Reportage: [Norimberga 2017] Morning: il buongiorno al gioco da tavolo arriva dalla Francia

Passeggiando tra i padiglioni austeri della fiera di Norimberga, può capitare di imbattersi in un’oasi di colore e allegria. E, cosa ancor più importante, tanti bei giochi da tavolo, tutti originali e di ottima fattura. Questo, in sintesi, abbiamo provato nella mezzora abbondante di colloquio con i ragazzi della Morning – ex Morning Players – editore francese che trasuda freschezza e una profonda voglia di misurarsi con i più navigati protagonisti del mercato, senza curarsi troppo del blasone, ma con tante buone idee, che alla fine, e questo è provato, fanno sempre la differenza.




Ecco perché la compagine transalpina, in pochi mesi ha mutato pelle, nome e logo, passando dalle localizzazioni di titoli forti, in larga parte targati Stonemeier Games, vedi Scythe o Between two cities, a editore in proprio, puntando molto sul trampolino del crowdfunding e cercando di attingere il più possibile dai gusti del pubblico. Che l’aria, allo stand allestito come un enorme negozio di leccornie come canditi o baguette, fosse frizzante lo si intuiva certo dagli allestimenti ma anche dal personale vestito a tema, completamente a proprio agio in una kermesse di tali dimensioni, malgrado la giovane età. Attualmente, infatti, lavorano per Morning 15 persone e l’età media dei dipendenti è di poco superiore a 25 anni: ecco, forse, il segreto di una delle realtà più grintose che ci sia capitato di incontrare nell’arco dell’intera manifestazione.

Ma i prodotti, saranno all’altezza di questa vetrina così accattivante? O dietro la maschera di brand nuovo e pieno di ingegno, in realtà si cela poca sostanza dal punto di vista dell’innovazione ludica? Tanto per cominciare, va messo in chiaro che il catalogo di Morning è ancora piuttosto limitato, dal momento che il primo prototipo interamente concepito in house è datato 2013, quando la farfalla della compagnia francese decise di spiccare il volo autoproducendo nuovi giochi da immettere sul mercato. Quel prototipo, oggi porta il nome di “Kumo” ed è un titolo che rappresenta appieno la filosofia di questo editore. Materiali di ottima fattura, trovate fuori dall’ordinario anche per le confezioni – ad esempio, la chiusura a magnete - e un solido background a sostenere l’ambientazione del gioco. Si tratta, in questo caso, di un titolo rivolto a un pubblico ampio, partendo dagli 8 anni in su ed avendo regole accessibili. Il gioco, da 2 oppure 4 giocatori, presenta un tema giapponese volto a ricreare un combattimento tra due lottatori in un’arena, nelle fattezze di un tabellone rotante che renderà ogni partita diversa dalla precedente. Su di esso, è disegnata una griglia sulla quale andranno piazzati i dadi da cui i giocatori dovranno selezionare le varie azioni disponibili per sconfiggere l’avversario. Tra i componenti, si trovano elementi anche in legno e una striscia a fumetti, disegnata dalla mano esperta di Frédéric Genêt, che hanno il non secondario merito di ridurre il senso di astrattezza del gioco. Il prodotto, già in vendita in oltre 10 Paesi, ha ora in cantiere anche una espansione dal titolo “Samurai Ninja”.

Come ogni editore che si rispetti, anche Morning può contare su un titolo di agile presa su svariate tipologie di pubblico, che infatti rappresenta il top delle vendite fino qui, per la loro giovane storia. Stiamo parlando di “Gobbit”, party game per tutta la famiglia (distribuito in Italia da Ghenos), da 2 a 8 giocatori, dove l’obiettivo è evitare di farsi mangiare le proprie carte raffiguranti animali, in base alla catena alimentare: camaleonte mangia zanzara, serpente mangia camaleonte …ma se arriva il gorilla sono guai per tutti. L’ultimo ad avere almeno una carta davanti a sé è il vincitore: oltre alla versione originale, è in commercio anche quella con licenza ufficiale Angry Birds.

