Anteprime: Takenoko, ma quanto è puccioso il panda di Bauza!

Takenoko è il nuovo gioco di Antoine Bauza, autore entrato a pieno titolo nell’olimpo dei game designer grazie all’incontestato successo del suo 7 Wonders.

Con questo titolo, si torna in oriente (un po’ come in Ghost Stories), ma questa volta con un approccio assai più umoristico e “puccioso”.

L’imperatore della Cina, in visita diplomatica a quello del Giappone, porta in regalo un panda gigante che si rivelerà presto una bella iattura!

E così la bestiola, vorace razziatore di germogli di bambù, costringe tutti i cortigiani giapponesi (rappresentati dai giocatori) a curare un giardino appositamente dedicato ai suoi appetiti.




Uno dei primi elementi a colpire di questo gioco è la qualità dei materiali. Non solo per le due bellissime statuine colorate del giardiniere imperiale e del panda gigante, non solo per i segmenti di bambù che servono come pedine del gioco, ma anche per la grafica che contraddistingue tutti i materiali stampati (dalle tessere esagonali che rappresentano i campi da coltivare alle carte obiettivo, allo stesso manuale introdotto da un paio di pagine a fumetti).
Il gioco, pur essendo gradevolmente articolato, si spiega in un attimo: il giocatore di turno lancia un dado speciale per definire le condizioni meteorologiche (e con esse, quale degli effetti previsti interverranno sulle successive azioni).
Quindi sceglie due (differenti) azioni tra:

  • Pescare tre tessere “campo” e sceglierne una da piazzare in gioco.
  • Prendere un canale di irrigazione (da piazzare subito o successivamente).
  • Muovere il giardiniere (facendo crescere un pezzo il bambù sul campo di arrivo ed eventualmente sui confinanti).
  • Muovere il panda (per mangiare un pezzo del bambù dal campo di arrivo, che  verrà messo sulla scheda del giocatore).
  • Pescare una carta obiettivo (prendendola da uno dei tre mazzi “tematici”).

Naturalmente esistono regole per il piazzamento di campi e canali di irrigazione, così come per il movimento del giardiniere e del panda, ma tutto molto semplice.
I tre tipi di obiettivo si riconoscono dal dorso delle carte e riguardano i campi (definendo configurazioni di tessere), il giardiniere (tipi di coltivazioni di bambù) e il panda (combinazioni di germogli di bambù mangiati, cioè di proprietà del giocatore).
Infine esistono i pezzi di bambù, rappresentati da sezioni di plastica di tre colori diversi, impilabili su ogni campo per un massimo di quattro sezioni (sempre dello stesso colore del campo).
La crescita dei bambù, che avviene solo sui campi irrigati, può essere facilitata se si interviene su un campo con delle migliorie (recinti, fertilizzanti o bacini d’acqua).

Ogni volta che nel proprio turno di gioco si creano le condizioni per soddisfare le richieste di una carta obiettivo, il giocatore lo dichiara e acquisisce i punti della stessa carta (può anche dichiarare più obiettivi contemporaneamente, se è in grado).
Il primo che arriva a concludere un certo numero di obiettivi (variabili col numero dei giocatori) fa terminare il gioco e si prende il bonus della carta imperatore.

Come avrete capito si tratta di un eurogame in piena regola, pensato per essere un gioco abbastanza bilanciato e assai leggero, godibile da tutta la famiglia anche se non privo di interessanti potenzialità.
Il gioco infatti sembrerebbe particolarmente rapido, molto variabile grazie alle carte obiettivo e alla mappa componibile, e fortemente interattivo. Ogni giocatore, vedendo i dorsi delle carte degli avversari, può capire il tipo di obiettivi che stanno perseguendo e muovere conseguentemente i due pezzi comuni (giardiniere e panda) nel tentativo di raggiungere i suoi fini e scompaginare i disegni altrui.
Oltre alla pesca delle carte, l’altro elemento di casualità è introdotto dal dado, ma sembra comunque limitato perché gli effetti che produce, seppur diversi, dovrebbero essere sufficientemente bilanciati.

Un titolo il cui target elettivo sembra decisamente diverso da quello di 7 Wonders, ma comunque con un buon potenziale per diventare un discreto successo, soprattutto grazie all’appeal del contenuto della scatola.

Takenoko è per il momento disponibile solo dal suo produttore, la giovane casa editrice francese Bombyx, (in coedizione con la Edition du Matagot) dalla cui pagina web potete scaricare il manuale, limitandovi però alle figure se non parlate la lingua di monsieur Bauza!
Per una versione (probabilmente) più comprensibile potete rivolergervi al regolamento in inglese fornito da Edition du Matagot in questo pdf.

Mentre chi confida in una versione nostrana può stare tranquillo: Asterion Press, già editore dell'altro successo firmato Bauza, 7 Wonders, pubblicherà l'edizione italiana di Takenoko il prossimo aprile, a un prezzo che si aggirerà sui 35 euro.

Potete visionare alcune foto dei componenti del gioco nel dettaglio nella nostra galleria fotografica realizzata alla scorsa fiera di Essen, dove Takenoko era giocabile in una versione extra-large.