Focus On: Kickstarter: quando il calcio di inizio diventa l'intera partita

E' un fatto oramai assodato che l'avvento del fenomeno kickstarter nel mercato del tabletop gaming stia cambiando, in un modo o nell'altro, gli equilibri di settore inserendosi in maniera sempre più decisiva nel rapporto con gli acquirenti, ma anche in quello che sussiste tra i player della catena produttiva e distributiva.
L'arcinota piattaforma di crowdfunding, nata nel 2009 con l'intento di dare il "calcio d'inizio" a progetti creativi tramite il finanziamento dal basso, si è guadagnata negli anni una sempre crescente fama e visibilità, tanto da divenire a oggi un vero e proprio fenomeno di costume nella promozione e commercializzazione di iniziative e prodotti di ogni genere.
In particolare, il settore ludico "da tavolo" è riuscito a superare (dati 2016 n.d.r.) i 580 milioni di dollari di pledge registrati (sei volte tanto l'ammontare accumulato per i "cugini" videogames) per le oltre 20mila campagne arrivate al successo: praticamente il 20% del denaro totale raccolto dalla piattaforma.
 

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Focus On: Warhammer 40.000: Tutto deve cambiare affinché tutto resti com'è

Pochi giorni fa la potente macchina del marketing che Games Workshop ha affinato negli ultimi anni, si è messa in moto, comunicando quella che forse è una delle  scommesse più importanti della casa di Nottingham dalla sua nascita: l’ottava edizione di Warhammer 40.000.

Vi abbiamo già reso partecipi di questa notizia, riportandovi prontamente i primi dettagli divulgati da GW sottoforma di FAQ poco dopo l’annuncio ufficiale.

Ma un annuncio così importante merita di certo un maggiore approfondimento, un’analisi per capire meglio il percorso che ha portato a questa uscita e l’importanza che essa rappresenta per la GW e per l’intero settore dei giochi di miniature.

Procediamo con ordine…

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Focus On: Non tutti i dungeon sono uguali – Guida alla scelta del sotterraneo ideale

Il genere Dungeon Crawl (da ora in poi “DC”) è senza dubbio tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, dopo un notevole periodo di stasi, un “lungo inverno” per gli appassionati dei sotterranei, seguito da una fausta stagione alla fine del XX secolo. Potrei provare ad addentrarmi in un’analisi dettagliata delle ragioni che hanno scatenato il ritorno in auge di questo tipo di giochi, ma prima ancora ho pensato potesse essere utile offrirvi una panoramica completa dell’offerta attuale che si sta arricchendo giorno dopo giorno (anche mentre vi scrivo!). L’articolo che segue è una guida nella scelta della miglior esperienza di gioco in base ai gusti, qualora vogliate intraprendere la (usualmente) lunga ed onorata carriera del Dungeon Delver

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Focus On: A volte ritornano - la tendenza al reboot del gioco di ruolo

Come abbiamo avuto modo di ribadire in queste pagine e come hanno confermato testimonianze illustri raccolte durante lo Spielwarenmesse, l'anno scorso è stato un anno positivo per lo sviluppo del settore ludico nel suo complesso. Un trend in crescita che ha coinvolto anche i giochi di ruolo e che non a caso sembra coincidere con l'uscita, nel 2014, della quinta edizione di Dungeons & Dragons, fresco dei festeggiamenti per il suo quarantennale. Se all’effetto traino di quello che può essere considerato il brand legacy del settore uniamo il proliferare di titoli appartenenti alla Old School Renaissance (OSR), fenomeno che ha probabilmente raggiunto l'apice della sua popolarità in questi anni e la consapevolezza che la popolazione di giocatori di ruolo può facilmente avere sulle spalle un bagaglio di esperienza più che ventennale (con conseguente effetto amarcord), non stupisce come il reboot di giochi del passato sia diventato un fenomeno ricorrente, ulteriormente amplificato dalle remunerative possibilità imprenditoriali permesse dalle piattaforme di crowdfunding.

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Focus On: Age of Sigmar: è morto Warhammer, viva Warhammer!

Può piacere o no, ma è un fatto incontestabile che le mosse della Games Workshop influenzano pesantemente il mercato dei giochi di miniature. Quindi potete intuire lo stupore di molti alla notizia della chiusura di un brand che la casa di Nottingham portava avanti da oltre trent’anni e l'inizio di una nuova avventura con un gioco che stravolge un’ambientazione consolidata e tanto amata.
Forse è il caso di soffermarsi a pensare alle motivazioni che hanno portato a una scelta cosi forte e chiarire, anche a chi non è un fanatico dell’universo di Warhammer Fantasy, perchè questo Age of Sigmar sta generando tanto scompiglio nelle comunità dei giocatori…

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