Recensioni: Civý: La Terra delle Grandi OpportunitÓ

Si sa che il mondo del lavoro può essere crudele, in particolar modo in Italia, dove spesso laurearsi non basta, dove non sempre il merito viene riconosciuto e dove, diciamolo chiaramente, senza una “spintarella” difficilmente si riescono a ottenere traguardi professionali. Da questa situazione è nato lo spunto per CiVì, titolo nel quale vestiamo (di nuovo?) i panni di disoccupati in cerca di lavoro che, attraverso varie vicissitudini, dovranno barcamenarsi fino a trovare il favoleggiato posto fisso o riuscire a imbroccare l’occasione della vita.




  • Titolo: Civì: La Terra delle Grandi Opportunità
  • Autore: Edoardo Capaldo, Andrea-Massimo Valcher
  • Editore: Apokalypseinc Games
  • Genere: Gestione Carte, Gestione Risorse
  • Numero Giocatori: 2-6
  • Durata: 45-60 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: elevata (gioco in italiano)
  • Illustratori: Edoardo Capaldo, Luca DeSimone

L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro (Materiali e confezione)
Aperta la robusta scatola di CiVì troviamo le plance di gioco, due bei mazzi di carte, uno degli Eventi e uno delle Opportunità, alcuni segnalini in cartoncino e una grossa mazzetta di banconote.  La plance, in cartoncino rigido, contengono alcune ma non tutte le informazioni utili al giocatore, quindi abbiamo la spiegazione di alcune delle icone presenti (ma non tutte), un riepilogo delle fasi di gioco e lo spazio per posizionare i segnalini e le carte che useremo durante la partita.
Queste ultime sono piuttosto particolari: belle spesse, resistenti e laminate, obiettivamente fatte per durare. Peccato che, paradossalmente, con queste caratteristiche risulti piuttosto difficoltoso mescolarle, tanto che, nonostante la robustezza, conviene comunque metterle dentro le bustine. In compenso la parte grafica è fatta molto bene, gli Eventi riportano semplicemente il loro effetto, in maniera chiara e semplice, mentre le Opportunità presentano un’illustrazione, spesso ironica, del lavoro che offrono, assieme alle qualifiche richieste e agli effetti di gioco. I segnalini di cartoncino, invece, sono dei tondini, anche piuttosto piccoli, con un paio di tipi di immagini stilizzate impresse al di sopra. Chiudendo con le banconote, devo dire che dopo tanti anni passati a giocare con tondini di cartone “simil-monete” con scritto sopra il valore, vedere dei soldi dall’aspetto più “classico”  è stata una piacevole sorpresa. Di nuovo troviamo un prodotto fatto per durare, stampate su carta spessa nei tagli da 500, 200, 100 e 50 “euro”, hanno una grafica che ricorda gli Euro veri pur essendone, per ovvie ragioni, molto diverse. Completano il quadro della componentistica alcune carte di riepilogo con la spiegazione di alcune icone presenti in gioco.

  

