Anteprime: Beowulf- L'eroe geata ritorna sui tavoli da gioco

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Io sono Beowulf!”. Con questa esclamazione, che probabilmente non troverete nel manoscritto originale del più famoso (nonché forse unico) poema epico geata, il Beowulf in CG del famoso film di Zemeckis rendeva chiara la sua genealogia nonché la sua potenza di guerriero. Beowulf è per il mondo anglosassone un personaggio paragonabile per fama epica forse al nostro Enea, o meglio ancora ad Achille. A lui e alla sua saga sono stati dedicati libri, fumetti, film, brani musicali, videogames, e giochi da tavolo. L’ultimo di questi è in arrivo a breve in Italia a rappresentare l'esordio nel settore boardgame della Need Games, giovane marchio editoriale noto principalmente per la localizzazione di 7th Sea, fresco vincitore del Gioco di Ruolo del'Anno. Stiamo parlando di Beowulf Legends: Terrore a Heorot opera di Brett L. Gilbert (autore tra gli altri di Elysium e Divinare) ed edita da Sophisticated Games.




Nel nuovo gioco di carte, il primo di una serie, si narra la vicenda forse più famosa dell’epica anglosassone, cioè gli eventi che porteranno allo scontro tra l’eroe umano e il mostro Grendel. I giocatori, da 2 a 5, assumeranno il ruolo di altrettanti personaggi del banchetto che si dilettano nelle festività del loro re Hrothgar, nella sala di Heorot. Purtroppo, questi ricevimenti vengono funestati da Grendel, che ogni notte entra nella sala e fa strage di uomini, almeno finché non giungerà Beowulf a uccidere il troll e salvare il paese. Ebbene, i giocatori dovranno resistere per 4 banchetti, alla fine dei quali il più onorevole tra di loro condividerà la gloria con Beowulf, mentre chi ha ricevuto più ferite da Grendel verrà sepolto con tutti gli onori dai suoi compagni.

Beowulf Legends: Terrore a Heorot include 120 carte, illustrate in maniera eccellente e divise in diversi gruppi. Abbiamo 7 carte personaggio, 5 carte ferita, 1 carta Hrothgar, 1 carta riepilogativa, 16 carte storia (divise in carte banchetto e carte Grendel), 15 carte dono di Hrothgar, e 75 carte vivanda (che banchetto sarebbe, senza le vivande?). Ciascun giocatore riceve una carta personaggio a caso e una carta ferita (che serve a tenere il conto degli attacchi subiti da parte di Grendel). Le carte banchetto vengono piazzate a formare il “campo” di gioco, costituito da 5 di esse (di cui quattro coperte) e sovrastato da 4 carte Grendel coperte. Le carte dono e vivande si mescolano coperte e si posizionano a formare i due rispettivi mazzi. Infine Hrothgar viene piazzato tra il giocatore più anziano e quello alla sua sinistra, per indicare chi siede accanto al re (e quindi chi gode del suo favore in caso di disputa).

Ogni carta personaggio ha un’abilità speciale che viene usata durante la partita mentre, come dicevamo, la carta ferita indicherà la quantità di danni accumulati durante le quattro serate di banchetto. Le carte vivanda sono di tre tipi (birra, pane o carne) e hanno anche elementi aggiuntivi (monete, unguenti curativi o canzoni per Hrothgar) oltre a un valore in punti onore, che serviranno durante il gioco o nella fase conclusiva.

Una partita a Beowulf, come detto, si svolge nell’arco di 4 banchetti, ciascuno dei quali è suddiviso in alcune fasi. Nella prima di esse, ogni giocatore riceve carte vivanda in quantità diversa a seconda del numero di giocatori. La successiva fase, il banchetto, conta un numero di turni pari alla quantità di carte in mano ai giocatori; in ognuno dei quali, tutti giocheranno in contemporanea una carta coperta dalla propria mano, per poi rivelarla.
Hrothgar consegnerà i suoi doni (da tenere coperti) nella fase successiva: nello specifico a chi avrà giocato più canzoni (gli altri pescheranno invece carte). A questo punto il banchetto è finito, ma arriva Grendel!  Controllando i simboli sulla carta Grendel appena girata e su quella del banchetto da poco concluso, si definiscono gli attacchi e quindi le ferite che i vari giocatori subiranno. Infine, questi potranno mettere da parte alcune carte giocate durante il banchetto (le monete e gli unguenti serviranno infatti alla fine della partita).

Dopo quattro banchetti, finalmente arriva Beowulf. I giocatori contano i propri punti onore (che si trovano sulle carte vivanda) e l’eroe geata distribuirà monete in base all’onore di ciascuno dei personaggi; successivamente ogni giocatore sommerà a queste le monete ricavate dai doni ricevuti durante i banchetti, e userà gli eventuali unguenti in suo possesso per guarire le ferite ricevute da Grendel. Il personaggio con più ferite residue muore, e viene sepolto tra i lamenti degli altri, mentre chi ha più monete viene dichiarato vincitore ed eroe dei Danesi, e “un giorno canteranno canzoni su di lui”.

