Reportage: Passi da gigante per Kingdomino, ma anche tanto altro nel futuro di Blue Orange

Grande attesa durante la kermesse della capitale del gioco bavarese per l’editore americano Blue Orange, vincitore nel 2017 dello Spiel de Jahres  e del Gioco dell’Anno italiano con Kingdomino ed editore di Photosyntesis, uno dei più grandi successi della passata stagione. L'azienda, nata nella città del Golden Gate dalle idee di due ragazzi francesi, non ha deluso le aspettative arrivando alla fiera tedesca con uno stand carico di novità tutte da scoprire!




Non potevamo naturalmente che cominciare dal pluripremiato successo di Bruno Cathala che, tra maggio e giugno 2018, si espanderà ulteriormente grazie a “Kingdomino: Age of Giants”. Oltre ad aggiungere la possibilità di ospitare un quinto giocatore al tavolo, questa espansione introduce i giganti che, una volta entrati in gioco, distruggono una casella del malcapitato verso il quale sono diretti, ma danno anche l’opportunità a quest'ultimo di riattivarli per vendicarsi. Nella stessa scatola troveremo anche le nuove tessere “sfida”, da pescare a inizio partita per avere obiettivi segreti con cui fare punti extra alla fine del gioco, oltre che la torre, un comodo dispenser di tessere per organizzare meglio le nostre partite.

Lasciando i reami di Kingdomino, ci siamo imbattuti nel primo di una serie di nuovi titoli in arrivo targati Blue Orange: Blue Lagoon, un gioco firmato da Reiner Knizia, in cui da 2 a 4 antagonisti si sfideranno per colonizzare un arcipelago della Polinesia. Lo scopo di Blue Lagoon è quello di occupare al meglio le 8 isole sulla mappa con la propria tribù, conquistando anche i diversi artefatti celati in ciascuna di esse. In una prima fase dovremo esplorare le isole, partendo dal mare con il primo segnalino tribù. Da lì potremo poi espanderci piazzando altri token e posizionando i nostri accampamenti. La seconda fase prevede invece la rimozione di tutti i segnalini con l’esclusione delle tende, dalle quali potremo successivamente ripartire nella nostra esplorazione. Per aggiudicarsi i punti vittoria, i giocatori dovranno controllare più isole possibili (in base alla maggioranza raggiunta su ognuna), raccogliere gli artefatti e collegare più tratti di mare.

Cambiando completamente genere siamo poi passati a Maki Stack, un titolo di Jeff Lai, trovandoci catapultati nel mondo del cibo giapponese. In questo party game i giocatori, divisi a coppie, dovranno impilare gli ingredienti per un buon sushi seguendo le istruzioni indicate su specifiche carte. Queste ultime, oltre che spiegare l’ordine che ogni componente dovrà avere, indicano anche la modalità con cui i giocatori dovranno assemblarli, per esempio uno dei due dovrà essere bendato mentre l’altro darà le istruzioni, oppure entrambi dovranno collaborare sollevando insieme le componenti utilizzando solo un dito ciascuno. La coppia più veloce si aggiudicherà la vittoria.

Dal Giappone all’Australia con Kang, una corsa di… canguri! Si tratta di una rivisitazione di Gyges, il classico di Claude Leroy, stavolta però al posto di portare delle mere pedine da un lato all’altro del tabellone, dovremo spostare dei canguri, ciascuno con un livello di salto che va da 1 a 3. Ogni turno i giocatori metteranno in campo una creatura dal proprio lato del tabellone, muovendola da 1 a 3 caselle in base al livello. Quando questa atterrerà su un altro già in gioco potrà rimbalzare di ulteriori caselle (sempre in base al livello), oppure calciare il malcapitato in un qualsiasi spazio vuoto. Per vincere la partita bisognerà far uscire 3 canguri dal lato avversario del campo di gioco. A rendere il tutto più interessante, c'è il fatto che i canguri sono gli stessi per entrambi gli avversari: potranno quindi essere utilizzati indipendentemente da chi li ha messi in gioco.