Il lavoro nobilita l’uomo (Descrizione del gioco)
La partita inizia con una semplice fase di setup, in cui vengono  sistemati sul tavolo il mazzo di Eventi e quello delle Opportunità. Negli eventi troviamo le azioni che i giocatori intraprenderanno durante il gioco, degli accadimenti che colpiranno tutti i giocatori e i candidati che i partecipanti guideranno alla ricerca del lavoro. Ogni giocatore riceve quindi una mano di cinque carte evento in cui, si spera, ci sia almeno un candidato, che sarà quindi piazzato dal giocatore sulla sua plancia e che non potrà essere cambiato per tutta la partita. Nel caso che non ci fosse un candidato, si gireranno carte dal mazzo finché non se ne pescherà uno da mettere sulla propria plancia.
A questo punto si preparano le opportunità, scoprendo otto carte che saranno messe al centro del tavolo. Queste si dividono in due grandi gruppi, quelle a Scadenza Breve, e quelle a Scadenza Lunga e vanno sistemate formando due righe, a seconda della scadenza. Ogni opportunità presenta una serie di requisiti professionali che il candidato deve possedere, dei descrittori che servono per interagire con altre carte e di sfruttare abilità, un tipo di contratto (full time, part time, in nero) e le competenze professionali che rimangono al candidato se decide di cambiare lavoro. Ad esempio l’Insegnante Precario è un’opportunità a scadenza breve, che richiede competenze educative, scientifiche e culturali, una laurea e che, qualora si abbandoni, permette di accrescere le proprie competenze educative e gestionali. Tutte queste informazioni, e altre come lo stipendio mensile ed eventuali abilità speciali, sono descritte in maniera molto chiara sulla carta, tramite l’uso di icone. Una volta che tutti i giocatori hanno un candidato e cinque carte in mano e che sono state scoperte le otto carte opportunità iniziali, la partita può cominciare. Ogni giocatore svolge tutto il suo turno prima di passare al successivo e si inizia con il più giovane!
La prima cosa da fare è pagare il proprio mantenimento, che sia affitto, viveri o altro, si comincia versando la propria quota. Nel caso non fosse possibile, si deve tornare a “casa dai genitori”, uno stato non tanto desiderabile visto che, pur non richiedendo spese di mantenimento, non consente di  vincere la partita!
Fatto questo si devono giocare tutte le carte “Istantanee” che si sono pescate, dopodiché si reintegra la propria mano, continuando a giocare e reintegrare eventuali nuove carte “istantanee” fino a che non se ne sarà rimasti sprovvisti, potendo così passare alla fase successiva, ovvero l’archiviazione delle opportunità. Questo è il momento in cui il candidato può licenziarsi, ovvero appunto archiviare eventuali opportunità già presenti sulla sua plancia e ottenere così le qualifiche del caso. Le opportunità archiviate vengono poste a lato della plancia del giocatore, in modo che le icone delle nuove qualifiche apprese siano visibili.
A questo punto, forte dell’esperienza fatta, può candidarsi per un’altra opportunità, a patto ovviamente che abbia i requisiti richiesti e che nessuno giochi sul momento carte per impedirglielo, magari cancellando l’offerta di lavoro, ad esempio come nel caso di inserzione scaduta.

  

Arriviamo quindi alla fase introiti, dove si incassano i proventi dei propri lavori, per poi  passare velocemente alla fase Stress, in cui si verifica se, a causa dei vari lavori tra cui ci si deve barcamenare e delle azioni degli altri giocatori, si supera la propria soglia di stress. Più nel dettaglio, le opportunità e molte altre carte, giocate da sé stessi o dagli avversari, hanno una componente di Stress, inoltre  ogni candidato ha una sua soglia di Stress e, se questa viene superata dalla combinazione di carte, bisognerà scartare l’opportunità di lavoro che genera più stress e saltare un turno. Se però si riesce a mantenere la calma, questo non avviene e si salta completamente questa fase arrivando direttamente alla fine del turno, in cui si possono scartare un numero qualsiasi di carte dalla propria mano, oltre che scartare obbligatoriamente l’opportunità a scadenza breve più vecchia, (pescando una nuova carta per sostituire quest’ultima) e passando il turno al giocatore successivo. Si noti bene che quando un giocatore salta un turno perché la sua soglia di Stress è stata superata, il valore dello stress accumulato viene ridotto sino alla metà della sua soglia.

La partita procede dunque nello stesso modo, fino al verificarsi non di una, non di due, ma di ben quattro condizioni alternative di vittoria, ovvero:
Assunto a tempo indeterminato, che si verifica qualora un giocatore mantenga per sei turni  consecutivi una opportunità a tempo indeterminato.
Ora sono pronto per la mia impresa, nel caso in cui si accumulino 5.000 Euro.
Curriculum, cioè se si riesce ad archiviare sei opportunità in settori diversi, o sei opportunità nello stesso settore.
L’occasione della Vita, ovvero il possesso di: una carta evento speciale, che se si riesce a giocare e mantenere per sei turni consecutivi garantisce la vittoria.

Appena un giocatore raggiunge una di queste condizioni la partita finisce e questi, ovviamente, è considerato il vincitore.

  

