Interviste: PLAY 2017 - Kitelight: facciamo il punto sulla KL1

Tra i molteplici incontri avuti alla scorsa PLAY con i vari operatori di settore, è con piacere che abbiamo scambiato due chiacchiere anche con Mario Casillo per tornare a parlare di Kitelight e, in particolare, della sua KL1.
Per chi non la conoscesse, Kitelight Technology è una software house tutta italiana nata nel 2015 e che, dopo la realizzazione di un videogioco per piattaforma android, ha concentrato le sue attività sullo sviluppo e realizzazione di KL1, una consolle che si propone di creare un ponte tra il mondo dei videogame e quello delle tradizionali esperienze ludiche tabletop.
Avevamo già avuto modo l'anno scorso di intervistare Mario che, a suo tempo, nonostante si fosse ai primissimi passi del progetto, aveva già le idee piuttosto chiare su quale dovesse essere il futuro della sua creazione. 




E' però al suo stand allestito alla PLAY 2017 che lo rincontriamo per qualche domanda davanti al primo vero prototipo del dispositivo. Sul tavolo infatti fa bella mostra di sé uno schermo decisamente notevole nelle dimensioni, circondato da 4 tablet 7'' pronti all'uso. Sul dispositivo centrale è mostrato un tabellone sullo stile del gioco dell'oca e ognuno dei 4 tablet ospita una sorta di plancia del giocatore.
Dungeon Duck è il titolo del gioco progettato e realizzato interamente in-house dai ragazzi partenopei. “In realtà” – ci spiega Mario – “è un giochino con poche pretese dal punto di vista delle meccaniche, una via di mezzo tra il gioco dell'oca e un semplice DC, che serve soltanto a mostrare le potenzialità di KL1”. Ogni partecipante alla partita simula il lancio del dado toccando il tasto relativo sul proprio tablet e, osservando il risultato mostrato sul tabellone, può muovere la sua pedina del corrispondente numero di caselle e affrontare un incontro casuale. Questo è indicato da un mostro su una carta virtuale visualizzata sullo schermo ed è affrontabile spendendo le armi che compaiono nella dotazione che appare sul proprio tablet.
Nonostante la semplicità, quanto visto però basta per spiegare in pochi minuti i numerosi passi avanti compiuti nel concept del prodotto. Senza girarci troppo attorno, è ovvio che il monitor centrale faccia la parte del leone. “E' un dispositivo touchscreen con tecnologia a raggi infrarossi” - chiarisce il CEO – “che permette sia l'uso come normale schermo sensibile al tocco delle dita, ma anche e soprattutto che reagisce alla presenza di oggetti come pedine, meeple e simili”.

“Uno dei nostri principali obiettivi” – prosegue Mario Casillo – “è quello di evolvere l'esperienza di gioco tabletop e sappiamo quanto conti in questo senso l'aspetto tattile di certi materiali, per questo era necessario che ne includessimo la gestione. Anche per un'operazione quasi rituale che è quella del tiro di dado” – continua mostrandoci per l'appunto un dado bianco –  “abbiamo previsto la possibilità di mantenerne intatto lo spirito”. Il solido dalle facce numerate, in effetti, è collegato via bluetooth (come i tablet a contorno) con lo schermo ed è quindi in grado di trasmettergli i risultati di un lancio.
Cosa ci possiamo però aspettare oltre questo tipo di commistione tra fisico e virtuale? “Al momento” – risponde Mario – “stiamo lavorando su numerose altre feature che ci permettono di proseguire verso il nostro obiettivo. KL1 sarà in grado di supportare i giocatori sia nell'apprendere il gioco, aiutandoli nel setup e offrendo tutorial esemplificativi, ma anche durante la partita, magari tramite aiuti nella conta dei punti oppure nell'evidenziare che si sta compiendo una mossa illegale”. La piattaforma inoltre, sarà dotata di un'infrastruttura software collegata in rete che include un virtual store - da cui acquistare i titoli - e che comprenderà anche la possibilità di salvare le partite in corso di svolgimento e di riprenderle quando desiderato, anche da remoto.
“Il tutto” – chiarisce il fondatore di Kitelight – “è orientato a fare in modo di alleviare la barriera d'ingresso che nei boardgame, al giorno d'oggi, è ancora di molto superiore rispetto a quella che si esperisce nel mondo dei videogame e che, a nostro avviso, è di ostacolo alla diffusione che questo hobby meriterebbe. L'aumento della pervasività dei boardgame porta di conseguenza a una crescita delle vendite.” ed è questo, secondo la giovane azienda, l'aspetto di maggiore attrattiva, quello che potrebbe convincere gli editori (di colloqui durante la PLAY ce ne sono stati n.d.r.) della validità di questa opportunità.

“Una o più partnership di questo tipo” –  ci dice Mario –  “potrebbero essere gli elementi per dare il giusto sprint alla nostra proposizione: associare KL1 a un nome noto di settore  sarebbe il miglior modo per rendere il prodotto più facilmente "comprensibile" al mercato e ai potenziali acquirenti”.
Ma quindi, quando verrà presentata ufficialmente KL1? Secondo il papà di KL1 è ancora presto per dirlo anche perché, come detto, “la proposizione è tutta da perfezionare e il nostro intento, al momento, rimane quello di tentare di affiancarlo a dei "big player", magari tramite la trasposizione di qualche loro titolo famoso. Sulla modalità di lancio  al momento siamo rivolti verso l'attivazione di una campagna kickstarter con un'offerta che sia flessibile al massimo e che potrebbe includere il solo schermo principale a cui eventualmente aggiungere uno o più tablet a contorno, qualora non se ne avessero a disposizione di propri”.
Insomma, il cantiere KL1 è ancora in fervida attività ma le idee ci sembrano ben chiare e delineate e sui dettagli i ragazzi di Kitelight stanno lavorando duramente. Purtroppo il tempo a nostra disposizione con loro è al termine e quindi non ci rimane che salutarli con il nostro più sentito in bocca al lupo.