Recensioni: Deckscape - L'ora del test

L’incipit è, in linea di massima, sempre lo stesso: noi e i nostri compagni siamo rinchiusi dentro una stanza, senza via di uscita. Non possiamo certo riposare sugli allori, anzi, spesso abbiamo proprio a che fare con un limite di tempo; magari si tratta di una bomba nascosta collegata a un timer, o l’assoluta necessità di scoprire entro un’ora delle informazioni segrete da passare ai nostri colleghi dei servizi segreti, o chissà cos’altro. La cosa sicura è che la situazione è grave, il tempo poco, e la stanza in cui siamo rinchiusi abbonda di misteri ed enigmi. Solo risolvendoli potremo ottenere la vittoria.
Ecco, in breve, la tipica ambientazione di una Escape Room, un gioco live che viene approntato in apposite stanze e che ha ormai una diffusione non da poco anche nelle terre italiche, tanto da ispirare (c’era da aspettarselo!) anche alcune serie di titoli che promettono di riproporre emozioni simili in formato “da tavolo”. Ovviamente la modalità di gioco viene adattata al nuovo formato, ma rimane ancora fedele all’originale, ed anzi può permettersi di spaziare anche in contesti ed ambientazioni nuove e non limitate alla fuga da una sola stanza.
In questa recensione, in particolare, parleremo di Deckscape, il primo capitolo della collana edita da DVGiochi, in cui saremo chiamati a misurare la nostra preparazione di fronte al dottor Thyme. Riusciremo a uscire vittoriosi dall’ora del test?




  • Titolo: Deckscape - L’ora del test
  • Autori: Martino Chiacchiera, Silvano Sorrentino
  • Editore: dV Giochi
  • Genere: collaborativo, logica e deduzione
  • Numero Giocatori: 1-6
  • Durata: 1 ora
  • Dipendenza dalla lingua: elevata (carte in italiano)
  • Illustratori: Alberto Bontempi

E’ più grande dentro (Materiali e confezione)
La confezione di Deckscape riesce a contenere l’impeto di numerosi misteri in uno spazio appena più grande di un normale mazzo di carte da poker. Aprendo con attenzione la scatolina (o anche aprendola in maniera distratta, il contenuto in effetti non cambia), vi troverete dinanzi ad un semplice mazzo di sessanta carte. Si tratta di carte sufficientemente robuste e belle grandi, dove quindi sia i testi che le immagini possono essere visionate senza perdere un eccessivo numero di diottrie. Questo è bene, perché se giocate in compagnia dovrete far sì che tutti possano vedere chiaramente tutti gli elementi raffigurati sulle carte in gioco.
La grafica è funzionale e sintetica, un giusto approccio per evitare anche le minime distrazioni e focalizzare l’attenzione solo sui dettagli rilevanti.

  

Ogni enigma ha una soluzione (Descrizione del gioco)
Ora, immaginate di posare il mazzo di carte di Deckscape sul tavolo. Resistete fermamente all’idea di mescolarlo!
Avete in questa maniera terminato il setup del gioco.
Proprio così, siete pronti a giocare. Confrontatevi con i vostri compagni: a breve dipenderete anche dal loro acume. Se questo pensiero vi ha fatto percorrere un brivido gelido lungo la schiena, forse è giunta l’ora di rivedere la vostra strategia nello scegliere le amicizie. Ormai è tardi, però, vi dovrete arrangiare con quello che avete sotto mano.

Quando siete pronti, quel che vi resta da fare è solo di prendere la prima carta e leggerla, seguendone le istruzioni.
E abbiamo così terminato anche la spiegazione del regolamento.
Deckscape è un titolo a preparazione zero, ovvero giocabile istantaneamente dopo aver tolto il cellophane dalla confezione. Ok, tecnicamente le prime carte del mazzo in realtà contengono le regole effettive del gioco, ma si tratta comunque di nozioni estremamente semplici che lasceranno il posto agli enigmi nel tempo di un minuto e che, anzi, aiuteranno da subito a costruire il giusto mood. Qualcosa, quindi, di differente da un solito manuale.

  

Allo scopo di dare un’idea, senza fare alcuno spoiler, possiamo dire che spesso le carte conterranno sul primo verso le istruzioni di un enigma (generalmente corredato da un’immagine) mentre dall’altro lato avremo a disposizione la soluzione. Nel momento in cui il nostro gruppo avrà deciso la soluzione da proporre, la carta verrà girata e si controllerà se la soluzione fornita è quella corretta. In caso negativo, il nostro punteggio finale rischierà di risentirne… senza contare che tale punteggio deriva anche dalla velocità con la quale termineremo il gioco!

Che tipologia di enigmi potrete attendervi? Forse è più semplice fare riferimento a esempi più o meno condivisi: in poche parole, non si tratta di risolvere cruciverba o rebus, ma di affrontare enigmi logici, spesso di pensiero laterale, molto differenti l’uno dall’altro; se avete mai dato un’occhiata al videogioco del Professor Layton, per dire, allora avete già una buona idea.