Il lavoro mi perseguita, ma io sono più veloce. (Lupo Alberto) (Esperienza di gioco)
Il primo approccio  a CiVì porta uno strano miscuglio di sensazioni. Il gioco ha una componentistica molto ben fatta , ma con alcuni difetti di ergonomia, ad esempio lo spessore eccessivo delle carte che non permette di mescolarle bene. Si nota il bel lavoro che c’è stato per indicare sulla plancia le informazioni utili, ma purtroppo mancano alcune cose importanti per il gioco, come l’indicazione di quanti lavori part time o full time si possono avere. Allo stesso modo, l’attenzione mostrata nel dare al prodotto un tono vicino agli ambiti “professionali”, non si sposa perfettamente con alcuni  termini gergali come “culo” per indicare le carte fortuna. Inoltre il manuale è chiaro (d’altronde il gioco è semplice), eppure alcune piccole cose non sono spiegate per niente e, purtroppo, non mancano nemmeno alcuni errori di stampa, per fortuna sistemati dalle errata corrige disponibili sul sito del produttore.
Superata questa dualità il gioco tutto sommato scorre bene. L’ossatura è semplice: vedi quello che puoi fare e lo fai e, di solito, c’è molto poco da ragionarci sopra o programmare. Tuttavia, questa immediatezza ha il contro di far sentire i giocatori “a corto” di scelte e, di conseguenza, a costringerli ad agire secondo quanto hanno in mano, senza possibilità di pianificare un minimo le proprie mosse.
Nelle partite fatte abbiamo notato, inoltre, che spesso il gioco si dilunga per oltre i 45 min riportati sulla scatola, principalmente perché se un giocatore si avvicina alle condizioni di vittoria, gli altri tendono a coalizzarsi e a giocare praticamente soltanto contro di lui. Quando si svolge una partita in sei persone, la situazione che si presenta è che è veramente improbabile fare qualcosa senza che almeno un avversario ti metta i bastoni tra le ruote. Meglio giocare in quattro o cinque giocatori se si è alle prime armi oppure non si è amanti di un’interazione troppo diretta e “spinta”.
Inoltre, non sono mancati alcuni momenti antipatici, come un giocatore che archivia un lavoro per prenderne un altro ma questo viene cancellato da un altro giocatore con una carta speciale e si ritrova senza poter prendere nulla… Oppure il caso in cui le competenze di un giocatore non sono richieste dalle opportunità a tavola, e questi può solo aspettare che esca qualcosa di adatto senza poter fare nulla di utile per vincere la partita. Per non parlare del momento in cui si capisce che la propria soglia di Stress sarà superata, e allora si da “fuoco alle polveri” spendendo tutte le risorse e accumulando stress senza pensare alle conseguenze, ben sapendo che a prescindere da quanto stress si accumula alla fine tornerà comunque allo stesso valore, ovvero alla metà della propria Soglia. Infine, quando si vede che un avversario si avvicina alla vittoria, diventa molto più efficace giocare per fermare l’altro, piuttosto che  pianificare le mosse per il proprio tornaconto. Insomma, tutti aspetti che obbligano ad agire quando si può e, sostanzialmente a fare poco altro che gli spettatori (oppure i guastafeste), quando le carte non permettono di costruirsi una propria strada verso la vittoria.
In definitiva, quindi, questa eccessiva semplicità di CiVì, mista a poche possibilità di agire secondo le proprie scelte, consente di divertirsi all’inizio, ma fa passare molto velocemente la voglia di riprovarlo.

  

Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità. (Thomas Carlyle) (Considerazioni finali)
Perché, diciamolo, qui non ne troverà. CiVì è così semplice che a volte diventa addirittura semplicistico. Le scelte a disposizione del giocatore sono poche e non è realmente possibile mettere in atto una strategia (a meno che non si consideri “pesca le carte, gioca quello che puoi e scarta le altre” una strategia). Va detto che se lo scopo era quello di una simulazione della frustrazione che, purtroppo, colpisce quanti sono alla ricerca di un lavoro, allora l’obiettivo è stato centrato in pieno. La scelta di includere le quattro condizioni di vittoria, invece che limitarsi all’ottenimento del posto fisso, è sicuramente apprezzabile e conferma che il gioco non è affatto banale, a fronte della linearità del regolamento. Ma questo non è sicuramente sufficiente migliorare un’esperienza di gioco decisamente limitata e poco appagante.
In definitiva, CiVì è  un gioco che ha dei materiali solidi ma non sempre funzionali, con un regolamento che “gira” ma offre poco dal punto di vista dell’esperienza, che da vita a delle dinamiche di gioco che ricreano bene il tema, ma che non sono divertenti.
Grazie e, come si dice… “Le faremo sapere…”.

Pro:
- L'istantanea immedesimazione per la tragedia lavorativa diverte (anche se solo per poche partite)
- I materiali sono molto robusti
- Il tema è reso discretamente

Contro:
- Qualche pecca grafica e di ergonomia nei materiali
- Regolamento a tratti lacunoso
- Longevità bassissima
- Spesso manchevole di scelte per il giocatore.