Le Guerre di Cartone: I Grandi Condottieri nei wargame: Alessandro Magno

Famosi e affascinanti, geniali e spesso terribili, i grandi condottieri sono figure note fin dai banchi di scuola, personaggi di cui si può conoscere anche molto ma che possono essere realmente apprezzati se ci si trova ad affrontare gli stessi problemi strategici e gestionali che hanno saputo vittoriosamente risolvere sui campi di battaglia, in ogni epoca della storia umana. Con questa serie di articoli proponiamo una carrellata di quei grandi condottieri “imperdibili” che sono assurti agli onori della gloria non solo storica ma anche, come da nostra passione, ludico-simulativa.




"Muor giovane colui che gli Dèi amano"

Non è interesse di questo articolo dibattere riguardo alla veridicità di questo famoso  frammento,  ma se Menandro aveva ragione, Alessandro “Magno” deve essere stato molto amato dagli dei, almeno quanto sicuramente lo è stato da produttori e giocatori di wargame, almeno a giudicare dalla quantità di titoli pubblicati sulle sue imprese.

La carriera militare di Alessandro III di Macedonia comincia a 17 anni, quando affianca il padre, Filippo II, in quell’importante campagna contro le poleis greche che determinerà l’egemonia macedone sull’Ellade. Questa campagna è simulata in Hegemon (Sundell; AtO, 2002), un ottimo gioco operazionale, ingiustamente sottovalutato, sull’intera guerra del 339-38 ac, pubblicato ormai quindici anni fa nel primo numero della rivista Against the Odds, giunta ormai al numero 47. Alessandro ebbe un ruolo importante nella battaglia di Cheronea che risultò decisiva per la vittoria macedone in quella guerra. Questa battaglia è presente in The Great Battles of Alexander della serie GBoH, ma di questo gioco parleremo più approfonditamente in seguito.

Filippo II fu assassinato mentre stava pianificando una campagna contro l’impero persiano, rendendo Alessandro re di Macedonia a 20 anni. Il giovane monarca si occupò subito di consolidare il suo potere sconfiggendo i Triballi e alcune tribù illiriche nei Balcani e, a Sud, riportando all’obbedienza le varie città elleniche che si erano nuovamente ribellate. Anche alcune battaglie di queste campagne (il fiume Ligino e Pelion) sono presenti nella scatola di The Great Battles of Alexander. Una voltaresi sicuri i confini, Alessandro decise di continuare il progetto del padre iniziando quella campagna in Asia Minore che lo porterà a conquistare l’intero impero persiano e, con esso, imperitura fama.

Esiste un numero sorprendentemente alto di simulazioni di questa campagna, considerando che l’antichità non è sicuramente il periodo storico più trattato, io mi limiterò in questo articolo a citare quelle più significative.  Nel 1977 la SPI produsse The Conquerors (Berg; SPI, 1977), diviso in due parti: The Romans sull’espansione romana in Oriente e The Macedonian sulla campagna di Alessandro. Si tratta di un gioco strategico abbastanza complesso e che abbisogna di errata e chiarimenti, ma che ha alcune idee decisamente interessanti. La versione originale è difficilmente reperibile, ma nel 2011 la Excalibre lo ha ristampato. Purtroppo si sono limitati a ristampare il materiale originale senza “correggere” gli errori che nel frattempo erano emersi, problema usuale con questa casa, inoltre nella scatola manca una tabella e le pedine sono più brutte di quelle originali del 1977.

Se preferite qualcosa di più “leggero”, nel numero dieci della rivista Command era presente Alexandros (Markowitz; Command, 1991), un gioco strategico con la mappa ad aree. Il prodotto aveva una bella grafica per l’epoca e una regola originale sulle condizioni di vittoria: Alessandro oltre a conquistare le provincie dell’impero persiano doveva anche realizzare imprese che ne aumentassero il prestigio e il carisma per guadagnare punti vittoria. Sulla mappa sono presenti diversi obiettivi (il nodo di Gordio, Alessandria d’Egitto da fondare etc.) che il giocatore macedone deve realizzare. Purtroppo, pur essendo divertente, Alexandros non riesce a “catturare” bene la situazione storica e una volta imparato il sistema le partite si concludono sempre con una vittoria persiana.

A quasi 30 anni dall’uscita di The Conquerors, lo stesso autore, il famoso (famigerato?) Richard Berg, ha realizzato un nuovo gioco sullo stesso argomento, ma con un sistema totalmente differente, che ha chiamato con molta fantasia The Conquerors: Alexander the Great (Berg; GMT, 2006). Il gioco ha una grafica inferiore allo standard della casa produttrice e risulta abbastanza noioso, non deve quindi sorprendere che non sia andato avanti il progetto di farne il primo di una serie sui grandi conquistatori.

Alessandro ci mise poco più di tre anni per sconfiggere l’impero persiano, e dovette affrontare le sue armate in tre famose battaglie campali: Granico, Isso e quella decisiva di Gaugamela/Arbela.

