Recensioni: Pandemia - Sull'orlo dell'abisso

Se “Pandemic” sin dalle primissime apparizioni sugli scaffali aveva tutta l'aria di diventare un successo nell'ambito dei boardgame, altrettanto evidenti erano alcune caratteristiche, positive e non, della versione base di questo storico titolo. Circoscrivere l'esperienza ludica a un massimo di quattro giocatori, per esempio, è sempre avvertito come fortemente limitativo, anche da chi si accosta per la prima volta al titolo di Matt Leacock. In aggiunta, era apparso chiaro sin da subito che, vuoi per il seguito di appassionati attirati dal gioco, vuoi per il merito di aver reinventato un genere, il collaborativo, che ha sempre diviso l'audience tra fan e detrattori, vuoi, infine, per la duttilità di un sistema di gioco apprezzata anche dai giocatori più esigenti, questo capolavoro potesse prestarsi a una miriade di ritocchi, più o meno profondi, nel gameplay di fondo.  




  • Titolo: Pandemia - Sull'Orlo dell'Abisso
  • Autori: Matt Leacock
  • Editore: Asterion - Asmodee Italia
  • Genere: Espansione - Cooperativo
  • Numero Giocatori: 2-5
  • Durata: 45 minuti
  • Illustratori: Chris Quilliams

È così che a partire dal 2009 quasi a cadenza annuale arrivano sul mercato espansioni o rivisitazioni del tema originale, in quello che è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica e risponde al nome di “Pandemic”. Una popolarità crescente, quella guadagnata dalla saga dei biologi più famosi dell'universo ludico, da non lasciare indenne il nostro Paese, tanto che, quando Asterion, nel 2013 ne ha ripreso in mano l'edizione italiana, si è assicurata anche la localizzazione delle espansioni, che vedono anzitutto l'uscita di “Sull'orlo dell'abisso” - questa la traduzione italiana quasi letterale di “On the brink”, prima espansione della saga. Siamo al cospetto di una scatola di dimensioni identiche alla “madre”, con aggiunte e ampliamenti che aumentano tensione e difficoltà delle partite e, insieme, consentono di ritoccare le meccaniche e di aumentare il numero dei giocatori coinvolti. Come recita la scatola, non si tratta meramente di un'espansione in senso letterale: con il nuovo materiale vengono infatti ad aggiungersi “un quinto giocatore, sei ruoli, otto eventi e tre sfide”. Queste ultime altro non sono che modalità diverse di ridefinire il titolo base, passando da un semplice aumento dei giocatori, alla presenza di nuove malattie e imprevisti, fino alla radicale trasformazione del gioco. Ma andiamo con ordine.

Un'apocalisse variopinta (Materiali e Confezione)
“Sull'orlo dell'abisso” si presenta in una scatola dalle identiche dimensioni rispetto al gioco base, un biglietto da visita che già di per sé anticipa la ricchezza del menu offerto ai giocatori. L'artwork è come al solito avvincente e molto suggestivo, in grado di introdurre al primo sguardo i partecipanti all'angoscia della tematica. Anche i materiali all'interno sono all'altezza del predecessore e, anzi, su certe cose risultano ancora più curati e razionali: troviamo infatti dei contenitori circolari a forma di “provette” di laboratorio per contenere i cubetti dei vari colori, che come tutti i giocatori di Pandemia sanno, rappresentano i vari ceppi che minacciano di estinguere la razza umana. Lo stesso, poi, accade con il nuovo bacillo, che rappresenta “il ceppo virulento”, una delle quattro sfide contenute nell'espansione, che andremo meglio a sviscerare più avanti. Per aggiornare il tabellone alla sfida della “Mutazione”, invece, è stata inserita anche una patch adesiva che andrà posizionata di fianco ai quattro batteri già presenti sulla plancia: se attaccherete con cura la “figurina” sarà quasi impossibile notare la differenza. Le carte, sia dei personaggi che degli eventi, riprendono fedelmente quelle già presenti nella versione base e la tabella in cui il bioterrorista può segretamente segnare le sue mosse è in formato A4, molto chiaro anche per i neofiti. Insomma, se già per “Pandemia” la componentistica era uno dei punti di forza, questo nuovo episodio ludico della saga non fa eccezione e, anzi, aumenta la cura e l'attenzione ai particolari. La qualità dei materiali è stata replicata fedelmente come nella versione in lingua originale targata “Z-man”: possiamo, dunque, ritenerci pienamente soddisfatti del kit in dotazione agli eroi, decisi più che mai a salvare il mondo dal virus maledetto.

