Recensioni: Photosynthesis

Vicino a dove abito c’è un’area commerciale abbandonata da quando ha chiuso il grosso supermarket che la occupava. Nel giro di cinque anni piante e cespugli hanno invaso le sue piazzole di parcheggio e ora circondano il capannone dove si entrava per la spesa quotidiana. È un’area vicino ai prati e quindi la natura ha avuto gioco facile a rivendicare il suo diritto di predominio. Photosynthesis parla anche di questo, di una natura che cresce, si sviluppa e si rigenera costantemente, con determinazione e potenza. Alla faccia di qualsiasi meeple o umano in carne e ossa, e della presunzione che questi possano avere come dominatori del pianeta… tanto in questo gioco (bellissimo!) non ci sono.

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Recensioni: New Angeles

Benvenuti a New Angeles! La città più grande e popolosa del mondo; la metropoli dove tutto ha un prezzo e dove finanche la legge entra in punta di piedi, intimorita dalla forza che il governo ha garantito alle megacorporazioni. New Angeles è il fulcro dell'economia mondiale, il cardine su cui si snoda lo sviluppo energetico e tecnologico dell'intero pianeta e le corp sono le sole in grado di mantenerlo saldo…almeno fintantoché gli conviene.
Ancora una volta, grazie ad Asmodée Italia, torniamo nel mondo di Android con questo titolo targato Fantasy Flight, opera di James Kniffen illustrata da Henning Ludvigsen, e ancora una volta insceneremo uno scontro tra megacorporazioni; stavolta però le nostre "armi" saranno abilità politica e contrattazione.
Avevamo avuto modo già di farvene una presentazione molto accurata, ma ora è tutto pronto: la città ci aspetta, e noi abbiamo l'intenzione di scendere nel dedalo delle sue strade e di andare a scoprire come è fatta.

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Recensioni: Misantropia

“Sveglia e caffé, barba e bidet, presto che perdo il tram!”
Così cantava nel 1976 un certo Paolo Villaggio, descrivendo l’inizio di una grigia giornata lavorativa all’interno di una altrettanto grigia carriera da impiegato, una vita da eterno sconfitto e subalterno. Beh, in quel caso il buon Paolo ci permetteva di ridere di lui, pur di una risata orribilmente amara, ma come opzione per sopravvivere a un simile contesto di vita c’è pur sempre la scelta di abbracciare la Misantropia.
Questa, in sintesi, è il tema del gioco Cosplayou, ma con l’intento di ridere di noi stessi e delle nostre vite, delle immancabili sfortune che colgono noi tutti, ma anche (con quel pizzico di cattiveria che contraddistingue le tipiche lotte tra poveri) di esultare per le miserie altrui, o persino di esserne gli artefici. Il tutto in un party game illustrato da Daw!

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Recensioni: Checkpoint Charlie

Nelle vicende della Guerra Fredda, “Checkpoint Charlie” è uno dei luoghi simbolo per eccellenza, al punto che il suo nome è stato associato anche a produzioni cinematografiche o musicali. Il più celebre passaggio tra Berlino Ovest e Berlino Est, l’avamposto tra due mondi contrapposti che per mezzo secolo hanno tenuto in scacco tutte le popolazioni del pianeta, era il crocevia in cui sarebbe potuta scoppiare da un momento all’altro la Terza guerra mondiale.

Mancava all’appello un gioco da tavolo che riproponesse il famoso monicker anche nell’universo dei tabletop. Ci ha dunque pensato Devir a realizzare un prodotto con questo titolo assai evocativo, in cui i giocatori dovranno stanare le spie nemiche anche se, va messo subito in chiaro, non siamo di fronte a una qualche rivisitazione di meccaniche in stile “Twilight Struggle” e i suoi tanti fratelli. Tutt’altro: “Checkpoint Charlie”, nel mondo boardgame, si presenta fin dall’involucro esterno come un gioco senza la pretesa di rivoluzionare il settore, con materiali limitati, un regolamento snello e una buona dose di ironia grazie anche all’utilizzo degli animali nelle illustrazioni.