Quest’ultima battaglia è stata simulata in  Alexander the Great (Gygax; AH, 1971) un classico gioco della Avalon Hill con pedine di diverse dimensioni (quadrati grandi per la fanteria pesante, piccoli per le altre unità, cerchi per i leader) e un mappa abbastanza fantasiosa. Come simulazione oramai è sicuramente superata però è interessante notare che l’autore del gioco, Gary Gygax, è colui che in seguito ha realizzato Dungeon & Dragons inventando de facto il gioco di ruolo.

Di recente sempre Richard Berg ha realizzato per la serie Twenty Decisive Battles of the World della Turning Point Simulation il gioco Arbela (Berg; TSP, 2017). Si tratta di un prodotto innovativo che non utilizza una mappa di gioco e delle pedine (sono presenti solo 40 informational marker), ma un mazzo di carte raffiguranti le unità e i leader presenti nella battaglia.  Le unità si muovono all’interno di una griglia immaginaria sul tavolo e hanno le caratteristiche di movimento e combattimento indicate sulla carta. Personalmente ho trovato questo prodotto troppo innovativo, però vale la pena di provarlo.

Oltre alle grandi battaglie campali, durante la spedizione Alessandro dovette affrontare una serie di assedi. Furono molte le città che rifiutarono di arrendersi al conquistatore, tra le quali Mileto, Alicarnasso, Gaza e soprattutto Tiro. L’assedio di questa città, che durò sette mesi, è stato simulato in due giochi.

Tyre (Herman; SPI, 1978), realizzato da un (allora) giovane Mark Herman, era incluso in The Art of Siege quadrigame assieme ad altri tre famosi assedi della storia e riproduce gli ultimi mesi dell’assedio. Ha un regolamento approfondito e ancora attuale, anche se si tratta di un gioco lento, come si può immaginare da un assedio. Il secondo gioco su questo assedio: Alexander at Tyre (Chapel; TG, 1993), è stato pubblicato dalla Thunderhaven games,  una delle tante meteore che sono apparse nel mondo delle case produttrici di giochi di simulazione e quasi subito scomparse. Simula sia la parte navale (la più riuscita), con regole per gli scontri tra flotte che il combattimento all’interno della città. La mappa utilizza la classica griglia esagonale, ma all’interno della città il movimento avviene attraverso dei punti (gli edifici) uniti da collegamenti (le strade). Questa soluzione è stata ripresa anni dopo dal due Berg-Herman nel non riuscitissimo Caesar in Alexandria (Berg, Herman; GMT, 2001) per simulare gli scontri terrestri e navali affrontati da Giulio Cesare proprio nella città fondata da Alessandro. 

Le principali battaglie di Alessandro sono presenti tra gli scenari di tutti i vari giochi tattici generici sull’antichità come Prestags, Ancients Command & Colors, Lost battles, Battles of the ancient wars, etc., ma, per coloro che nelle simulazioni cercano l’accuratezza storica unita a un solido e rodato regolamento, il miglior prodotto realizzato sull’argomento è sicuramente il già citato The Great Battles of Alexander (Berg, Herman; GMT, prima edizione 1991), di cui sono uscite già quattro edizioni. Si tratta di un gioco (e di un sistema) che comprende tutte le differenti specialità dell’epoca e permette di utilizzare le varie unità in base alle proprie caratteristiche, inoltre enfatizza la figura dei leader e la differenza di abilità tra loro, elementi chiave delle battaglie del periodo Alessandrino-Ellenistico. L’ultima edizione “deluxe” uscita nel 2014 contiene nella scatola 19 battaglie, in quasi tutte è presente Alessandro, comprese quelle successive ad Arbela, combattute contro gli Sciti e i Persiani ribelli  per consolidare le sue conquiste e quella sull’Idaspe contro il re indiano Poro nella sua ultima campagna.

Coloro che vogliono immedesimarsi in Alessandro possono acquistare Field Commander: Alexander (Dan Verssen, DVG, 2009), un gioco in solitario in cui il giocatore si ritrova nei panni del macedone nel 338 aC, poco prima della battaglia di Cheronea, mentre gli avversari sono controllati dal sistema. Nella scatola sono presenti quattro campagne più il Grand campaign che le unisce tutte. Anche in questo gioco come nel vecchio Command di cui abbiamo parlato in precedenza il giocatore deve realizzare varie imprese “mitiche” oltre a sconfiggere i nemici per raggiungere le condizioni di vittoria. Nel gioco campagna i giocatori devono vincere i vari scenari senza (ovviamente) che Alessandro venga ucciso, inoltre devono accumulare Immortality Points per stabilire il livello di vittoria.

Con la morte di Alessandro iniziò la lunga lotta per la sua successione. Esiste una discreta produzione di giochi di simulazione anche sulle guerre dei diadochi, ma questi esulano dai termini dell’articolo.

Se siete interessati all’epopea alessandrina adesso avete tutte le informazioni che vi servono per simulare le sue campagne. Mettete ad alto volume Alexander the Great degli Iron Maiden, indossate la vostra migliore corazza oplitica, o, visto l’inizio della bella stagione, una più comoda linothorax, salite sul vostro cavallo e che Ares vi sia propizio!