Cambiando tavolo, ecco un nuovo salto (giochi di parole a parte) di genere - a dimostrare l’eterogeneità della proposta Blue Orange - con Brain Connect, un gioco di intelligenza, colpo d’occhio e rapidità. Per molti versi questo titolo ricorda il classico gioco del “15”, quei puzzle in plastica a incastro in cui bisognava approfittare dello spazio vuoto per far scorrere i numeri e rimetterli in sequenza. Brain Connect sfrutta infatti la stessa logica. Ogni turno i giocatori sveleranno una carta che indicherà i due estremi da connettere sulla propria plancia. Subito dopo dovranno sfruttare lo spazio vuoto nelle dashboard in plastica per far scorrere le tessere e creare una linea continua tra i due estremi da collegare. Il più veloce si aggiudicherà la carta in palio. Semplicità e rapidità per un titolo da 8 anni in su e da 2 a 4 giocatori che rispolvera, rinnovandolo, un classico dell’infanzia.

La conversazione è poi passata su un simpatico gioco dal titolo Who did it?, in cui da 3 a 6 giocatori si sfideranno per un tempo stimato di circa 15 minuti. In Who didi it? ogni antagonista avrà a disposizione una mano di carte, ciascuna raffigurante un tenero animaletto, il problema è che qualcuno di loro “l’ha fatta” e bisogna individuare il colpevole.  All’inizio della partita uno dei partecipanti scarterà una carta discolpando il proprio animale e accusandone un altro. Il più veloce a giocare l’animale accusato potrà salvarlo per formulare a sua volta una nuova accusa. Il gioco termina quando tutti i giocatori tranne uno finiscono le carte (quello sarà il colpevole), o se un giocatore accusa un animale di cui nessuno ha più esemplari in mano: a quel punto non sarà riuscito a discolpare il suo “imputato” e avremo scoperto chi l’ha fatta in salotto!

Altro gioco, altro cambio di genere, e stavolta ancora più radicale con Baïam, un fumetto gioco cooperativo realizzato in collaborazione con Makaka Editions, veterana del genere. In questa avventura, che prevede da 1 a 4 giocatori ciascuno con il proprio libretto, i partecipanti si trovano a collaborare per riuscire a vincere. I volumi sono tutti speculari tra loro, tranne per alcuni particolari. Ogni protagonista infatti avrà un personaggio con delle caratteristiche specifiche e un’abilità che rendono il proprio volume unico rispetto agli altri. Sul proprio libretto ogni avventuriero vedrà quindi gli stessi luoghi deli altri, con dettagli che però solo lui può notare. Di vignetta in vignetta i giocatori si troveranno quindi a seguire insieme la vicenda, dovendo collaborare in base agli indizi unici che ciascuno avrà a disposizione per cercare di arrivare a una risoluzione.

L’ultimo gioco Blue Orange svelato a Norimberga è firmato dalla consolidata coppia Bruno Cathala e Ludovic Maublanc, si chiama Scarabya ed è un titolo a incastro in cui ogni partecipante - sono previsti da 2 a 4 giocatori - interpreterà un esploratore in una location estrema rappresentata dalla propria plancia di gioco. Il suo obiettivo sarà quello di recuperare più scarabei possibile. Per farlo avrà a disposizione delle tessere che ricordano quelle del tetris, e ogni turno dovrà posizionarne una cercando di creare uno spazio chiuso contenente il numero massimo possibile di scarabei, quelli rappresentano infatti i punti vittoria che si sarà aggiudicato a fine partita. Scarabya presenta anche altre due modalità di gioco che, lavorando su logiche simili, permettono di allungare la longevità del titolo.

Con questa carrellata di novità possiamo tranquillamente affermare che Blue Orange rimane sicuramente un editore da tenere d’occhio, non solo per la qualità e quantità dei titoli in arrivo, ma anche per la loro eterogeneità, grazie a un catalogo capace di spaziare tra generi molto diversi tra loro e ricco di prodotti in grado di rispondere alle più disparate esigenze di mercati e distributori. Confidiamo che tutti questi titoli arrivino anche sul mercato italiano, ma per saperlo dovremo attendere di conoscere come si sono concluse le trattative coi partner nostrani di Blue Orange.

Le foto di questo articolo e molte altre foto dei giochi Blue Orange sono disponibili nella nostra galleria fotografica dedicata.