Recensioni: Lady Alice
Postato da Francesco Maltoni il Lunedì 20 maggio 2013
Qualcosa sul fronte del deduttivo, finalmente si muove.
Dopo mesi in cui gli appassionati di giochi investigativi erano costretti a elemosinare qualche magro suggerimento sui forum – che puntualmente finiva con l’indicazione dei soliti quattro o cinque titoli ormai consumati – ora sembra che gli eredi di Cluedo e Orient Express stiano lentamente tornando a proporsi anche sul mercato italiano.
Lo sanno bene quelli della Oliphante, che, in concomitanza con l’annuale edizione di PLAY, hanno presentato sui propri scaffali due chicche per gli amanti degli enigmi: una è il già famoso Mr. Jack e l’altra, un titolo meno conosciuto ma non per questo da ignorare, risponde al nome di Lady Alice, titolo che reca la firma del designer Ludovic Gaillard.
E proprio del fratellino meno famoso dei due titoli distribuiti da Oliphante ci occupiamo in questa sede.
Recensioni: The Doge Ship
Postato da Mauro Ferrarini il Martedì 14 maggio 2013
Per celebrare la gloria della Città di Venezia, il doge Andrea Gritti, ordinò che venisse costruita una nave da cerimonia, la più bella e imponente mai vista nella città lagunare. I giocatori di The Doge Ship sono chiamati a rivestire il ruolo di capomastri dell’Arsenale, il famoso cantiere navale veneziano, impegnati a costruire tutti insieme la Nave del Doge più splendida che si ricordi a memoria d’uomo. Chi realizzerà l’opera migliore sarà il prediletto del Gritti e diventerà ricco e famoso. Durante la costruzione della Nave del Doge, però, sarà necessario ricorrere ad espedienti non sempre onesti nei confronti degli altri artigiani, procurarsi denaro a sufficienza per acquistare i migliori materiali, preoccuparsi di elevare barriere contro l’acqua alta, che altrimenti potrebbe rallentare il lavoro degli operai, senza dimenticarsi di essere sempre pronti a qualche ispezione a sorpresa del Doge!
Con The Doge Ship, edito da Giochix, gli autori Marco Canetta e Stefania Niccolini intervistati qualche tempo fa dalla nostra redazione ci proiettano nel XVI secolo, a Venezia, Tra gondole, alta marea, scelta dei materiali e intrighi avremo un bel daffare a primeggiare sui nostri avversari. Un elegante gestionale che mi ha colpito molto positivamente. Ora vi spiego il perché …
Recensioni: Dungeon Venture
Postato da Marco Signore il Venerdì 10 maggio 2013
Dove la tradizione incontra il dungeon crawl
Era la fine degli anni ’80, i capelli cotonati ed i Duran Duran erano ancora di moda, quando sulle tavole dei primi coraggiosi giocatori italiani fece la comparsa un nuovo tipo di gioco: un boardgame con tante miniature. Non era la prima volta che il dungeon crawl appariva nel mondo dei giochi da tavolo (dopotutto Dungeons & Dragons a suo modo è un dungeon crawl…), ma poter acquistare in un negozio di giocattoli una scatola con tante miniature di mostri ed eroi, mobilio, trappole, dadi e carte era una cosa a cui il mondo ludico italiano non era ancora abituato. Era l’avvento di HeroQuest. Come Talisman per il suo genere, HeroQuest è ancora la pietra di paragone dei dungeon crawl (nonostante la presenza di titoli più moderni e dinamici come Descent), ma il suo punto di forza – oltre alla grafica – era ed è ancora la semplicità e l’immediatezze dei meccanismi di gioco, che permettevano con poche regole di giocare ad avventure praticamente infinite.
Il Dungeon Crawl, per coloro che non dovessero conoscerlo (probabilmente pochi, considerando la sua diffusione anche in altri ambiti ludici) è quel sottogenere che vede protagonisti un gruppo di eroi alle prese con l’esplorazione di un sotterraneo (dungeon) con il preciso scopo di arraffare quante più ricchezze possibili. Nel farlo, non mancheranno di incontrare temibili mostri e trappole mortali, fino all’incontro con il terribile Boss del dungeon, da affrontare e sconfiggere in un duello epico. Un meccanismo lineare e vecchio anche più di chi vi scrive, eppure incredibilmente efficace e coinvolgente!
