Primo piano: Robotech RPG Tactics: storia di un disastro editoriale

Detentrice da quasi trent’anni dei diritti per i giochi con ambientazione Robotech, Palladium Books decideva nel 2013 di lanciare su kickstarter il suo progetto più ambizioso: Robotech RPG Tactics.
L’obiettivo era quello di creare un wargame tridimensionale ispirato alla fortunata serie di cartoni animati degli anni ’80, prodotto che rispondeva così tanto alle richieste del pubblico da raggiungere quasi 1,5 milioni di dollari sulla piattaforma diventando, ai tempi, uno dei giochi più finanziati di sempre.
A supportare la Palladium in questo lavoro, Kevin Siembieda (CEO della casa editrice americana) aveva identificato Ninja Division, un’azienda che allora aveva già riscosso un certo successo con altre 8 campagne di crowdfunding sulla piattaforma, in particolare con il gioco Super Dungeon Explore.
Un’accoppiata perfetta, esperienza nell’ambientazione di Palladium e conoscenza del mondo di sviluppo e produzione di miniature da parte della Ninja Division. Un sodalizio tanto forte da annunciare con fermezza, al momento dell’avvenuto finanziamento, che ormai il 98% del lavoro fosse stato fatto: gioco pronto, modelli quasi definiti, mancava solo la stampa! Mai previsione fu più sbagliata…




Dai costanti aggiornamenti ricevuti dalla Palladium, i finanziatori hanno presto scoperto che le sculture 3D sviluppate e presentate nel kickstarter si erano rivelate incompatibili con l’attrezzatura dello stampatore cinese deputato alla produzione fisica delle miniature. Da qui un susseguirsi di ritardi che, nel mondo del business, vuol dire levitazione dei costi. Per semplificarne la gestione, il lancio del prodotto venne dunque diviso nettamente in due fasi: la wave uno - cioè la scatola base e gli add-on relativi ai contenuti presenti - e la wave due, con i modelli aggiuntivi fuori dal set base.

Tuttavia, in breve tempo, il milione e mezzo ottenuto iniziò a esaurirsi a causa dei rifacimenti e dei necessari adeguamenti tecnologici: oltre 800 mila dollari sono andati spesi tra design, rework e produzione fisica delle componenti. In altre parole, includendo tutte le altre spese correlate, solo questa prima produzione aveva già esaurito l’intero budget raccolto, consentendo comunque di spedire le prime scatole tra 2014 e 2015, con quasi due anni di ritardo.

Come finanziare quindi i rimanenti 700 mila dollari necessari per produrre la wave two? Per recuperare capitali la Palladium mise in commercio la scatola base attraverso i canali tradizionali, decidendo di impiegare in questa produzione tutti i profitti ottenuti per tutelare l’investimento dei finanziatori. Ma il successo del kickstarter non si rispecchiò sugli scaffali, complici gli alti costi di produzione, il ritardo della wave two (fondamentale in realtà per introdurre varietà rispetto alle miniature presenti nel set base) e - non ultima - la cattiva pubblicità generatasi con la vicenda, le vendite del gioco non decollarono.

A praticamente 5 anni di distanza dal trionfale finanziamento, la Palladium Book ha annunciato il 28 febbraio 2018 con l’update numero 217, che la wave two di Robotech RPG Tactics non vedrà mai la luce e che l’intero progetto è ormai da considerarsi tragicamente naufragato. I finanziatori, a cui viene ricordato che ogni investimento su kickstarter è una scommessa su un progetto che potrebbe non vedere la luce, sono stati invitati a redirezionare i soldi spesi per la wave two in prodotti della prima uscita (ma solo entro il 20 marzo, fino a esaurimento e con spese di spedizione a loro carico).

Il danno che questa vicenda ha portato a Palladium è andato però ben oltre Tactics, visto che è sfociato addirittura nel mancato rinnovo - dopo oltre trent'anni - delle licenze della serie. L’editore sarà quindi obbligato a vendere tutto il materiale in suo possesso relativo a Robotech entro la fine di marzo, incluso il gioco di ruolo che ha costituito per anni uno dei pilastri del suo catalogo.

Alla tragedia economica si è aggiunta anche quella personale; sempre da un aggiornamento del CEO, abbiamo infatti appreso che Carmen Bellaire, collaboratore della Palladium che si appresta a lanciare su kickstarter per conto proprio un Boardgame di Rift, abbia tentato il suicidio in seguito ad un post fortemente criticato nel thread di Robotech RPG Tactics.

Inoltre sembra che le reazioni dei finanziatori e dei fan non si siano limitate semplicemente ai commenti on-line, è infatti in corso una raccolta firme per richiedere alle principali fiere americane di non accettare la Palladium tra gli espositori. L’argomentazione portata è che se effettivamente l’editore è a corto di fondi come fa a sostenere le spese per partecipare ad una fiera? Questo infatti viene considerato come un ulteriore affronto da parte dei finanziatori che non reputano veritiero l’utilizzo dei capitali argomentato dalla Palladium reputando come fraudolenta la condotta dell’editore.

La perdita delle licenze da parte di Palladium non segna però la fine delle trasposizione da tavolo della saga di Robotech. La Strange Machine Games ha infatti già annunciato da tempo una partnership con la Harmony Gold (detentrice dei diritti della serie), per lo sviluppo di nuovi giochi ispirati alla serie di fantascienza. Nel 2018 sono infatti in arrivo Robotech: Attack on the SDF1 e Robotech: Ace Pilot.

L’esperienza di Robotech RPG Tactics, probabilmente uno dei più grossi fallimenti del settore boardgame su kickstarter, rivela ancora una volta tutti i rischi delle piattaforme di crowdfunding. Non ci stancheremo mai di ricordare che anche questo tipo di progetti, se non accompagnati da un’attenta pianificazione e da una profonda conoscenza del business, rischiano esattamente come quelli tradizionali di trasformarsi in un vero e proprio boomerang. Un "ritorno di fiamma" che, in questo caso, sta minacciando seriamente non solo le sorti di un’azienda solidamente da anni nel settore, ma naturalmente anche quelle delle persone che ne fanno parte.