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Recensioni: Scythe

Corre l'anno 1920 e ancora si sentono gli echi della grande guerra che ha devastato l'Europa. La Fabbrica, il monumentale complesso industriale che ha rifornito di giganteschi Mech le fazioni in lotta, è misteriosamente chiusa e nessuno ne conosce il motivo. Il potere che può derivare dal controllo della struttura è immenso e voi, nei panni di uno dei leader delle fazioni coinvolte, siete ben decisi a imprimere il vostro nome nella storia!
Questa a grandissime linee è l'ambientazione di Scythe, edito in Italia dalla Ghenos Games, nato su Kickstarter nel 2016, e vincitore di molti premi prestigiosi, come lo Swiss Gamer Award, o il Jeu de l’Annèe Expert o il Board Game Geek game of the Year!
Il gioco è andato velocemente esaurito anche in Italia, proprio in questi giorni è iniziata la distribuzione della seconda ristampa...

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Recensioni: Degenesis Rebirth Edition

Un lungo corridoio buio. Un vecchio registratore a nastro posato su un tavolo e alcuni medicinali di dubbia provenienza. Un luogo sporco, devastato, un uomo solo che si prepara indossando una pallida imitazione di un’armatura. Infine, c’è l’esterno. Un bosco tetro con rumori di fondo che lo rendono ancora più inquietante e come ad attendere il suo nemico, la bestia mutata. Inizia con un trailer di livello cinematografico la presentazione di Degenesis, un gioco brutale, devastante, che colpisce duro allo stomaco con una produzione fuori da ogni scala nel mondo del gioco di ruolo. Un piccolo spezzone che anticipa il cofanetto cartonato che protegge i due tomi di 350 pagine. Una protezione apprezzata solo dopo aver aperto i due volumi che si mostrano in una veste grafica senza compromessi, senza censura, senza pudore e per nulla politicamente corretta. Un post-apocalittico con un’idea di base che ormai è un cliché ma che la tedesca SixMoreVodka ha sapientemente manipolato per dare vita a un vivido mondo ostile e mortale. La piaga della pioggia di meteore che ha devastato la Terra, costringendo l’essere umano a rintanarsi in luoghi sicuri, e la conseguente era glaciale, costituiscono il preludio per l’ascesa di abomini creati da un morbo trasportato dalla stessa pioggia infetta. Morbo, il Primer, che ha condotto l’uomo a temere l’esterno e l’interno, che l’ha riportato alle radici di una vita di stenti e di difficoltà. Un mondo che, 400 anni dopo la devastazione, inizia a muovere i suoi primi nuovi passi riprendendosi così il posto che gli è stato usurpato. Cento anni dopo, quel fazzoletto di terre che erano conosciute come Europa, Africa e Asia, ora ridotte drasticamente, sono l’unica zona realmente abitabile dal genere umano.

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Recensioni: Runewars: Il Gioco di Miniature

Ancora una volta i sepolcri giacciono aperti, i pesanti coperchi di pietra frantumati. Ancora una volta solo la foschia accarezza le tombe sventrate e i mausolei vuoti, perché ancora una volta l’esercito dei morti è in marcia. Gli scheletri hanno scrollato via la terra dalle loro ossa marroni, hanno imbracciato le armi rugginose sotto il comando di un grande eroe che non si decide a restare nel passato. Accanto a loro, orribili creature vermiformi più grandi di un golem strisciano, mentre gli arcieri di un tempo lontano riversano silenziosamente frecce nelle loro faretre ammuffite. Tutto questo dobbiamo affrontare, tutto questo per difendere le nostre terre, le nostre mura, le persone che amiamo! La nostra forza non sarà il muro di scudi, non le nostre spade, non la nostra cavalleria, ma il nostro coraggio di uomini, noi che siamo la torcia di fronte all’oscurità dilagante! Noi ricacceremo nelle loro fetide tombe quei relitti cadenti e stasera sul campo i corvi non banchetteranno perché ci saranno solo le ossa da mangiare! Noi non cadremo né oggi né mai! Noi non cadremo, perché a differenza di loro noi abbiamo un cuore! Perché a differenza di loro noi oggi saremo eroi!