Siamo nel 2013, e dopo più di 20 anni di silenzio, ecco affacciarsi al mondo ludico un dungeon crawl che si ispira tantissimo all’anziano e mai troppo rimpianto HeroQuest. La produzione, stavolta, è italiana, da un mago delle mappe nonché giocatore storico: Mario Barbati. Il gioco si intitola Dungeon Venture (DV, ne parlammo già in un'anteprima qualche tempo fa), e dopo un paio d’anni dal suo annuncio, viene finalmente realizzato dalla Stratelibri e pubblicato da Giochi Uniti.
Recensioni: Castles
Postato da Luca Mizzoni il Venerdì 03 maggio 2013
"Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello"
Castles, è il risultato di una coproduzione italo-tedesca tra la Post Scriptum e la Heidelberger Spieleverlag; un gioco ideato originariamente da Marco Pozzi e poi sviluppato da Harald Bilz per renderlo più approcciabile anche dal pubblico casual.
In Castles, da 2 a 4 giocatori vestono i panni di architetti molto creativi che, per soddisfare i desideri della principessa, dovranno impegnarsi a costruire un castello di valore adeguato alla sua bellezza.
I presupposti per una buona idea ci sono tutti ma è meglio chiarire subito che, dopo averci giocato diverse partite, la sensazione è che la montagna abbia partorito un topolino.
Ma andiamo con ordine, e vediamo cosa troviamo nella scatola di Castles.
Recensioni: Las Vegas Party
Postato da Luca Mizzoni il Giovedì 25 aprile 2013
Scommesse fatte in casa
La DV Giochi con Las Vegas Party, localizzazione italiana della versione “party” del pluripremiato Wits & Wagers, continua ad alimentare la sua linea editoriale con esponenti della famiglia dei trivia(per intenderci quel genere di cui il più noto rappresentante è Trivial Pursuit).
Las Vegas Party, come abbiamo anticipato in occasione della sua presentazione a Lucca Games 2012, unisce insieme due elementi di successo nell'intrattenimento italico (e non solo): le domande e le scommesse, spesso presenti in parecchie attività che coinvolgono ampie fette di popolazione...
Recensioni: La Torre degli Incantesimi
Postato da Luca Mizzoni il Martedì 02 aprile 2013
Zampe di rana, ali di pipistrello, coda di serpente e occhi di Troll!
La Torre degli Incantesimi è uno dei più recenti titoli realizzati da Clementoni, nella linea dei giochi destinati alle famiglie.
In questa occasione impersoniamo maghi e streghe che sono chiamati a trovare e raccogliere gli ingredienti per la loro pozione speciale; chi riuscirà per primo a crearla verrà dichiarato primo mago del regno.
Come abbiamo evidenziato nel nostro reportage di Norimberga, il titolo punta a offrire ai più piccoli un’esperienza assai più stimolante del classico tira e muovi; vediamo se ci riesce...
Recensioni: Au fil de l'épée - Epées souveraines
Postato da Pietro Cremona il Giovedì 28 marzo 2013
Medioevo, tempi bui e piuttosto sanguinosi
Il Medioevo è stato uno dei periodi più “bellicosi” della storia Europea a causa della nascita, della espansione e del consolidamento di quelli che sono ancora oggi gli Stati Europei, ma soprattutto di Francia, Inghilterra e Spagna. Anche i wargame hanno quindi trattato accuratamente questo periodo con un buon numero di battaglie.
Frédéric Bey è soprattutto uno specialista del periodo napoleonico (per il quale ha creato la serie Jours de Gloire che dal 1998 sforna uno o più wargame all’anno su quelle battaglie di Napoleone che sono state combattute esattamente 200 anni prima) ma anche del periodo medievale. Per questa epoca ha creato la serie Au Fil De L’epee (AFDE - “a fil di spada”, diremmo noi) pubblicata in inserto da Vae Victis, la rivista francese di wargames, e dalla casa editrice Canons En Carton (di Frédéric stesso e del suo amico Pascal Da Silva, eccellente grafico ed autore di quasi tutte le carte e le unità delle due serie).
