Anteprime: PLAY 2017 - Xi’an: l’esercito di terracotta vive sui tavoli con Pendragon

Nel terzo secolo AC, l’imperatore cinese Qin Shi Huang commissionò la realizzazione di un esercito di guerrieri di terracotta, da porre nel suo mausoleo a Xi’an e che avrebbe servito il regnante una volta giunto nell’aldilà.
Durante la scorsa edizione di PLAY, grazie a Pendragon Game Studio che ci ha aperto le porte della sua “stanza del mistero”, dopo aver conosciuto The Way of Panda, ci siamo vestiti dei panni di abili scultori della Cina dell’epoca, in competizione per impressionare l’imperatore con la nostra arte.
Per chi si fosse incuriosito, stiamo parlando di Xi’an, nuovo titolo in lavorazione dall’editore meneghino opera della coppia di esordienti Francesco Testini e Marco Legato, previsto per la distribuzione ufficiale nel prossimo autunno ma già – nel momento in cui lo abbiamo provato – molto vicino alla sua versione definitiva.




Seduti al tavolo, la prima cosa che salta all’occhio è la grande quantità di riproduzioni in miniatura delle leggendarie statue, di vari colori e decisamente accurate nella forma oltre che di notevoli dimensioni (circa 4 dita). Il resto dei materiali comunque non è da meno, risultando gradevolmente illustrato e leggibile.
In Xi’an, come accennato, dovremo primeggiare tra gli altri scultori realizzando varie statue, pitturandole con i nostri colori e adornandole con le migliori armi.

All’inizio della partita il tabellone viene preparato sistemando la griglia (formata da tre piccole plance la cui disposizione varia di sfida in sfida) che regola la disposizione delle statue: alcuni spazi ospitano subito una statua già pronta, mentre gli altri andranno riempiti durante la partita offrendo talvolta un bonus al giocatore che vi piazzerà la sua scultura (ad esempio monete).
La zona che raccoglie le statue è divisa in tre parti, ciascuna delle quali ospiterà dei gettoni pigmento (pescati a caso) che mostreranno quali colori siano necessari per pitturarne le relative opere. Per dipingere le statue dunque, a seconda dell'area, potranno servire uno o due pigmenti che potranno essere anche uguali tra loro.
Sul tabellone è presente anche un’area che racchiude due coppie di spazi azione, disposti casualmente a inizio partita. Su uno di questi inoltre verrà piazzato il primo ministro e,  per essere esatti, su quello dal colore corrispondente al gettone pigmento che riporta il numero più alto (sì, questi token hanno anche dei numeri la cui utilità sarà chiara più avanti).
Ogni giocatore ha infine a disposizione un mazzo di 24 carte che raffigurano i suoi aiutanti, oltre che un insieme di statue del proprio colore e di due segnalini consigliere.

