Piccoli Gamer Crescono: Mago Magino

Proseguiamo il nostro viaggio nel mondo dei giochi per bambini, visti con la sguardo attento e appassionato del giocatore esperto. Lo scopo di questa rubrica, infatti, è trovare titoli che possano piacere a un bambino ma che siano al tempo stesso all’altezza delle aspettative del genitore giocatore, in modo che con amore e attenzione possa condividere i primi passi di quello che (si spera) è destinato a diventare un futuro gamer...




Se nel percorso di formazione ludica di un giocatore adulto non si può prescindere da editori come Alea, Hans Im Gluck, GMT o Lookout Games, anche per i piccoli gamer ci sono editori di riferimento la cui produzione è destinata a lasciare il segno: colossi come HABA, Selecta, Schdmit e Zoch.
 E mentre nel panorama dei giochi per adulti stiamo assistendo negli ultimi anni a un forte processo di internazionalizzazione e all'affermarsi della plastica “made in china”, il gioco d'autore per bambini è ancora saldamente in mano ai grandi editori teutonici con i loro bei prodotti in cui prevale il legno.

Analizziamo oggi Mago Magino, gioco di Reiner Knizia pubblicato dalla Selecta nel 2004, nominato per lo Spiele des Jahres nel 2005 e vincitore nello stesso anno del Kinderpsielexperten(1).

Un gioco di Knizia dunque, ma sappiamo bene che la monumentale produzione del grande maestro alterna capolavori a prodotti scadenti: dove si colloca dunque Mago Magino?
Devo dire che la prima volta che l'ho giocato ne sono rimasto deluso ma allo stesso tempo colpito dall'entusiasmo che il gioco ha suscitato nei piccoli partecipanti: la cosa si è ripetuta partita dopo partita costringendomi a rivedere il mio giudizio e a esaminare il gioco in maniera più approfondita per cercare di capire le ragioni di questo successo.

Da 2 a 5 giocatori manovrano ognuno due bambini impegnati nel recuperare i cristalli che la strega ha rubato a Mago Magino e nascosto in una radura nella foresta. Il Mago aiuterà i bambini cercando di proteggerli dalla cattiva strega che li vuole trasformare in rane.
Come vedete, ci sono tutti gli ingredienti delle grandi favole!

Nel proprio turno di gioco il giocatore lancia un dado e può muovere uno dei suoi due bambini, o il mago, per un numero di spazi non superiore al valore ottenuto. Per arrivare alla radura ci sono due strade: una corta, la scorciatoia del bosco (4 caselle) ma più pericolosa e una molto lunga ma, nel complesso, abbastanza sicura. Il dado è numerato da 1 a 4 ma le altre due facce hanno il simbolo della strega.  Ogni volta che col dado si ottiene la strega, il giocatore dovrà anche “far girare” la sagoma di cartone a forma di strega (che è incardinata alla mappa e deve essere colpita per farla ruotare): tutti i bambini che occupano lo spazio indicato dal dito della strega verranno trasformati in rane, a meno che nella casella non ci sia Mago Magino a proteggerli.
Giunti alla radura i bambini potranno recuperare un cristallo (uno solo) e riprendere il cammino verso il castello del Mago. Nel ritorno non sarà possibile utilizzare la scorciatoia.
Vince il primo che porta a casa 3 cristalli.

I bambini trasformati in rane lasceranno cadere il cristallo e potranno avanzare solo di una casella alla volta. Se Mago Magino arriva in una casella con una rana, la ritrasformerà in bambino.

Il gioco è semplice (ovviamente) e sostanzialmente di fortuna ma presenta una serie di piccole decisioni e scelte che lo rendono interessante e divertente già a partire dai 4-5 anni.
La strada del bosco è davvero più corta, ma il bosco è considerato un'unica grande casella e di fatto occupa circa un quinto della mappa (la probabilità di essere trasformati in rane qui è abbastanza alta). Nel giocare, ci sono bambini che non corrono mai il rischio mentre altri lo valutano in funzione di come evolve la partita. I più scaltri capiscono presto che con un tiro del dado di 4 possono attraversare tutto il bosco in un colpo solo e aspettano il momento propizio per tentare la sorte.

La cosa più difficile da padroneggiare per i piccoli gamer è l'utilizzo di entrambi i bambini: quasi tutti giocano esclusivamente con un solo pezzo fin quando viene trasformato in rana.
Pochi bambini sono in grado, almeno all'inizio, di valutare turno dopo turno se conviene muovere un bambino o l'altro o, al limite, il Mago Magino.
Quello che però rende il gioco davvero avvincente per i bambini è la strega che gira, gira, gira e la logica dello “speriamo che io me la cavo” e che tocchi a un altro di essere trasformato in rana!

Una delle ragioni per cui Mago Magino ha destato la mia attenzione è che credo che uno degli aspetti fondamentali per un gioco di successo per bambini sia la presenza di una qualche meccanica che “fa accadere qualcosa”.
È una cosa difficile da descrivere razionalmente: può essere la pila degli animali che crolla, la pallina che cade ne Il labirinto Magico, la pompetta de Il Pirata Nero, il Lupo che cerca il capretto e non lo trova: qualcosa di non deterministico, che crei suspense e che faccia a volte anche ridere ma che comunque rompa la meccanica del “tira, nuovi, tocca a te”.

Il gioco risulta promosso in primis dai bambini che si appassionano e lo vorrebbero giocare a oltranza, con la caparbietà che li contraddistingue. Ma è promosso alla fine anche dal papà giocatore, per le decisioni da prendere, la varietà di situazioni e perché, in fondo, per i suoi bambini è il primo gioco di Knizia… e forse anche grazie a lui il loro passaggio tra qualche anno a Tigris & Eufrates o Modern Art non sarà così arduo!

Buon gioco a tutti voi e alla prossima.

(1)Il Kinderspielexperten è un premio che viene dato in Germania dagli stessi bambini. Una giuria di adulti seleziona 24 giochi in ogni categoria e poi il vincitore viene deciso dal voto di oltre 2000 bambini.