Anteprime: [Lucca Games 2011] Eclipse - Tra Galactic Emperor e Twilight Imperium

Eclipse giocoSi parla di 4X, che più che un genere sembra un moltiplicatore di insoddisfazione dei giocatori nei suoi confronti.

Le conquiste spaziali sembrano non trovare pace negli spazi siderali, sempre in conflitto tra i tempi di gestione "da anni luce" di Twilight Imperium e le possibilità non proprio futuristiche  di Galactic Emperor.

A risolvere questa faida interstellare ci prova Asterion portando in Italia Eclipse...

 




 

Fortissime le attese per la novità, e le aspettative per tale termine vengono immediatamente disattese all'apertura dell'importante scatola: le astronavi sono le medesime di Galactic Emperor. Non esattamente il massimo dello stile, una "familiarità" che fa storcere il naso.
A questo punto sale l'attenzione nei confronti della componentistica, tanto da poter giudicare le grandi plancie dei giocatori davvero molto leggere e la scelta di avere, a cornice di queste, un unico tracciato per tre risorse diverse, non soddisfa la complessità del gioco. I dadi, che svolgono perfettamente la propria funzione, emergono a questo punto però per una linea "non proprio elegante", mentre la grande quantità di segnalini di cartone, esagoni di mappa compresi, non nascondono sorprese, così come cubetti e dischetti in legno.

Superato lo spigoloso asteroide della componentistica si arriva ad un game play decisamente classico: azioni per esplorare, produrre, evolversi ed espandersi (generalmente combattendo).

Il sistema di azioni, con un costo in denaro, si autogestisce sulla plancia di ogni giocatore, così come la produzione di risorse, in relazione ai segnalini piazzati sulla mappa, una meccanica di una certa eleganza per un sistema più facile a giocarsi che non a illustrarsi.
La possibilità di peronalizzare le proprie quattro categorie di astronavi (le tre classiche più la base), è un valore aggiunto che non vale una strategia, ma permette di seguire in qualche modo quelle principali: la vittoria infatti è riservata al giocatore con il maggior numero di punti alla fine dei nove turni. Le personalizzazioni dei velivoli spaziali variano di molto in quantità e qualità tra armi, scudi, motori, produzioni energetiche e quant'altro, il tutto spesso legato alla tecnologia a disposizione. Mentre i punti che si ottengono con il controllo di pianeti, strutture, tecnologie, di vittorie (e non solo) militari e contatti diplomatici.

La diplomazia, riservata a partite con almeno quattro dei sei giocatori possibili, ha un impatto estremamente marginale: un accordo del valore di un punto tra giocatori confinanti, un malus di due punti spetta invece al traditore per la rottura di uno di questi "rapporti diplomatici". Quasi un condimento a lato.

Nel particolare abbiamo potuto ammirare l'originale scelta di consentire il movimento attraverso gli esagoni di mappa occupati dagli avversari, questo a patto di lasciare nell'esagono conteso un numero di navicelle pari a quelle avversarie presenti. La mappa di cui si parla si compone per scelta dei giocatori in tre livelli di distanza dal centro, è quindi possibile tenersi alla larga dal vivo dell'azione per qualche turno, a meno che qualche avversario non abbia interesse a venire in caccia...

Il gioco pare soffrire di tutti i soliti difetti del genere 4X, lasciando l'interazione alla fase di conquista per combattimento con il rischio di emarginazione o annichilimento di qualcuno dei partecipanti, ciò nonostante pare avere le carte in regola per essere più gradito di Galactic Emperor e più giocato di Twilight Imperium.

E per i fortunati acquirenti che si stanno accalcando allo stand Asterion di Lucca Games c'è una gradita sorpresa: assieme al gioco viene regalata la Supernova Expansion (che si traduce in ulteriori due esagoni e un segnalino scoperta da aggiungere alla mappa della galassia con relative regole). Assicuratevi che la scatola riesca a contenere anche questa supernova!