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Recensioni: The Others

Per parafrasare Dan Aykroid in Ghostbusters, ogni antica religione ha la sua versione della fine del mondo; però ci sono giorni in cui pare che davvero la fine del mondo sia su di noi. Così almeno è quel che sembra nella (una volta) tranquilla cittadina inglese di Haven, in un futuro prossimo non meglio identificato, quando i sette peccati capitali decidono di incarnarsi e di devastare il pianeta, cominciando proprio dalla città britannica. Naturalmente gli umani hanno un grosso vantaggio (e no, non è l’intelligenza, che pare difettare invece molto): sono adattabili, loro e le loro armi. Pertanto, un simpatico gruppo di alti papaveri militari ha la brillante idea di creare un’unità di risposta tattica contro le mostruosità che l’abisso ci sta per tirare addosso: la F.A.I.T.H. (Federal Authority for the Interdiction of Transdimensional Horrors, che da ora in poi scriveremo FAITH). Ma l’ora del giudizio sta per giungere, e Haven è in procinto di diventare campo di battaglia tra gli involontari eroi dell’umanità e gli orrori dei sette peccati. Gli Altri sono qui: redimiamoli con uno shotgun.

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Recensioni: Deckscape - L'ora del test

L’incipit è, in linea di massima, sempre lo stesso: noi e i nostri compagni siamo rinchiusi dentro una stanza, senza via di uscita. Non possiamo certo riposare sugli allori, anzi, spesso abbiamo proprio a che fare con un limite di tempo; magari si tratta di una bomba nascosta collegata a un timer, o l’assoluta necessità di scoprire entro un’ora delle informazioni segrete da passare ai nostri colleghi dei servizi segreti, o chissà cos’altro. La cosa sicura è che la situazione è grave, il tempo poco, e la stanza in cui siamo rinchiusi abbonda di misteri ed enigmi. Solo risolvendoli potremo ottenere la vittoria.
Ecco, in breve, la tipica ambientazione di una Escape Room, un gioco live che viene approntato in apposite stanze e che ha ormai una diffusione non da poco anche nelle terre italiche, tanto da ispirare (c’era da aspettarselo!) anche alcune serie di titoli che promettono di riproporre emozioni simili in formato “da tavolo”. Ovviamente la modalità di gioco viene adattata al nuovo formato, ma rimane ancora fedele all’originale, ed anzi può permettersi di spaziare anche in contesti ed ambientazioni nuove e non limitate alla fuga da una sola stanza.
In questa recensione, in particolare, parleremo di Deckscape, il primo capitolo della collana edita da DVGiochi, in cui saremo chiamati a misurare la nostra preparazione di fronte al dottor Thyme. Riusciremo a uscire vittoriosi dall’ora del test?

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Recensioni: Dragons & Chickens

Il dungeon crawling, si sa, è un lavoro pericoloso ma remunerativo. Tuttavia, con l’attuale crisi dei sotterranei inesplorati, è sempre più difficile trovare un dungeon che contenga ancora tesori a sufficienza per sfamare il vostro castello e l'intera vostra discendenza fino alla settima generazione; a meno che, naturalmente, non vogliate rischiare le penne andando a derubare un drago! Le penne, però, in questo caso non sono necessariamente le vostre: è noto infatti che i draghi amano il pollo arrosto, quindi portare una o due galline insieme al vostro equipaggiamento potrebbe essere una mossa saggia. Sguainate la spada e preparate gli incantesimi, dunque, ma soprattutto occhio alla penna: si va a saccheggiare dungeon!

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Recensioni: 75 Gnom' Street

Dietro la sua pacifica facciata, il giardino di 75 Gnom’ Street nasconde in realtà un campo di battaglia per gruppi di nani da giardino…Avevate mai pensato che delle così innocue statuine potessero in realtà muoversi in un mondo proprio, fatto di reciproci sgarbi, furti e inganni? Un mondo che non termina sul cancello da cui le placide figure colorate si lasciano ammirare dai passanti, ma che si estende, senza esclusione di colpi, al di sopra e al di sotto del prato, dove alcuni di loro hanno nascosto i bottini frutto di tanti saccheggi e raggiri.

