Interviste: Due tiri, due centri… forse tre! Intervista a Daniele Tascini

È stato a Roma lo scorso 24 novembre, durante una Ludica non troppo frequentata da autori ed editori, che abbiamo avuto il piacere (e la sorpresa) di incontrare Daniele Tascini.

Daniele è considerato in questo periodo “l’autore italiano del momento”, visto che i suoi due primi giochi (co-firmati con Simone Luciani) si sono rivelati altrettanti prodotti di successo: Sheepland e, soprattutto, Tzolk’in: The Mayan Calendar, titolo che ha letteralmente spopolato durante l’ultima edizione di Essen.

Ecco quanto emerso nel corso della nostra intervista!




Daniele è una persona estremamente gradevole e modesta, che si relaziona con l’atteggiamento di chi è appena arrivato e non ha alcuna intenzione di far pesare i suoi primi successi!
La sua storia è simile a quella di molti di noi… giocatore fin dalla tenera età, è stato negli anni novanta tra i primi nella classifica nazionale di Magic per poi convertirsi ai “german game” e diventare vincitore dell’Italian Master 2010 della Tana dei Goblin.
L’amicizia di lunga data con Simone Luciani (già attivo in campo autoriale) lo ha portato a condividere con lui alcune idee e progetti, su cui hanno finito per lavorare nel corso degli ultimi due anni. Nasce così un sodalizio che a quanto pare, integrando la fantasia e la creatività di Daniele con l’esperienza e la competenza di Simone, ha dato vita al buon successo di questi due primi titoli.
E la conferma che si tratti di una formula vincente è venuta da un ulteriore traguardo raggiunto quest’anno dalla coppia Tascini-Luciani: un terzo loro titolo, Marco Polo (per ora ancora allo stato di prototipo) ha recentemente vinto il premio Archimede 2012.
Per questo i due amici si sono ormai messi a lavorare a tempo pieno su titoli di coppia.

Parlando del successo di Tzolk’in e del suo editore originario, la Czech Games Edition, Daniele ci racconta di aver proposto l’idea del gioco a soli quattro editori internazionali, scelti attentamente in funzione delle caratteristiche del titolo, incassando da parte di tutti un notevole interesse. Ma è stato l’editore cecoslovacco (seppur tendenzialmente poco propenso a produrre titoli di autori “stranieri”) ad aver chiamato Daniele tre mesi prima di Essen per chiedergli di non inviare prototipi in giro perché intenzionato a procedere con l’editing definitivo del progetto. E per quanto una precedente conoscenza di Daniele con Vlaada Chvátil possa essere stata di aiuto per il primo contatto, si deve alla forza delle idee dietro al gioco la ragione che ha convinto il noto editore ceco.
Pur essendo a tutti gli effetti un german game, Tzolk’in è in buona parte frutto del fascino esercitato su Daniele dai meccanismi del calendario Maya, sui quali da tempo avrebbe voluto basare un gioco. Ideare una meccanica innovativa e funzionale e applicarla alle ruote dentate del calendario è stata quasi una conseguenza naturale e questo spiega la stretta attinenza tra tema e gioco. L’aspetto più critico della produzione è stato rappresentato dalle ruote dentate; scartato il cartone delle ruote prototipali (per timore di una usura nel lungo periodo) i ragazzi della CGE hanno deciso di affrontare un notevole sforzo produttivo (e di investimento) per realizzarle in plastica. Daniele è talmente grato dell’attenzione maniacale che l’editore ha posto sugli aspetti produttivi del gioco che è pronto ad attribuire alla sua qualità merceologica una notevole quota del successo del titolo.

Passando a Sheepland, scopriamo che i due titoli incarnano le due facce di questo nuovo duo autoriale. Se Tzolk’in rappresenta primariamente lo spirito creativo di Daniele, Sheepland è più figlio dell’impostazione coloviniana (definizione dell’intervistato) di Simone, che è l’autore della sua idea di base. Il contributo di Daniele (che lui valuta intorno al 30%) si è sostanziato soprattutto sull’introduzione di aspetti divertenti, come per esempio la pecora nera. Nato come filler di rapido apprendimento e di facile giocabilità, il gioco ha sorpreso per il notevole consenso riscosso, e a seguito del sold out della prima edizione la Cranio ha già annunciato una rapida ristampa.

Rispetto a Marco Polo e all’ipotesi di una sua prossima pubblicazione, Daniele incrocia scaramanticamente le dita e ci dice solo che stanno lavorando per verificare le possibilità di adattamento dell’idea (senza però snaturarla) ai precisi criteri editoriali di una casa editrice tedesca (e vi possiamo solo confidare che è veramente grossa e famosa!).

Tirando le somme di questo che per Daniele è stato un fantastico 2012 (almeno dal punto di vista ludico), ci viene confidato che l’aver pubblicato come primo gioco un titolo come Tzolk’in rappresenta per lui l’apice delle aspettative (soprattutto per lui che è un grande amante di giochi come Caylus)… ma al contempo costituisce anche fonte di grande responsabilità, considerando che ora sente l’impegno di dover rispondere all’elevato livello di aspettativa che si è creato nei suoi confronti.
Ed è bello sentire con quanta naturalezza e semplicità ci confida il piacere di conoscere nuove persone grazie a questa suo inatteso successo e, al contempo, il suo stupore ogni volta che gli viene chiesto di autografare una scatola del suo gioco, sentendosi ancora solo un giocatore e non una star del settore (“io non sono nessuno” dice sorridendo).

Ci saluta con una piccola anticipazione del nuovo titolo su cui la coppia Tascini-Luciani sta lavorando, si tratta di un gioco basato su una ambientazione fantasy trattata in chiave particolarmente buffa, un’idea nei confronti della quale hanno già mostrato interesse un paio di editori!

Non ci rimane quindi che attendere, con curiosità, per vedere cosa ci riserverà in futuro questa nuova coppia di autori italiani. Nel frattempo ringraziamo Daniele per il tempo dedicatoci e gli facciamo i nostri migliori auguri per tanti futuri successi!