate alla fine del turno vengono perse.

TotU si gioca a turni. Nel proprio turno, un giocatore può scegliere tra due possibilità: giocare una carta dalla propria mano oppure spendere risorse per compiere un’azione base.
 Le azioni base possibili sono: assassinare una truppa, reclutare una truppa, rimandare al mittente una spia nemica (queste tre azioni costano Potere), o acquistare una carta dal Mercato (quest’azione costa Influenza). Un giocatore può scegliere tra la prima e la seconda opzione quante volte vuole e nell’ordine che preferisce, finché ha punti e/o carte per compierle. Alla fine del proprio turno, il giocatore deve promuovere carte nel proprio Inner Circle (solo se avesse giocato carte che glielo permettono, e le carte promosse nell’Inner Circle non vengono più usate nel gioco se non alla fine per guadagnare punti), guadagnare eventuali VP, scartare le carte rimanenti in mano e quelle giocate in questo turno, e poi pescare 5 nuove carte dal proprio mazzo. Le carte, naturalmente, hanno abilità, che permettono di effettuare azioni speciali (cioè diverse da quelle base sopra elencate); molte di queste azioni hanno un costo da pagare, in genere in punti Potere.
Chiararamente molte delle azioni intraprese serviranno a far muovere le nostre truppe sulla mappa di gioco, poiché come stiamo per scoprire, a fine partita anche la Presenza contribuisce a fornirci punti vittoria.

Ogni giocatore manifesta la sua Presenza sulla mappa in diversi modi. Si ottiene Presenza in un sito che ospiti una propria truppa o spia, o una propria truppa adiacente al sito; si ottiene Presenza in una casella Truppa che sia adiacente ad una propria truppa o che ne contenga una. Il controllo di un sito si ottiene per maggioranza: chi ha più truppe nel sito lo controlla; inoltre, se un sito ospita solo truppe di un unico colore, il giocatore di quel colore ne ha il controllo totale.

Una partita di TotU termina quando un giocatore ha schierato tutte le proprie truppe sulla mappa, oppure quando il mazzo Mercato è esaurito. A questo punto il gioco continua fino alla fine del turno, e poi si contano i VP: chi ha più VP è dichiarato vincitore. I VP si ottengono in diversi modi: ogni sito ha un suo valore in VP, ed in aggiunta il controllo totale di un sito vale altri 2 VP; 1 VP per ogni truppa nella propria Trophy Hall (qui finiscono le truppe nemiche che voi assassinate); il valore in VP di ogni carta in proprio possesso (nel proprio mazzo, in mano o nella propria pila degli scarti); le carte nell’Inner Circle hanno un loro valore VP; ed infine durante la partita si possono ottenere VP in varie circostanze.

TotU mescola quindi gli elementi di un deck-builder con un gioco di controllo aree e maggioranze, cercando di ricreare l’atmosfera buia e cupa degli intrighi mortali che si svolgono sotto i piedi degli ignari abitanti di Faerun. Sebbene le carte siano ambientate, ed il manuale spieghi persino in termini di background il perché si giochino le carte Minion, tutto sommato il gioco sembra un tantino astratto, anche se per giudicare correttamente la bontà della resa dell’ambientazione occorrerà più di una partita completa. Quel che è certo è che TotU rende interessante un mix di meccaniche molto popolari, e lo condisce con una delle ambientazioni certamente più popolari in D&D, e con illustrazioni notevoli che rappresentano l’oscuro mondo dell’Underdark. Insomma, l’ipotesi di un altro successo editoriale sulla falsariga di quanto già visto con Lords of Waterdeep (anch’esso “ambientato” nei Forgotten Realms) è più che probabile.
Mentre Tyrants of the Underdark inizia la sua distribuzione nei negozi di tutto il mondo, noi continuiamo a sperare in una localizzazione in italiano per giocare gli intrighi dei Drow nella lingua di Dante.