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Recensioni: Kingsport Festival: Il Gioco di Carte

Non sono pochi gli adattamenti ludici dell’opera di Lovecraft in cui i giocatori interpretano la parte dei cultisti invece che quella stereotipata degli investigatori (spesso involontari) dell’occulto. Dopotutto, in un mondo che prima o poi vedrà il nuovo avvento di Cthulhu, cosa c’è di meglio che schierarsi dalla parte di colui che riposa nella sommersa città di R’lyeh? Ovviamente, venerare i grandi antichi espone a dei rischi: non solo avere a che fare con entità così antiche e potenti scuote la mente al punto che la pazzia è praticamente un occupational hazard non più coperto da assicurazione, ma c’è il problema che non siete i soli a voler evocare le oscure presenze per i vostri miseri scopi. Dovrete assicurarvi infatti di eliminare (o possibilmente sacrificare) la vostra concorrenza, ed essere i primi ad evocare il who’s who delle entità aliene.

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Recensioni: Zagor - Il Gioco da Tavolo: Odissea Americana

Nell’autunno del 1972 veniva pubblicata da Sergio Bonelli una trilogia di albi di Zagor, tra loro connessi in un’unica storia dal titolo Odissea Americana.
Dopo più di quarant’anni ormai, l’avventura ideata da Guido Nolitta – pseudonimo dello stesso editore – e illustrata da Gallieno Ferri, rimane ancora una delle storie più apprezzate dell’eroe di Darkwood, tanto che ha goduto di diverse ristampe e che alla fine dello scorso anno, grazie a una collaborazione tra Sergio Bonelli Editore ed Ergo Ludo Editions, si è deciso di mettere la saga dentro una scatola e di renderla lo sfondo di un boardgame realizzato a quattro mani da Luigi Ferrini e Daniele Ursini, distribuito da Ghenos Games nel nostro paese e recentemente annunciato in localizzazione anche per il mercato statunitense, a cura di Move the Game Edizioni.
Avevamo già provato in anteprima una piccola crociera e sucessivamente messo il prodotto sotto i riflettori del boardgame studio, ma ora è arrivato il momento di parlarvene in una recensione. Prepariamoci dunque a partire, il viaggio sul fiume Tallapoosa sarà lungo e pieno di insidie.

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Recensioni: The Walking Dead: All Out War

L’apocalisse Zombie è ormai una storia vecchia. Siete sopravvissuti al terribile primo giorno, avete attraversato settimane, mesi di stenti e privazioni in cui siete dovuti fuggire da quello che sembrava un nemico inarrestabile. Avete seppellito parenti e amici e, a volte, avete dovuto ucciderli di nuovo. Il vero orrore, però, doveva ancora arrivare. Avete infatti scoperto sulla vostra pelle che i non morti non sono il peggiore dei pericoli. Piuttosto dovevate guardarvi dagli altri sopravvissuti: alcuni si sono rivolti al cannibalismo, altri hanno instaurato dei piccoli regni del terrore in cui vige la legge del più forte… Persino voi siete stati costretti a compiere gesti che non vi fanno dormire la notte. The Walking Dead: All Out War, riprende i fatti dell’omonima serie a fumetti/televisiva ed esplora l’arco narrativo che vede Rick e compagnia affrontare, oltre ai voraci zombie, anche pericolosi esseri umani sopravvissuti alla catastrofe! Andiamo a vedere se i ragazzi della Mantic sono riusciti a ricreare le atmosfere tese e disperate della più famosa epopea zombie dei nostri tempi!

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Recensioni: Tragedy Looper

Prevenire le tragedie sta diventando sempre più complicato. Fino a poco tempo fa eravamo abilissimi nell'intrufolarci tra le maglie del tempo e cambiare quanto bastava per ritornare a vedere il sorriso sul volto di tanti sventurati. Ora però c'è qualcosa che non va, qualcuno sembra ci stia mettendo lo zampino e le cose non girano più come dovrebbero. Tutto è sempre più imprevedibile e il nostro compito è diventato enormemente più complicato.
E' decisamente complicato il compito dei viaggiatori nel tempo ideati dal collettivo Giapponese di game designer Bakafire, autori di Tragedy Looper, titolo del 2011 giunto in Europa solo nell'autunno del 2014 - per la Z-Man - in tempo per registrare il sold out alla Essen Spiel dello stesso anno, per poi finalmente approdare nei nostri lidi la scorsa estate, grazie al lavoro di localizzazione di Asmodée Italia.
Dopo avervene parlato in una esaustiva anteprima, siamo riusciti a intavolarlo così da poter offrirvi la recensione che segue…almeno secondo i canoni classici dello scorrere del tempo!