  

Tre espansioni in una (Descrizione del gioco)
Naturalmente, i principali destinatari sono quanti abbiano già un'ampia confidenza con il gioco base e tutti i suoi segreti. Sono tre, dicevamo, le nuove sfide che “Pandemia: sull'orlo dell'abisso” propone a quanti ormai siano talmente avvezzi con il gioco base da riuscire agevolmente a imporsi sui virus anche con il maggior numero di carte Epidemia nel mazzo generale.

La prima rivisitazione del regolamento prevede un aumento di difficoltà del normale svolgimento di un match tipico. Questo inasprimento viene anche racchiuso nella stessa denominazione della variante, che infatti viene ribattezzata, come dicevamo, “Ceppo virulento”. In questo scenario, vengono messe da parte le canoniche epidemie, che saranno rimpiazzate dalle nuove a sfondo “rosso sangue infetto” contenute nell'espanzione. Come al solito, il numero delle carte negative presenti – che potrà variare da 4 a 7 – determinetà il livello i difficoltà della missione di salvataggio intrapresa dai giocatori. Come suggerisce il nome di questa nuova sfida, ogni volta che verrà rivelata una carta negativa, gli effetti saranno molto più preoccupanti rispetto al solito e in particolare per uno dei quattro batteri killer presenti sul tabellone, che appunto prenderà il nome di “Ceppo virulento”. Una volta girata la prima carta Epidemia, la si risolve abitualmente innestando le contaminazioni ed eventuali focolai pronti a esplodere. In seguito, va svolto un rapido conteggio dei cubetti presenti sulla mappa: il colore più presente sarà ufficialmente trasformato nel Ceppo più violento e dannoso. Gli effetti collaterali di questa malattia assai aggressiva saranno via via esposti nelle prossime carte Pandemia che saranno mostrate ai giocatori, con influenza sui turni di gioco anche prolungata per tutto il resto della partita. Le ulteriori difficoltà saranno infatti presentate sulle singole carte e avranno i nomi, ad esempio, di “Struttura molecolare complessa” per stabilire un aumento da 5 a 6 carte necessarie per la cura, oppure “Interferenza governativa” al fine di limitare gli spostamenti bonus tra i personaggi: e chiunque abbia svolto almeno tre partite a “Pandemia” conosce l'importanza di questo aspetto. Insomma, il livello di difficoltà quando viene messo in gioco questo Ceppo Virulento pare alzarsi e non poco, mentre le condizioni di vittoria rimangono le solite, ossia con la scoperta della cura di tutti i virus presenti nel globo.

Il secondo guanto lanciato verso i maniaci di “Pandemia” da questa espansione assai variegata, è la sfida nominata della Mutazione. Come si può intuire, anche qui siamo in presenza di un'ulteriore complicazione per il team di scienziati in lotta con i bacilli assassini, che nel caso in questione diventeranno ben 5, a seguito dell'evoluzione biologica di uno di essi in una specie nuova e non meno letale. A raffigurare il nuovo contagio, saranno stavolta i cubetti di colore viola, che potranno entrare in gioco in tre modalità differenti. Questa opzione di gioco richiede di “aggiornare” il tabellone, inserendo l'indicatore del quinto batterio e della relativa cura, più le carte apposite da inserire nel mazzo eventi e in quello delle contaminazioni. Il primo caso di comparsa di cubetti del nuovo colore sulle città indicate  avviene quando viene rivelata una carta mutazione in luogo delle normali contaminazioni epidemiche: in tal caso, viene pescata una carta dal fondo del mazzo e nella metropoli selezionata si pone un singolo cubetto del nuovo ceppo. Diversamente, se al posto di un evento normale viene pescato un “evento mutazione”, andrà seguito il testo per poi eliminare dal gioco la carta. Ultimo caso, quando un canonico processo di contaminazione coinvolge un o più città in cui si trovino i cubetti del gene mutato, allora andrà collocato un nuovo cubetto di colore viola, sempre che - ovviamente – non si sia trovata la cura, cioè scartando cinque città di colori vari, con almeno una di esse infettata dal morbo di ultima evoluzione. Ovviamente, per i ruoli che richiedono numeri di carte inferiori al fine di risoluzione delle malattie, si manterranno i medesimi bonus (altro aspetto che può risultare assai utile in questa sfida). I turni si svolgono normalmente e l'equipe medica dei giocatori sarà vincitrice una volta trovato il rimedio a tutti e cinque i virus esistenti, oppure ai quattro iniziali avendo però, contemporaneamente, rimosso tutti i cubetti viola dal tabellone.

