Anteprime: Street Fighter: The Miniature Game - Sogni videoludici che divengono realtÓ

Hadoken! Basta questa parola per attivare centinaia di ricordi in quasi tutti noi amanti del gioco in ogni forma. Chi non conosce le avventure videoludiche di Ken e Ryu, di Chun Li e Guile, Vega e Bison? Street Fighter, una serie di videogiochi “picchiaduro” della Capcom, è probabilmente uno dei "brand" più famosi del settore, capace di competere con Pac Man e Space Invaders a livello di citazioni e presenza nella cultura popolare. Serie televisive, film, fumetti, crossover, porting, c’è proprio di tutto dedicato a Street Fighter; incluse, ovviamente, statuette ed action figure. Ma cosa pensereste se vi dicessimo che potete giocare a Street Fighter sui vostri tavoli con “statuette” predipinte dei vostri personaggi preferiti?




Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma è realtà: la Jasco Games ha lanciato su Kickstarter il progetto per finanziare Street Fighter: The Miniature Game, con una ricchezza in materiali davvero sorprendente. Il gioco, che è in toto un’esclusiva Kickstarter (cioè non lo si potrà trovare nei negozi dopo la campagna di crowdfunding), si presenta davvero alla grande dal punto di vista dell’impatto visivo: ciascun contendente potrà usare una miniatura di grandi dimensioni (almeno 65mm su basi da 58mm), predipinta e ottimamente scolpita, che rappresenta uno dei famosi combattenti del videogioco. Attraverso l’uso di carte e dadi speciali si potranno portare attacchi e gestire difese, creare combo, ed arrivare al famoso Hadoken o alle altre special move dei personaggi. Il tutto utilizzando a proprio vantaggio l’arena di combattimento, gli ostacoli e gli oggetti intorno.

Street Fighter: The Miniature Game può essere giocato da due a sei persone: oltre al classico Versus Mode (1 contro 1), ci si potrà cimentare nel Team Mode, in modalità Free For All (tutti contro tutti), o Boss Mode, in cui tre eroi saranno l'uno affianco dell'altro contro un boss – il draft del manuale d’istruzioni pubblicato sulla pagina del Kickstarter parla addirittura di 7 possibili modalità. Ma c’è di più: nelle intenzioni degli sviluppatori questo sarebbe solo il primo di una serie di titoli denominata Universal Tactics System, e quindi i personaggi di questo set saranno pienamente compatibili con eventuali futuri giochi della stessa serie.

Ogni personaggio è rappresentato, oltre che da una miniatura, da altri componenti: una plancia con due ruote, che serve a tener conto della salute ed anche della Meter Gauge che, quando piena (come nel videogioco) permette di lanciare devastanti attacchi speciali (Ultra); c’è inoltre una carta che funge da “scheda del personaggio” e un mazzo di 40 carte divise in carte Attacco, Esca, Focus, Super ed Eventi. Infine, ogni volta che attacca o para, un combattente tira i dadi speciali per risolvere l’azione. Se le miniature (almeno dai video e foto) sembrano veramente da urlo, l’artwork delle carte non è da meno, e rispecchia a pieno la grafica della serie videoludica. I componenti sono quindi di prima qualità, ma il gioco sarà all’altezza dei suoi materiali? Andiamo a vedere in dettaglio come funzionerà il versus mode, che costituisce la base per tutte le altre modalità.

Dopo aver posizionato il tabellone che fa da campo di battaglia (Select Stage!: si potrà scegliere lo scenario in cui battersi), e gli ostacoli (Ready!: alberi, casse, radio portatili etc.) con cui potremo interagire, ciascun contendente pescherà 5 carte dal proprio mazzo (Draw!). Il setup termina e dà il via così al vero e proprio scontro. In ogni turno ci sono solo tre fasi: Draw!, in cui si pescano due carte; Move!, nella quale i contendenti si spostano sulla plancia fino al loro Valore Movimento (indicato sulla scheda relativa al personaggio); e Fight!, per scatenare tutta la potenza delle proprie tecniche marziali. In quest'ultima fase un personaggio può compiere due azioni (anche scegliendo sempre la stessa), tra le seguenti: Move (come nella fase omonima); Draw (ancora come nella fase omonima); Play a Card, che permette di giocare una o più carte dalla propria mano, consentendo anche concatenazioni che danno vita a combo; o Ultra, spendendo otto punti dalla propria Meter Gauge per scatenare il proprio attacco Ultra. Alcune carte consentono inoltre di compiere azioni gratuite, che non contano ai fini delle due possibili. Quando un giocatore ha ultimato questa terza fase, il gioco passa al prossimo contendente, e così via, alternandosi finché tutti i contendenti di una squadra sono K.O. (perché hanno finito la salute), concludendo in questo modo un Round. Una partita classica dura 3 Round, ma alcune modalità (come il Boss Mode) ne includono uno solo.