Beowulf sembra un gioco rapido e divertente, in cui la competizione all’inizio sembra minima, dato che in teoria si è tutti amici, ma come si sa i banchetti danesi spesso finiscono in disertazioni di schiaffi e dialoghi di asce. Il sistema di gestione delle carte, cioè delle risorse, è interessante – anche se naturalmente non conosciamo la distribuzione di esse nel mazzo, così come pure l’idea – mutuata da altri giochi – di eliminare uno dei giocatori prima della dichiarazione del vincitore. Bisognerà quindi stare attenti non solo a raccogliere onori e doni, ma anche a sopravvivere evitando al meglio la furia del “mother Nature’s bastard childGrendel (cit. Marillion). È chiaro che l’atmosfera potrebbe non essere sentita al 100%, trattandosi di un gioco sostanzialmente di carte (a meno che non lo giochiate in una sala della birra di un’antica casa danese), ma il risultato sembra davvero un bel gioco con il quale festeggiare forse la chiusura di una partita a un titolo più impegnativo, o con cui aprire una serata tra amici – magari durante le buie notti della festa d’inverno, quando la luce svanisce presto e i giocatori “ripongono la loro fiducia nelle porte di quercia e tremano alla luce delle candele, il panico filtra attraverso i pavimenti coperti di sangue, mentre Grendel caccia nella notte” (Marillion, “Grendel). Purtroppo Beowulf non arriverà in tempo per salvare tutti.


English language

 

Beowulf – The Geat hero returns on the gaming table

I am Beowulf!”. With this battle-cry, that probably you will not find in the original manuscript of the most famous (and possibly the only one) Geat epic poem, the CG-Beowulf in a famous animated movie directed by Robert Zemeckis made clear his genealogy and his warrior prowess. For the English world, Beowulf is perhaps what Aeneas, or even better Achilles is for the classic culture. He (and his saga) has been honoured with books, comics, movies, songs, videogames, and boardgames, the last of which is about to be published in Italian by Need Games, a young publisher known for the localisation of great rpgs such as 7th Sea (that has just been elected winner of the RPG of the Year Italian competition) and Adventures in Middle-Earth. Enter Beowulf Legends: Terror in Heorot, by Brett L. Gilbert (who also designed titles such as Elysium and Divinare), and published in English by Sophisticated Games.

In this new card game, which should be but the first in a saga, the players will reenact what is perhaps the single most famous scene in the Anglo-Saxon epic: the events that will bring Beowulf to fight and defeat the monster Grendel. 2 to 5 players will become guests at the feast for their king Hrothgar, in the hall of Heorot. Unfortunately, these feasts are ravaged by Grendel, who every night enters the hall and butcher the men, until Beowulf will come to slay the troll and save the country. Well, the players have to endure four feats, and the end of which the most honourable guest will share the glory with Beowulf, while those who suffered most wounds by Grendel will be buried with honours and mourned by their companions.

Beowulf Legends: Terror in Heorot includes 120 cards, beautifully illustrated and divided in several decks. We find 7 character cards, 5 wounds cards, 1 Hrothgar card, 1 summary card, and 75 cards meal (we cannot have a feast without meals, can we?). Each player is dealt a random character card and a wound card (which is used to track the wounds inflicted by Grendel). 5 feast cards (4 face down) are laid on the table to setup the gaming “board”, over which are placed 4 face-down Grendel cards. Gift and meals cards are shuffled to create the two relative decks, and then Hrothgar is placed between the oldest player and the one to his left, to show who seats beside the king (and receives the king’s favour in case of a quarrel).

Each character has a special ability to be used during the game, while the wound card will keep track of the damage received during the four nights of feast. The meal cards come in three kinds (beer, bread, or meat) and also have special elements (such as coins, healing ointment, or songs for Hrothgar), and a value in Honour points, which will be used in the endgame.

A game will last 4 feats, each of them subdivided in phases. During the first phase, each player is dealt meals cards according to the number of players. Then there is the feast phase, divided in a number of turns equal to the cards in each player’s hand; during each turn, the players must play at the same time a face-down card from their hands, and then the cards will be revealed.
Hrothgar will deliver his gifts(to be kept face down) to the player who played more songs in the following phase, while the other players will draw cards. The feast is now over, and Grendel enters Heorot! By checking the symbols on the newly-revealed Grendel card and the current feast card, Grendel’s attack will be determined, and he will inflict wounds. Finally, the players may put aside some cards played during the feast (as the coins and ointments will be needed in the endgame).

After four feasts, Beowulf will appear. The players will count their honour points (on the meal cards), and the Geat hero will distribute coins according to the honour of each player, who will then add his own coins gained during the feasts, and will use ointments to heal the wounds. The character with more wounds at the end of this phase will die, and will be buried among the lamentations of the companions, while the richest player (the one owning more coins) will be declared winner and hero of the Danes, and “one day songs about him will be sung”.

Beowulf seems to be a quick and funny game, in which the competition among players seems minimal at first – we’re all frends here! – but as we all know well, Danish feasts often end in dissertations of blows and dialogues of axes. The card management system – i.e., resource management – is interesting, though we still don’t know the quantity of each resource in the deck; we also appreciate the elimination of one player before the victory point count (as happens in other games, too). We must be careful, then, not only to collect honour and gifts, but also to survive avoiding the fury of “mother Nature’s bastard childGrendel (cfr. Marillion). It appears clear that the atmosphere may not be 100% felt, as we are dealing with a card game, unless of course we are playing it in a longhouse drinking winter beer in Denmark; yet this game seems quite a good one, that can be played to celebrate a gaming evening, or to open a night among friends – perhaps during the darkest nights of winter’s feast, when the light fades all too soon, and the players “place their faith in oaken doors, cower in candlelight, the panic seeps through blood-stained floor, as Grendel stalks the night” (Marillion, “Grendel). Too bad Beowulf will not be here in time to save every one.