Una cosa che potrebbe far piacere sapere è che non è realmente possibile “bloccarsi” durante la partita. Anche di fronte a un rompicapo particolarmente impegnativo, avrete innanzitutto a disposizione un indizio (da leggere da un’apposita carta) e, anche nel caso la vostra soluzione non sia corretta, procederete comunque nel gioco verso i successivi misteri.

Va sottolineato infine come, in alcune circostanze, il percorso dettato dalle carte possa biforcarsi in due o più rami, costringendoci quindi a risolvere più enigmi contemporaneamente, magari correlati tra loro, oppure da superare in una precisa sequenza. Capirete come non ci sia possibile dirvi di più a riguardo…

  

L'analitico coglie il suo momento di gloria in questa attività mentale la cui funzione è risolvere (Esperienza di gioco)
Come sono andati i nostri test? Innanzitutto un accenno su come abbiamo provato il gioco: per ovvi motivi non è possibile giocare due volte a Deckscape. Banalmente, la seconda volta sapremmo già le soluzioni degli enigmi proposti. Quindi abbiamo fatto giocare diversi gruppi di persone e ne abbiamo osservato le partite con rigore quasi scientifico. Pubblichiamo di seguito i risultati. Chi è un minimo abituato a questo tipo di giochi potrebbe trovare alcuni enigmi un po’ semplici (soprattutto durante la parte iniziale), o persino riconoscere qualche variante di famosi rompicapo. Per i neofiti, invece, sarà necessaria innanzitutto una certa flessibilità mentale. Nel mazzo ci sono certamente enigmi più deboli e altri più divertenti, ma in genere la varietà è ottima. Gruppi meno competitivi hanno anche preferito concedersi tutto il tempo necessario, badando poco al cronometro, per esempio attendendo che tutti i vari componenti del gruppo arrivassero autonomamente alle soluzioni da condividere. In ogni caso, un’ottima quota di partecipanti si è detta soddisfatta del gioco, pur in alcuni casi lamentando la comprensibilità di alcuni quiz (che invece altri gruppi avevano magari risolto all’istante: ecco quello che si intendeva per flessibilità mentale).

Fin qui abbiamo affrontato i punti di forza del gioco, ma quali sono invece i punti deboli rilevati dai gruppi a cui lo abbiamo proposto? Due innanzitutto: in primis, la non-rigiocabilità del prodotto. Nonostante il costo limitato, questo concetto non è pronto per essere digerito da tutti, sebbene sia implicito nel tipo di esperienza proposta.
Come seconda cosa, possiamo annotare il numero massimo dei giocatori: la scatola consiglia di giocare fino in sei, ma personalmente non ci sentiamo di consigliare di andare oltre i quattro partecipanti. Più di quattro sarà semplicemente scomodo accalcarsi intorno al tavolo per studiare le carte, e sarà ben possibile che ci si possa perdere la soluzione di qualcuno degli enigmi, soprattutto nell’ambito di un gruppo poco collaborativo (o troppo competitivo), in cui è possibile che qualche componente possa sentirsi tagliato fuori dalle varie soluzioni.. Fino in quattro, invece, grazie anche al parallelismo di alcuni ostacoli, dovreste riuscire a gestire la partita con la giusta scorrevolezza.

  

Ora penso invece che il mondo sia un enigma benigno (Considerazioni finali)
Da estimatore dei giochi di logica, non posso che apprezzare e supportare questo piccolo esperimento, apprendendo con gran piacere che a settembre sarà disponibile il secondo capitolo della saga, ambientato tra le vie di Londra.
Il trend delle escape room da qualche anno ha trovato terreno fertile presso i giocatori, dando vita a diverse proposte editoriali che, pur realizzando esperienze simili, si distinguono per complessità e modalità di interazione con i componenti. In questo filone Deckscape si è ricavato un posto di tutto rispetto, con un mix di enigmi affrontabili da chiunque e un sistema di apprendimento delle regole che coinvolge immediatamente in partita tutti i partecipanti. Insomma, non certo un clone di quanto già visto nei giochi d’oltralpe ma piuttosto una proposta più accessibile (anche in termini di prezzo) che difatti sta conquistando consensi anche all’estero e ha tutti i numeri per divenire una nuova serie di successo. Oltretutto è ben possibile che gli autori abbiano in serbo diverse altre idee: ricordiamoci che siamo solo al primo titolo della serie, che per forza di cose deve essere maggiormente introduttivo. Per i titoli futuri è invece lecito attendersi un livello più alto di sperimentazione e qualche follia ancora più gustosa!

Pro
- Enigmi vari e ben pensati
- Costo contenuto, adeguato alla natura “one shot” del gioco

Contro
- La mancanza di rigiocabilità non è facile da digerire per tutti