Come dicevamo, però, Morning è un editore giovane che basa il successo dei propri progetti più ambiziosi in larga parte sul sostegno degli appassionati. Ecco perché alla parola “Kickstarter” Lila, la nostra preparatissima interlocutrice, racconta con dovizia di particolari il rapporto molto stretto con la piattaforma più nota per il crowdfunding. “Per noi è importantissimo ricorrere a Kickstarter – spiega – e questo per due ragioni. Da una parte, ovviamente, possiamo aiutare alla realizzazione dei progetti tramite il sostegno economico di tutti gli appassionati. Dall’altra, però, riuscire ad attirare la loro attenzione sui nostri prodotti futuri, ci consente di tastare il polso al mercato. E, se vediamo che un’idea non riscuote il successo sperato, siamo ancora in tempo a rivederla daccapo, senza aver raccolto un centesimo”.

Non è stato questo il caso di “HOPE”, gioco semi cooperativo ad ambientazione fantascientifica, che ha largamente superato il minimo indispensabile per avviare la produzione e, se tutto sarà confermato, lo troveremo disponibile alla vendita generale a Essen 2017. In questo titolo, un cooperativo con traditore, i giocatori appartengono all’organizzazione che cerca di salvare l’universo dalla regressione: le tessere esagonali, in tre colori diversi, ambiscono a creare l’effetto ottico dello spazio tridimensionale in cui i personaggi dovranno muoversi. Tra di loro, però, potrebbe nascondersi un nemico, affiliato alla nemica NOPE, sigla che intende distruggere tutte le cose esistenti. Come si evince, siamo di fronte a un titolo meno adatto ai principianti, anche se regole e tipologia non sembrano adatti all’etichetta di “hard”.

E veniamo alla vera sorpresa della compagnia francese, un titolo che acchiappa fin dalle primissime occhiate per i componenti colorati e definiti, ma che, una volta spiegato, risulta ancor più intrigante. Questo, ancora in fase prototipale seppure avanzata, reca il nome di “Kill the unicorns” e andrà su Kickstarter nei prossimi mesi, per una raccolta che si preannuncia come uno dei possibili crack dell’anno in corso. In un regno incantato, la principessa Mischina non sopporta più gli unicorni e vuole vederli tutti quanti…stecchiti. I giocatori hanno sette turni a disposizione – uno per ogni giorno della settimana – per soddisfare i suoi propositi. Lo scopo sarà quello di spingere in trappola le malcapitate creature, che occuperanno le maxi caselle esagonali da affiancare sempre in modalità differente, anche se non poche saranno le interferenze possibili da maghi, sciamani e maiali convinti di essere unicorni. E non è tutto: allo studio anche la possibilità di giocare in modalità double-face, mostrando ciò che avviene nel sottosuolo in cui gli organi degli animali estinti verranno rivenduti, per preparare pozioni magiche di dubbio successo. Anche questo titolo, ideato dal designer francese Arthur Vo-Ha, sarà accompagnato da una striscia ad hoc in stile comic, firmata dall’illustratore Jordi Villaverde.

A chiudere l’elenco di titoli originali firmati Morning, il più immediato – ma sempre di ottimo impatto – “Ikan”, in cui i giocatori impersonano dei ragazzi che si risvegliano in un mondo dominato da creature malvagie assetate di sangue. Lo scopo del gioco sarà quello di uscire illesi dal labirinto e, insieme, aver ucciso il serpente, avendo seguito le istruzioni di movimenti impartite dagli altri giocatori. Si tratta, dunque, di un gioco cooperativo, il cui livello di difficoltà può esser stabilito in partenza, a seconda della presenza al tavolo di bambini o meno. Da 2 a 4 giocatori, parte dagli 8 anni in su.

Come avrete avuto modo di leggere, insomma, quella di Morning non è solo apparenza: si tratta senza dubbio di una delle realtà emergenti di maggiore interesse dal punto di vista editoriale a livello europeo. Se alcuni successi sono già alle spalle – Kumo e HOPE – mentre altri sembrano avvicinarsi – Kill the unicorns – la curiosità più forte dopo aver visitato le loro meraviglie, è stata quella di scoprire cosa si inventeranno, d’ora in avanti, questi giovani pionieri del gioco da tavolo.

Potete dare un'occhiata ravvicinata ai componenti dei giochi Morning in questa nostra galleria fotografica dedicata.