Il posizionamento della propria miniatura rispetto all’avversario è fondamentale per la buona riuscita degli attacchi, dato che (come sappiamo dal videogioco) molti di essi possono essere anche lanciati a distanza. La risoluzione di un'offensiva avviene in maniera semplice: quando l’attaccante sceglie un bersaglio, gioca una carta attacco coperta, e poi offre al difensore la possibilità di dichiarare se vuole parare o contrattaccare. Una parata può essere potenziata spendendo carte e poi ogni giocatore tira il numero di dadi appropriato per l’azione scelta: chi ottiene più successi ha la meglio. In caso di parata, la vittoria dell’attaccante infligge danni alla salute del bersaglio, la vittoria del difensore invece annulla l’attacco. Nel caso del contrattacco, invece, il difensore sceglie segretamente una sua carta attacco e la rivela simultaneamente all’attaccante. Le carte riportano in basso un simbolo “VS” con il nome di un tipo di attacco: il MatchUp. Se il MatchUp del difensore corrisponde all’attacco subito, l’attaccante scarta la sua carta attacco e il difensore invece la risolve. Altrimenti, l’attaccante risolve l’attacco.

Ci sono anche regole specifiche per prese, lanci, super attacchi e combo, naturalmente, ma il risultato finale è che comunque ogni attacco cerca di erodere la Salute dell’avversario fino a mandarlo K.O. per vincere l’incontro. È pure possibile, come dicevamo, distruggere gli oggetti sul campo di battaglia, ma mai volontariamente: possiamo in realtà scaraventare su di essi il nostro avversario così da infliggergli danni ancora aggiuntivi. Proprio come nel videogioco!

Andando oltre, per le altre modalità ci sono ulteriori regole aggiuntive; per esempio, nel Free For All si è cercato di evitare la coalizione di tutti contro uno offrendo ai bersagli di attacchi multipli dadi bonus di difesa, che aumentano con l’aumentare degli attacchi subiti in uno stesso round.

Regole semplici, dunque, ma con ogni probabilità il divertimento del gioco sta nell’interazione delle varie mosse durante uno scontro. La semplicità delle regole permette di effettuare partite veloci e, dopotutto, l’unica ragione per uno scontro in Street Fighter è mandare K.O. l’avversario, quindi non c’è spazio per troppi tatticismi, anche se sono comunque presenti nei movimenti, nella scelta degli attacchi, e nelle finte (le carte Esca servono appunto a questo). È anche possibile, come si diceva, giocare partite in cui tre giocatori in cooperativo si battono contro un quarto che controlla un Boss, dotato di carte Eventi e in genere ben più grosso di un singolo eroe.

Come sarà questo Street Fighter: The Miniature Game? Probabilmente è una domanda che si è posto chiunque abbia adocchiato il Kickstarter, ma la risposta - almeno quella che si sono dati i backer - è stata decisamente buona, e il gioco ha superato il milione di dollari, risultando finanziato con un bel po’ di Stretch Goal sbloccati. Però, dato il tipo di gioco, è assai difficile definire la bontà di un sistema basato su carte, dadi e interazione di effetti senza giocarne una o due partite; di certo possiamo dire che le regole sembrano abbastanza ben congegnate e riescono a simulare, almeno a prima vista, uno scontro videoludico in maniera egregia – per quanto sia possibile simulare il “real time” di un videogioco in una struttura a turni di un gioco da tavolo (ci sono stati vari tentativi in questo senso nella storia recente dei giochi da tavolo, ma finora nessuno è assurto agli onori della cronaca). Di certo le componenti magnetiche del titolo e delle statuette predipinte coi personaggi famosi hanno fatto la loro parte, e se i piani sono quelli di continuare una linea di giochi da tavolo incentrati sul famoso picchiaduro Capcom (per esempio più di un backer ha chiesto a gran voce i personaggi di Darkstalkers, probabilmente pensando a Felicia o Morrigan) è possibile che la Jasco Games userà il feedback dei giocatori per migliorare eventuali falle nel regolamento. Per ora, che si voglia o no sostenere il progetto nei suoi ultimi giorni di campagna, non ci resta però che rispolverare il vecchio keikogi (rosso o bianco che sia), e prepararci a stendere il prossimo avversario con i nostri Hadoken!!!