Recensioni: Village
Postato da Lorenzo Calvi il Martedì 26 marzo 2013
Il Villaggio è piccolo, la gente mormora...
La vita nel villaggio è dura, specialmente da quando il figlio del vicino è diventato sindaco... certo non può competere con il fatto che vostro nonno è stato l'abate del monastero ma tant'è... il sole è quasi calato, ormai la bottega del fabbro dovrebbe chiudere, e vostro marito tornare a casa. A quest'ora viene sempre la malinconia, chissà se vostro figlio sta bene... è partito per vedere il mondo, ogni tanto vi arriva una lettera, dove racconta i posti che ha visto. E' l'invidia del vicinato, e hanno ragione a invidiarlo...
In Village i giocatori impersonano delle famiglie che cercano, nel corso del tempo, di accumulare prestigio e di entrare negli annali storici del Villaggio. L'uso delle risorse, delle merci e dei membri stessi della famiglia saranno fondamentali per il raggiungimento dello scopo, in questo gioco che ha mietuto premi come fossero spighe di grano...
Recensioni: Saint Malo
Postato da Francesco Maltoni il Venerdì 22 marzo 2013
Saint Malo, un gestionale per tutti in punta di pennarello
“Prendo le mie tre risorse gialle e le uso per costruire, dopodiché guadagno 3 punti e avanzo la mia pedina”.
Quante volte giocando a un gestionale abbiamo pronunciato queste parole, nel momento esatto in cui passavamo tra una mano e l’altra i classici cubetti colorati per ottenere infine i punti vittoria.
Ebbene, sarà un po’ la crisi economica, o più semplicemente la voglia di novità, ma tutto ciò in “Saint Malo”, ultima creatura di Alea e Ravensburger presentata all’ultima fiera di Essen, viene svolto senza l’ausilio di tasselli.
Basta una plancia, un pennarello e – è proprio il caso di dirlo – il gioco è fatto.
Recensioni: Kemet
Postato da Marco Signore il Martedì 19 marzo 2013
La guerra degli Dei.
Giocando si apprende. Questa frase è vera e rispettata da chi studia l'età evolutiva e anche da noi aficionados del mondo ludico; e per restare in tema, forse non tutti sanno che gli egiziani antichi non chiamavano l'Egitto come lo chiamiamo noi, bensì Tawi, "le Due Terre". Due terre separate dal Nilo, ma soprattutto due terre contrapposte, come i loro due Dei in guerra, Horus e Set. Due terre di nomi diversi, la terra rossa, Deshert, e la terra nera, Kemet.
E Kemet è proprio il titolo del gioco di cui parliamo oggi... un gioco che parla appunto di una guerra sacra nel Tawi, nelle Due Terre delle leggende...
Recensioni: Vanuatu
Postato da Lorenzo Calvi il Lunedì 11 marzo 2013
Potevano chiamarlo Mariottide... hanno scelto Vanuatu!
L'arcipelago di Vanuatu è un luogo famoso per le spiagge paradisiache, la natura incontaminata, la locale arte dei disegni sulla sabbia e... beh poco altro a dire il vero.
E da come ne parla il manuale di gioco sembrerebbe veramente molto poco!
In Vanuatu ogni giocatore deve cercare di accumulare prosperità (punti vittoria) attraverso gli scarsi mezzi di cui le isole dispongono; quindi vendendo il pesce, cercando tesori nei relitti affondati o portando i turisti in giro per le isole, per esempio.
Il gioco si presenta con la simpatia di immagini che sembrano tratte da un fumetto francese, ma attenzione perché nasconde un'anima crudele!
Continuate a leggere per sapere di cosa parlo...
Recensioni: Ninja Shadow Forged – Rising Clan
Postato da Mauro Ferrarini il Lunedì 04 marzo 2013
La Winter Lair torna nel Giappone post moderno dell’universo di Ninja Shadow Forged, proponendo la prima espansione di Ninja Shadow Forged: Rising Clan.
Abbiamo provato per voi la nuova proposta ludica, ideata sempre da Marco Mingozzi, esplorando le nuove possibilità offerte rispetto al solo gioco base da questa espansione che – leggiamo sulla confezione – è una Limited Edition.