Terzo scenario incluso nell'espansione “Sull'orlo dell'abisso”, è la sfida del bioterrorista. In un clima da “Esercito delle 12 scimmie” - capolavoro di fine anni '90 di Terry Gilliam che in tanti avranno visto e rivisto – qui Pandemia si trasforma in un inseguimento al buio stile “Scotland Yard” o “Lettere da Whitechapel”, in cui uno dei giocatori che impersonerà l'agente del male, intento a spargere il quinto batterio assassino da una parte all'altra del globo. Per il team cooperante, non cambierà molto nella gestione della partita: obiettivo sarà sempre quello di sconfiggere i maledetti cubetti portatori di infezioni letali. Questa volta, però, c'è una variabile difficilmente controllabile, ossia quella del bioterrorista che si sposterà in segreto annotando tutte le proprie tappe sull'apposita scheda fornita in dotazione. Siamo, dunque, in presenza della variante più profonda tra quelle proposte: mentre con le precedenti venivano modificate alcune regole per aumentare la difficoltà o modificare aspetti specifici del regolamento, con l'agente del male in incognito ovviamente i fronti da controllare saranno due per il team di specialisti dei vaccini: impedire i focolai e rendere difficile la vita al bioterrorista. Come detto, infatti, questi non utilizzerà i quattro virus “primordiali” dell'epidemia, ma si concentrerà a spargere tra i continenti un quinto ceppo. Dunque, il tabellone andrà aggiornato proprio come illustrato nella sfida della mutazione, con la differenza che a guidare le danze dei cubetti viola, questa volta, sarà un giocatore in carne e ossa. La predisposizione di una sfida al bioterrorista avviene come di consueto, affidando al personaggio pedina nera, scheda e carta del proprio ruolo di “untore”. Una volta che le prime città saranno state colpite dai virus, al “cattivo” di turno verranno consegnate due carte contaminazione e anche due carte Evento, proprio come ai suoi avversari. Il giocatore che impersona il bioterrorista dovrà decidere la propria base di partenza e, a differenza degli altri giocatori, si troverà molto più attivo dal momento che potrà eseguire tre azioni massimo – ossia due classiche più una Guidare/Navigare – dopo il singolo turno di ogni giocatore appartenente alla fazione del “bene”. A discapito del propagatore di malattie, però, c'è l'impossibilità di contaminare direttamente le città sul tabellone, poichè dovrà invece ricorrere a specifiche azioni. Nel suo turno, il bioterrorista potrà scegliere tra varie opzioni, alcune svolte in modo palese e altre invece all'insaputa degli avversari. Alcune azioni possono essere scelte anche due volte e consistono in: pescare una carta dal mazzo contaminazione, usare un volo diretto (utilizzando la carta della destinazione) o charter (con la carta di partenza) o Guidare/Navigare attraverso città collegate (questa può essere scelta tre volte, essendo bonus a ogni turno). Qualora abbia utilizzato una delle tipologie di spostamento aereo, dovrà annunciare di essere stato avvistato nell'aeroporto corrispondente senza specificare se si tratti di quello di decollo o atterraggio. E non è tutto: le opzioni segrete a disposizione dell'agente del male, sono molto pericolose e consistono nella contaminazione locale, ossia il posizionamento di un cubo viola nella città in cui si trova attualmente, o in quella contaminazione remota, ottenuta tramite lo scarto della carta contaminazione corrispondente. Da ultimo, al bioterrorista è consentito svolgere anche il sabotaggio dei sistemi di comunicazione delle forze del bene, eliminando una stazione di ricerca semplicemente scartando la carta di colore corrispondente alla sede del centro medico. Ogni volta, però, che rivelerà la sua posizione, agli avversari sarà consentito tentare la cattura, che implicherà la perdita di tutte le carte contaminazione in mano del bioterrorista. La sua partita, però, non è ancora finita: d'ora in avanti potrà svolgere solo le azioni di pesca o di fuga, ossia scartando una carta contaminazione per raggiungere la relativa città. I batteri sparsi dallo spargitore di malattie, nel frattempo, potranno continuare a proliferare: ogniqualvolta verrà rivelata una carta contaminazione relativa a una città con almeno un cubo viola, verranno posizionati due nuovi cubi su di essa: quello del ceppo infestato dal bioterrorista e il colore corrispondente a quella città. Ultima differenza, i focolai: quando le condizioni saranno sufficienti per la diffusione della malattia per i luoghi limitrofi, nel caso del virus portato dal bioterrorista due cubetti già presenti verranno eliminati, mentre le città confinanti otterranno un marker del nuovo batterio. Scopo finale del bioterrorista, ovviamente, sarà quello di proteggere il bacillo di cui è infestatore: i giocatori del bene, infatti, prevarranno qualora sul tabellone siano state curate tutte e cinque le malattie, con la  totale assenza di cubetti viola. Al contrario, l'umanità sarà spacciata qualora i giocatori non siano riusciti a sopraffare le malattie in gioco e almeno un cubetto viola sia rimasto sulla mappa. Infine, nel caso in cui non vi siano cubi viola presenti ma i giocatori sono stati comunque sopraffatti dalle malattie, nessuno risulterà vincitore. 

