Interviste: Joe Dever Award - il ricordo dell'autore in un premio alla sua memoria

Sul finire di Marzo, poco prima dell'apertura dei lavori di PLAY 2017, sul sito ufficiale di Lucca Comics and Games è apparsa la notizia della nascita del Joe Dever Award. Immancabilmente, questo annuncio non ha potuto che generare reazioni di sorpresa e curiosità tra gli appassionati e gli operatori di settore inclusa – ovviamente – la nostra redazione. Approfittando quindi della presenza a PLAY di Alessandro Stanchi - membro del comitato scientifico di Lucca C&G - e Antonio Rama, responsabile della programmazione del palinsesto Games  di LC&G, li abbiamo coinvolti per farci raccontare qualche dettaglio in più al riguardo.




Dunque, come nasce l'idea di intitolare un premio al mitico e compianto autore di Lupo Solitario? Da tempo, ci risponde Rama, si aveva in mente l'ipotesi di inaugurare un premio che celebrasse a dovere l'ambito editoriale transmediale presente costantemente a Lucca C&G e che rappresenta ormai lo spirito del festival. Per certi versi, Joe Dever rappresenta l'antesignano di prodotti di questa tipologia e quindi, per quello che l'autore britannico ha rappresentato per l'Italia e per Lucca C&G in particolare, la scelta di intitolargli questo premio – stante l'OK da parte della famiglia - era quasi doverosa.

Quali siano le caratteristiche del prodotto "tipo" che potrebbe essere insignito di questa nuova onorificenza, ce lo chiarisce Alessandro Stanchi, che opererà da coordinatore della giuria di questo premio: un'opera è definibile come transmediale se riesce a (oppure ha le potenzialità per) esser parte di un'esperienza di intrattenimento che travalica i confini del medium usato per la stessa. Ovviamente – prosegue– non ci si vuol riferire a delle banali trasposizioni, ma a prodotti che siano autoconsistenti di per sé e che, nel contempo, siano d'interesse anche visti in un'ottica più estesa, una sorta di "universo espanso" fatto di sequel, prequel, approfondimenti, spin off, etc. Esempi di questo tipo possono essere trovati in prodotti legati a saghe come Assassin Creed, The Witcher, Star Wars o Final Fantasy.
Sugli aspetti organizzativi dell'evento Antonio Rama rivela che il cantiere è nel pieno dell'attività. L'obiettivo postosi dal comitato, ovvero quello di indire la prima premiazione contestualmente all'edizione 2017 del festival toscano, è piuttosto stringente e pertanto tutti sono concentrati sul consolidamento delle regole di partecipazione, sulla definizione della giuria e su quello che sarà l'iter che porterà all'assegnazione dell'award. Di sicuro la volontà dei nostri intervistati è quella di partire nel modo più semplice possibile, in maniera tale da offrire a tutti la possibilità di comprendere a pieno i criteri fondanti dell'iniziativa. Questo discorso, prosegue Rama, vale sia per i giurati che saranno diversi ogni anno e che dovranno prendere confidenza con i parametri di valutazione, sia per i potenziali player partecipanti, che dovranno per primi capire di avere un prodotto ammissibile nella selezione. Per eventi di questo tipo, è normale infatti che ci sia un periodo di assestamento e non è escluso pertanto che ci sia necessità effettuare un po' di "evangelizzazione" verso gli editori qualora non riuscissero da subito autonomamente a rendersi conto di avere tra le mani un possibile partecipante. Di sicuro però sappiamo che premieremo soltanto prodotti ufficialmente presentati a Lucca C&G - quindi saranno esclusi idee o prototipi - e che, almeno per il momento, si è scelto un processo di premiazione diretta, cioè senza passare per fasi di nomination o simili.
La prima decisione – ci spiegano i nostri ospiti – è un ovvio corollario di quelle che sono le caratteristiche intrinseche della manifestazione lucchese, ovvero uno showcase di ospiti e novità editoriali, mentre la seconda deriva invece da una riflessione sui fini dell'iniziativa. Per fare un parallelismo – spiegano – la risoluzione atta a includere le nomination all'interno del percorso del Gioco dell'Anno è stata definita dopo una lunga fase di riflessione e di confronti tra il comitato organizzatore e la giuria, mentre il Joe Dever Award inizia ora la sua vita e diluire i meriti del vincitore in una pletora di nominati, rischierebbe di essere soltanto un fattore di ridondanza e di non trasmettere sufficiente incisività alla novità.
Ciò posto, è logico che in futuro ci sarà margine per evolvere e non è detto che non esista assolutamente modo per ipotizzare soluzioni che possano in qualche modo richiamare il concetto di nomination.
Sempre in ottica di sviluppi futuri – aggiungono i nostri ospiti – una volta che il processo sarà consolidato, è probabile che possa nascere una serie di premi minori di contorno oppure specifici sui generi, ma al momento preferiamo concentrarci sul breve e cercare di arrivare al dunque di questa prima edizione.
Come detto, l'obiettivo che ci siamo posti – ammettono gli intervistati – ci costringe a una marcia a tappe serrate e vorremmo chiudere a stretto giro il bando di partecipazione. La nostra idea è di presentarlo contestualmente ai primi annunci che verranno fatti sui nostri canali ufficiali e quest'anno, se ci riusciamo, vorremmo anticipare le tappe e iniziare a pubblicare i primi aggiornamenti già da giugno.

Il tempo è tiranno e ci ha costretto purtroppo a salutare i disponibilissimi Alessandro e Antonio, ma la chiacchierata ci ha instillato una piacevole curiosità, per cui saremo sicuramente attenti ai futuri sviluppi di questa lodevole iniziativa e, certamente, ne riparleremo quando avremo maggiori informazioni.