Ma andiamo con ordine, e vediamo cosa troviamo nella scatola di Rising Clan.
Recensioni: Panic Lab
Postato da Marco Signore il Mercoledì 27 febbraio 2013
Panic Lab - dove nessun'ameba è mai giunta prima
I party game sono giochi spesso sottovalutati, ma in realtà possono nascondere un quoziente di difficoltà notevole sotto l'aspetto di innocui passatempo per molti giocatori.
Panic Lab, della Gigamic, portato in Italia da Oliphante, è un buon esempio di tale "mimetismo ludico", se mi permettete il neologismo.
Il tema del gioco è presto detto: i giocatori impersonano degli scienziati e devono identificare determinate forme di ameba prima che esse possano fuggire dal laboratorio. Il problema è che le amebe sono instabili, ed a causa dei composti chimici dei laboratori che attraversano possono cambiare forme e colori.
Recensioni: World War II: Blitzkrieg 1940
Postato da Marco Signore il Martedì 05 febbraio 2013
La seconda guerra mondiale è stata senza dubbio uno degli eventi più tristi e bui della storia umana, ma dal gelido ed impersonale punto di vista dell'evoluzione tecnologica e militare è stato anche un banco di prova per nuove macchine e nuove teorie strategiche e tattiche. Il prezzo pagato in termini di vite umane non giustifica nulla, ma i conflitti sono parte della natura umana e studiarli aiuta a non amare la violenza, mentre negarli o ignorarli significa continuare a commettere sempre gli stessi errori.
In ogni caso, la seconda guerra mondiale è uno dei setting storici più sfruttati nei giochi di guerra, anche se le vere fasi e campagne dell'evento globale hanno ricevuto più o meno attenzione. Probabilmente uno dei momenti meno rappresentati in termini di wargames è la conquista della Francia da parte della Wehrmacht nel 1940. Le ragioni sono molteplici: la rapidità della campagna, l'apparente incapacità delle forze alleate di opporsi all'attacco tedesco, e l'altrettanto apparente invincibilità del "modello blitzkrieg", della guerra lampo.
Eppure nel 1940 si sono svolti alcuni eventi che hanno in un certo senso preparato il terreno alla sconfitta tedesca...
Recensioni: Mythic Battles
Postato da Riccardo Vadalà il Giovedì 31 gennaio 2013
“La Grecia dei Miti è nel caos: Atena e Ade sono in guerra e hanno chiamato alla pugna i loro più grandi eroi.”
Questo è ciò che (più o meno) recita l’inizio della descrizione sul retroscatola di Mythic Battles, il nuovo gioco della Iello (coeditato con Play & Win) in cui battaglie epiche di una Grecia mitologica si svolgono su mappe modulari, gestite da un sistema che combina meccaniche dei giochi di miniature con quelli di carte e di dadi.
Ma se la Grecia mitica è nel caos, il nostro mondo contemporaneo non è da meno.
Per questo sono gli stessi giocatori chiamati ad affiancare Atena e Ade in questo scontro divino…
La trovate una esagerazione? Vedrete che alcuni poteri divini il gioco ve li fornisce realmente!
Non vi sentite all’altezza? Non siate modesti… e non preoccupatevi, perché nell’ora del crepuscolo anche le ombre dei nani si allungano!
Recensioni: Shadows over Camelot: The Card Game
Postato da Lorenzo Calvi il Martedì 29 gennaio 2013
Excalibur è sparita... di nuovo!
Camelot è una terra piena di problemi: Pitti e Sassoni la vedono come una residenza estiva, per cui regolarmente provano ad invaderla, il comitato per il controllo demografico dei Draghi si è rivelato tristemente inefficiente, non c’è verso di tenere quella stupida spada al posto suo per più di quindici minuti, e il Graal beato chi lo trova...
C’è poco da dire, il governo precedente ha lasciato un bel buco nell’economia, e non ha risolto i molti drammi di una terra altrimenti bellissima... Ma tutto stà per cambiare! Infatti nel gioco di carte di Shadow over Camelot i giocatori interpretano il ruolo di figli e nipoti dei Cavalieri della tavola rotonda. Al grido di “largo ai giovani” e al sussurro di “basta nepotismo” i virgulti di Camelot prendono in mano la situazione!