  

Una formula vincente (Esperienza di gioco)
Indubbiamente, l'espansione “Sull'orlo dell'abisso” aggiunge notevoli spunti di interesse a un titolo già comunque assai rigiocabile. All'interno della scatola sono presenti materiali per rendere più coinvolgente il gioco base – partendo dall'aggiunta del quinto giocatore – oppure modificare in maniera più o meno profonda le regole. La sfida del bioterrorista è sicuramente quella che modifica lo sfondo del gioco, perché il nemico ha finalmente un volto. Indubbiamente, il filo rosso che unisce le tre sfide comprese in questa espansione è l'aumento dell'imprevedibilità, nel gioco base lasciato al posizionamento casuale delle carte epidemia.  Non si tratta di una vero “cooperativo con traditore” perché l'identità del bioterrorista è nota, ed entrambe le fazioni potrebbero risultare sconfitte alla fine del gioco. Resta, comunque, valido l'impianto generale di “Pandemia”, vera forza e motore del gioco, talmente funzionale da essere adattabile a molteplici modifiche e rivisitazioni senza perdere smalto e mantenendo altissimo il coinvolgimento dei giocatori.

  

Per i veri cacciatori di bacilli (Considerazioni finali)
In sintesi, con un solo prodotto viene concesso un ventaglio di quattro opzioni di gioco differenti, più i vari upgrade attraverso cui aggiungere un po' di pepe allo schema classico di “Pandemia”. In un colpo solo, si aumenta la scalabilità, la longevità del gioco, la possibilità di adottare strategie diverse e ovviamente interpretare nuovi ruoli, che al solito aumentano considerevolmente l'immersione nell'ambientazione di fondo,  ben riprodotta , come sempre, nel gioco di Matt Leacock. Di contro, spunti particolarmente innovativi non ne emergono, ma le variazioni sul tema presenti in numero così sostanzioso in una singola scatola, sono già di per sé un elemento di cui tenere conto per non stancarsi mai dell'ultimo, grande classico nel mondo dei giochi da tavolo. Dunque, se siete in cerca di una maggiore controllo sulle dinamiche di “Pandemia”, non è questa l'espansione che fa al caso vostro. Diversamente, se il vostro obiettivo è quello di rispolverare un titolo di sicura presa, ma ormai conosciuto a memoria, allora “Sull'orlo dell'abisso” può essere la scelta giusta.

Pro:

-        Migliora la scalabilità rispetto al gioco base
-        Aumenta il bilanciamento per i giocatori esperti
-        Tante opzioni in una sola scatola
-        Materiali ottimi

Contro:

-        Il bioterrorista può trarre un vantaggio eccessivo dalle discussioni dei giocatori
-        Setup più complicato
-        Alcune differenze con il gioco base sono minime ed è facile, specie nelle prime partite, confondere regole importanti