Anteprime: Ex libris - Bibliofilia in versione eurogame

Libri. I libri sono, quando ci si pensa, qualcosa di mistico – di magico, persino. Potete vivere, come diceva un noto autore, mille vite diverse leggendo libri e una vita senza libri è come una stanza buia e vuota. I libri hanno portato all’ascesa ed alla caduta di dinastie ed imperi, hanno raccontato storie di miracoli e di vita quotidiana, di ricchezza e povertà, amore e odio, gloria e oblio. Ci sono persone che hanno ucciso per i libri e ci sono quelli che – come chi scrive – amano vivere circondati da essi.

Eppure ci sono voluti anni perché venisse proposto un gioco sulla collezione di libri rari. Certo, si tratta di un gioco tipicamente gestionale e il tema non è fondamentale durante la partita (nel regolamento è esplicitato che si può giocare tranquillamente senza badare alle illustrazioni dei libri sulle carte), però sin dal titolo, Ex Libris, si capisce che un bibliofilo difficilmente salterà questo titolo senza degnarlo di uno sguardo. D’altronde - e chiunque abbia una collezione di libri lo sa bene - effettivamente gestire i propri scaffali e ordinarli ha un che di “german game”. Dopotutto, l’unico evento casuale che possa modificare la vita media di uno scaffale è un’invasione di artropodi golosi di carta, mentre quasi tutti noi bibliofili tendiamo all’ossessivo-compulsivo e disponiamo i libri in maniera ordinata e precisa: l’ideale per un gioco da tavolo “alla tedesca”, insomma.




Ex Libris è un'opera ideata da Adam P. McIver prevista per il prossimo ottobre dalla Renegade Game Studios, che permette a 1-4 giocatori di competere per avere la più bella biblioteca del paese, in modo da poter ottenere l’ambìto e remunerativo - pecunia non olet – titolo di Gran Bibliotecario, messo in palio dalle autorità del vostro villaggio. I partecipanti, avidi collezionisti di libri, manderanno i loro lavorator… ehm, assistenti in giro per recuperare volumi rari e possibilmente inerenti all’argomento scelto per la loro collezione, cercando nel contempo di sottrarre prede preziosi ai propri contendenti; ma attenzione: solo chi mostrerà al Consiglio cittadino di avere una biblioteca fornita, ordinata e stabile (i crolli, si sa, non vengono apprezzati da nessuno), ma soprattutto scevra da libri proibiti, potrà fregiarsi del titolo di Gran Bibliotecario! Il tema, ancorché ennesima variante della serie “raccolta oggetti”, è interessante e l’artwork del gioco è allegro e molto colorato, promettendo un gioco divertente e intrigante: ma le promesse verranno mantenute, in Ex Libris? È quello che cercheremo di scoprire insieme nella nostra anteprima.

Una partita di Ex Libris si svolge in round, in ciascuno dei quali i giocatori avranno i loro turni per inviare i loro assistenti a cercare libri rari: per far ciò, occorrerà recarsi in diverse locazioni connesse al villaggio (che rappresenta la plancia principale) che verranno rivelate durante la sfida pescandole da una pila casuale coperta. La plancia del villaggio include le informazioni principali riguardanti la partita in corso, prime tra tutte la categoria bibliografica prominente (cioè quella che il Consiglio ritiene più importante) e quella proibita. All’inizio tali categorie – in Ex Libris ne esistono sei diverse, che vanno da “narrativa” a “bestiari” – vengono estratte a caso, mentre ciascun giocatore ne riceverà una delle restanti, che diventerà quella su cui la sua biblioteca si specializzerà.

Ogni giocatore riceve quindi due assistenti ordinari e uno speciale (legato alla specializzazione della propria biblioteca e con un’abilità particolare) e una plancia Biblioteca; infine pesca sei carte Libri a caso dal relativo mazzo (che ne include 152 carte). Queste carte sono divise in due sezioni: quella in alto riporta una lettera, che è l’iniziale dei titoli di tutti i libri illustrati sulla carta, e due numeri, che indicano rispettivamente l’ordine numerico nell’ambito di quella lettera, e quante carte con la stessa iniziale ci sono nel mazzo. A sinistra di questi valori troviamo 2-4 simboli di categoria che si riferiscono ai libri disegnati sulla carta. Il resto della carta è occupato dai dorsi dei volumi, ciascuno di un colore diverso e col suo titolo; come dicevamo, il regolamento esplicita che Ex Libris si può giocare semplicemente guardando la sezione superiore della carta ed ignorando il resto, ma così facendo “si perderebbero alcuni bei giochi di parole” (cit.).

All’inizio di un round di gioco, vengono rivelate alcune tessere locazioni (una per giocatore) e ogni giocatore cercherà di piazzare i propri lavorator… ehm, assistenti in uno spazio vuoto di una tessera, oppure nella propria biblioteca. A seconda di dove posizioneremo il nostro meeple, otterremo un vantaggio. Insomma, usuale e solido worker placement. Ogni tessera, incluse le proprie biblioteche, ha diverse caselle per gli assistenti e, quando sono tutte piene, nessun altro giocatore ne potrà piazzare altri in quella data tessera. Le locazioni avranno anche un numero diverso di carte Libro da mettere sopra di esse, e che potranno quindi essere acquisite, oltre ad alcuni effetti speciali istantanei oppure da attivare prima della fine del round. In generale, comunque, posizionando un assistente in una locazione possiamo sempre pescare una carta Libro da essa mettendola nella nostra mano; mentre ponendolo nella nostra biblioteca potremo mettere sugli scaffali (cioè giocare dalla nostra mano) le carte Libro così prese. Tali nuove carte vanno posizionate adiacenti ad almeno un’altra carta in scaffalature mai più alte di tre file.
Quando un giocatore ha nella propria biblioteca un certo numero di scaffali (cioè carte Libro), determinato in base al numero di giocatori in partita, inizia il round finale che concluderà la partita.

I punti vengono calcolati a fine partita e si ottengono in diversi modi: per esempio per categoria bibliografica, per stabilità (ogni gruppo di 2x2 libri fa punti) oppure per tema. Si perdono invece punti per i libri appartenenti alla categoria proibita determinata, come abbiamo visto, all’inizio della partita. Chi, alla fine del calcolo del punteggio, ha più punti, vince.

Ci sono anche delle varianti di gioco che permettono una partita meno “competitiva”, rimuovendo alcune tessere come l’asta che richiedono un minimo di “scontro” tra giocatori e ci sono anche regole dedicate al gioco in solitario in cui si compete contro la biblioteca pubblica.

Ex Libris sembra essere quindi un classico gioco di piazzamento lavoratori e raccolta oggetti, con un sistema di punteggio che sembra più intricato a spiegarlo che a calcolarlo, ma con un tema se non altro poco sfruttato nel mondo dei boardgame. Quanto possa essere intrigante, e soprattutto quanta interazione ci possa essere tra i giocatori, sono fattori che solo un’intensa prova su strada potrà aiutarci a determinare. È significativa però la presenza di un’opzione per abbassare ulteriormente il fattore competitivo, mentre il setting ci appare assolutamente slegato dalle meccaniche, ma tale considerazione non inficia assolutamente la bontà del titolo. Saremo dunque in grado di presentare al Consiglio una scaffalatura (Ikea?) degna di questo nome, o ci accontenteremo di goderci i nostri libri in tutta tranquillità mentre assisteremo al trionfo di un nostro avversario? Solo il tempo, e una partita ad Ex Libris, potranno rivelarci i nomi scritti nel… libro dei vincitori.