Il turno di gioco inizia con i partecipanti che pescano 4 carte aiutante e le organizzano segretamente in due coppie. Fatto questo, tutti scoprono la prima delle due paia: la carta in alto determina l’iniziativa (data dal numero riportato in alto a destra sulla stessa), mentre quella in basso mostra il bonus da ricevere. Successivamente, a partire dal valore di iniziativa più alto, ognuno fruisce prima del vantaggio precedentemente accennato e poi sceglie l’azione da compiere piazzando il proprio consigliere su uno degli spazi preposti del tabellone. I bonus ottenibili possono consistere in quantità variabili di risorse (monete, pigmenti o argilla), oppure in punti vittoria istantanei e vantaggi permanenti al compiere di una delle azioni possibili. Queste sono la realizzazione di una nuova statua, la pittura di una esistente, l’acquisto di un’arma oppure l’avanzamento nel tracciato del mausoleo. Vediamole brevemente.
Per scolpire una statua si deve scegliere lo spazio di destinazione della griglia, pagare il corrispondente numero di segnalini argilla (dipendente da quale zona si sia scelta), guadagnare un certo quantitativo di punti vittoria, variabile – guarda un po’ – a seconda della zona di costruzione, oltre che eventualmente fruire del bonus della casella che si andrà a occupare. Opzionalmente (massimo per due volte a partita) è possibile firmare una statua appena realizzata, ponendovi al di sotto un proprio gettone firma e impedendo di fatto agli altri di poterla pitturare. Per dipingere una scultura esistente, si devono spendere i corretti token pigmento (anch’essi variabili a seconda dell’area individuata) e sostituire la statua “neutrale” (purché non firmata dagli avversari) con una del proprio colore, guadagnando un certo numero di punti vittoria dipendente dal numero di statue contigue che si è riusciti a colorare. Per comprare un’arma, basta pagare il relativo ammontare di monete e prendere la relativa carta. Le carta arma sono caratterizzate dal materiale in cui sono realizzate (legno o bronzo) e dal tipo (ad esempio punte di freccia) e potranno dare dei punti extra a fine partita se si possiedono statue pitturate in certe zone o se vengono accumulate tra loro in determinate combinazioni (ad esempio 3 armi di bronzo). Avanzare nel tracciato del mausoleo consente al giocatore di prendere la tessera mausoleo relativa alla sua posizione corrente in detto tracciato e di avanzare la propria pedina sullo stesso. Ognuna delle tessere mausoleo assicura un bonus a uso singolo oppure punti vittoria a fine partita qualora non verrà adoperata. Fanno eccezione le tessere nella posizione finale (tutte diverse tra loro a differenza delle altre), che garantiscono soltanto punti al termine della sfida a seconda del soddisfacimento di alcune condizioni. Va sottolineato che essere avanti nel tracciato del mausoleo garantisce di agire per primi in caso di parità nei valori di iniziativa.
Tale situazione è importante perché, qualora si scelga lo spazio azione in cui è presente il primo ministro, si beneficerà subito di una moneta e di un punto vittoria, mentre, con l'incedere del turno, se si necessiterà di usare uno spazio azione occupato da consiglieri di altri giocatori, si dovrà elargire una moneta a tutti coloro che stavano già lì.

Terminato il primo giro di azioni, si esegue il secondo con le restanti due carte in mano ai giocatori, per poi arrivare alla fine del turno, momento in cui si scarterà il token pigmento col valore più basso (sostituendolo con uno nuovo pescato a caso), si sposterà il primo ministro nello spazio azione dal colore corrispondente al token pigmento appena rimosso e si elimineranno alcune delle carte arma non scelte prima di rimpinguare la scorta pescandone altre dal relativo mazzo.
La partita prosegue nello stesso modo per sei turni, alla fine dei quali verrà svolta una fase di conteggio dei punti ancora non assegnati. Si guadagneranno punti vittoria se si avrà la maggioranza di statue del proprio colore nelle tre zone di costruzione, mentre altri punti saranno dati dai bonus delle carte arma, dalle tessere mausoleo e dalle risorse (monete, argilla e pigmenti) residue.

Dalla partita effettuata, Xi’an ci è sembrato un titolo di fattura veramente pregevole. Dopo un minimo rodaggio il gioco ci è parso decisamente agevole da padroneggiare e, a dispetto della sua profondità, fa di tutto – almeno ai nostri occhi - per scongiurare di cadere nella paralisi da analisi. Ogni turno richiede infatti di ragionare sia sull’aspetto tattico che sulla strategia a medio-lungo termine, ma per come sono concepite le meccaniche, la nostra sensazione è che siano loro stesse ad “accompagnare” verso queste valutazioni, rendendo il compito decisamente meno faticoso. Inoltre, la nostra impressione è che ci sia veramente molta possibilità di mettersi i bastoni tra le ruote, rendendo la partita avvincente in tutta la sua interezza. La variabilità del setup iniziale così come la durata contenuta (60 minuti inclusivi di spiegazione), inoltre, ci paiono degli ottimi presupposti per un’abbondante longevità. Infine, cosa non trascurabile in un titolo di questo tipo, vedere la schiera di statue che aumenta in numero e cambia di colore restituisce una bellissima sensazione visiva.

Insomma, abbiamo soltanto assaggiato questo Xi’an, ma già non vediamo l’ora di poterlo gustare pienamente il prossimo autunno.