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Recensioni: Kingdomino

Non ricordo se sono arrivato fino alla fine della mia prima partita a Kingdomino prima di iniziare a formulare il seguente pensiero: “questo gioco è materiale da Spiel des Jahres”. Proprio da poco è giunta la conferma ufficiale che avevo ragione: Kingdomino è ufficialmente un finalista! Bisogna ammettere, però, che non c’è bisogno di chiamare in causa chissà quali doti di preveggenza: il fatto che Kingdomino fosse uno dei pretendenti all’ambito premio è stato un sentimento piuttosto comune: Bruno Cathala è un nome di una certa garanzia e il resto è stato ottenuto con una meccanica semplicissima ma elegante. Ma non anticipiamo troppo i tempi: esaminiamo in dettaglio il titolo prima di giungere alle considerazioni finali.

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Recensioni: Ulm

Ulm, città natale di Albert Einstein, situata nel sud della Germania laddove i fiumi Iller e Blau confluiscono nel Danubio, è la protagonista di questo gioco della HUCH! & friends, portato in Italia da dV Giochi. A dir meglio, il protagonista del gioco è il duomo di Ulm: un’opera architettonica a dir poco maestosa, visto che si tratta della seconda chiesa più grande della Germania e che possiede il campanile più alto del mondo (oltre 161 metri di altezza!). Ma di questa bellezza gotica Wikipedia stranamente non rivela il fatto che fu realizzata tramite una tesa competizione tra un numero di giocatori variabile tra due e quattro, e che al termine della costruzione solo colui che aveva ottenuto più punti vittoria fu dichiarato vincitore.
Anche oggi, abbiamo quindi imparato una cosa nuova!
[Attenzione! La lettura dei manuali di gioco non sostituisce lo studio scolastico]

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Recensioni: Happy Pigs

Qualche anno fa andava di modo il cocomero che, a dispetto di anni di canzoncine d'asilo, anziché essere tondo tondo era decisamente a forma di cubo. Forse si è ispirato a quello l'illustratore di Happy Pigs, dove interpreteremo degli allevatori di maiali particolarmente cubici e, diciamolo, nemmeno troppo felici! Considerando il destino delle future porchette come non capirli in fondo... Ma fare l'allevatore di maiali è tutto rose e fiori? O forse più ghiande e fango? Vediamo come Kuraki Mura e la Iello Games rispondono a questa domanda in Happy Pigs

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Recensioni: Tail Feathers

La competizione è senza dubbio uno dei primi motori dell’evoluzione e chi pensa che il conflitto violento sia prerogativa degli esseri umani si sbaglia di grosso: tutte le forme viventi competono, impegnate in guerre silenziose che passano inosservate agli occhi degli uomini perché troppo distanti da ciò che consideriamo civilizzato e degno di nota.
I coralli scendono in guerra contro i loro vicini per conquistare le zone della barriera, i formicai si scontrano coi loro minuscoli eserciti di guerrieri in armatura, e i topi non fanno eccezione: armati di minuscole balestre e piccolissime spade, ratti e topi si danno battaglia tra gli alberi del bosco, usando come cavalcature gli uccelli. Questo è il tema di molti documentari naturalistici e anche il tema della serie Mice & Mystics.

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Recensioni: Dino Race

La vita nel Cretaceo non è facile: i dinosauri devono pensare a tante cose, ma la più importante è proteggere le proprie uova e assicurare un futuro alla propria specie. La faccenda di per sé è già complicata, ma quando il locale vulcano inizia a dare segni di risveglio, è meglio darsela a gambe ed essere i primi a mettersi in salvo con la futura prole, altrimenti avremo inventato il primo uovo à-la-coque cotto in lava della storia!
Queste sono le premesse di Dino Race, un gioco per 2-4 giocatori di Roberto Grasso, edito dalla Ares con distribuzione a cura di Devir Italia e decorato dall’artwork di Francesco Mattioli

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