Recensioni: Al Rashid
Postato da Mauro Ferrarini il Lunedì 28 gennaio 2013
Al-Rashid, sviluppato e prodotto dal team Yemaia e firmato da Pierluca Zizzi e Giorgio De Michele, trascina i giocatori in Medio Oriente, durante il regno di Harun al-Rashid, quinto e ultimo califfo della grande dinastia Abbaside, sotto cui la civiltà orientale prosperò come mai prima di allora.
Ogni giocatore è a capo di una famiglia del califfato e lo scopo è sempre quello: prosperare commerciando e ottenendo i favori del potente sovrano, per portare la propria fazione a prevalere sulle altre, accumulando il maggior numero di punti prestigio.
Al-Rashid è un gioco alla tedesca con un classico meccanismo di piazzamento lavoratori e risoluzione delle azioni. Pur non essendoci nulla di nuovo sotto il sole, provando questo titolo abbiamo avuto diverse sensazioni, alcune decisamente positive, altre meno.
Ma andiamo con ordine ed entriamo alla corte del califfo...
Recensioni: Spartacus: A Game of Blood & Treachery
Postato da Riccardo Vadalà il Martedì 22 gennaio 2013
Le licenze tratte da film o da serie televisive sono sempre armi a doppio taglio: il gioco che se ne ottiene può rischiare di deludere gli estimatori della pellicola ed essere di scarso interesse per coloro non la conoscono (o non l’apprezzano).
Non sembra questo essere il caso di Spartacus: a game of blood and treachery, titolo con cui la Gale Force Nine (azienda fino a oggi nota per i suoi accessori e materiali scenici per giochi di miniature) si affaccia al mercato del boardgame.
Per sincerarcene lo abbiamo provato tanto con giocatori che hanno apprezzato la serie quanto con altri che non ne hanno visto nemmeno una puntata.
Ma ai ricchi materiali, alle intriganti immagini tratte dalla serie, alle belle miniature di gladiatori che si affrontano sugli esagoni dell’arena corrisponde un’altrettanto valida esperienza di gioco?
Continuate a leggere e lo saprete!
Recensioni: Samurai Sword
Postato da Marco Signore il Giovedì 17 gennaio 2013
Come all'Ovest così all'Est.
Narra una leggenda (che poi non è tanto una leggenda quanto una cosa vera) che un noto regista statunitense, dopo aver visto uno dei capolavori della filmografia nipponica, "shichinin no samurai" (I sette samurai) di Akira Kurosawa, decise di farne una versione western - che naturalmente ebbe molta più risonanza dalle nostre parti, col nome dei "Magnifici sette".
Nel caso di Emiliano Sciarra, il noto autore del più noto Bang!, l'operazione è stata inversa, e dalle polverose pianure desertiche del selvaggio west, le meccaniche del suo gioco di carte vengono trasferite ai sentieri montani ed ai boschi del Giappone. E' così che vede la luce Samurai Sword. Solo un'edizione di Bang! con un altro vestito, o qualcosa di diverso? E' quello che andremo a scoprire in questa recensione.
Samurai Sword è un gioco di carte giocabile da 3 a 7 persone in circa mezz'ora. E' prodotto e distribuito dalla dV Giochi e le carte sono in inglese ed italiano (ma il gioco è praticamente indipendente dalla lingua).
Recensioni: Bookmaker
Postato da Daniele Ministeri il Venerdì 11 gennaio 2013
Chi è il giocatore di cavalli? Come direbbe il mitico Mandrake: “E’ un misto, un cocktail, un frullato de robba, un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un fregnone, un milionario pure se nun c’ha na lira e uno che nun c’ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che ‘mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto! E adesso v’ho fregato a tutti e mo’ beccate questa… tié!”.
Possibile racchiudere tutto questo in un gioco da tavola? Be’, Giuseppe De Carolis sembra esserci riuscito, pubblicando con la sua Giochi Uniti: “Bookmaker, il folle gioco delle scommesse”, in grado di trasformare da 3 a 9 giocatori in scommettitori folli pronti a giocarsi fino all’ultimo centesimo.
