Primo piano: Dungeon Master Guild – la nuova rivoluzione della Wizards of the Coast

Non è forse un’esagerazione dire che la rinascita di Dungeons & Dragons (D&D) sia iniziata quando la Wizards of the Coast (WotC) lanciò l’Open Game License (OGL), cioè la possibilità di usare il sistema di gioco ed i manuali base di D&D come regolamento per chiunque volesse creare ambientazioni ed avventure – che non sarebbero state “canone”, ma avrebbero potuto godere della “semi-ufficialità”. Per questo migliaia di giocatori in tutto il mondo hanno gioito nell’apprendere la notizia di pochi giorni fa della decisione di WotC di tornare a percorrere una strada simile anche per la recente quinta edizione




L’OGL ha favorito la proliferazione – a tratti davvero esagerata – di manuali, supplementi, avventure e quant’altro per D&D 3.5, contribuendo così in maniera davvero notevole al grandissimo successo di cui ha goduto quell’edizione del gioco di ruolo fantasy più giocato (e più venerabile) del mondo. Non solo, ma grazie all’OGL sono nati (o stati rispolverati) moltissimi altri sistemi di gioco, uno dei quali in particolare ha insidiato la preminenza di D&D stesso (Pathfinder). Indipendentemente dalle interminabili e davvero opinabili discussioni su quale delle edizioni di D&D sia la migliore o quale la peggiore, certamente la comparsa dell’OGL ha reso la 3.5 la più famosa di esse.

Ora, dopo un inizio davvero esaltante, la quinta edizione di D&D si trova davanti ad una simile possibilità: la WotC ha infatti deciso di aprire la Dungeon Master Guild , un sito internet ufficiale in cui sarà possibile per tutti gli utenti di D&D pubblicare le proprie creazioni ambientate nel mondo di Forgotten Realms (per ora unica ambientazione ufficiale di D&D5), ed addirittura venderle, quindi guadagnare “inventando” per la WotC. In pratica, è possibile inviare a questo nuovo sito (che è attivo in collaborazione con One Bookshelf) le proprie creazioni – siano esse ambientazioni, classi, oggetti, mostri, avventure – decidendone il prezzo (anche gratis) e vedendo quindi riconosciuto il proprio lavoro in maniera quasi ufficiale dalla stessa WotC. In caso di vendita, quindi con un prezzo superiore a zero, l’autore si vede corrisposto il 50% degli incassi, mentre l’altra metà va alla WotC ed a One Bookshelf.

Nel caso, tuttavia, il vostro mondo di gioco non sia Faerun, è comunque possibile pubblicare materiale per D&D5 o che ne utilizzi le meccaniche ed i manuali base, perché la WotC ha anche implementato una nuova versione dell’OGL. Al momento, qualsiasi pubblicazione che non sia ambientata nei Reami Dimenticati ricade in questa nuova versione dell’OGL. Nella pagina ufficiale del sito di D&D dedicata all’OGL (dove è anche possibile scaricare il System Reference Document della Licenza) c’è una pratica tabella che permette a prima vista di capire a quale dei due sistemi fare riferimento in base a cosa vogliamo pubblicare.

Peraltro, un paio di giorni dopo questo annuncio, la WotC ha reso disponibile al pubblico tutto il materiale delle Adventurers Leagues, avventure ed altre pubblicazioni che prima erano reperibili solo partecipando alle sessioni della Lega – quindi un tantino distante dalla stragrande maggioranza dei giocatori italiani. È anche vero che da poco la Adventurers League è stata “sdoganata” anche in Italia (ne parliamo qui), ma la possibilità di acquisire nuove campagne e nuovo materiale, tutto ufficiale, è davvero un’ulteriore spinta alla nuova edizione di D&D.

Le implicazioni di questa politica che, a dire il vero, era nell’aria da un po’sono notevoli. Per quanto le case editrici indipendenti abbiano probabilmente imparato dalla lezione di D&D 3.5, non ci vorrà molto prima che il mercato sia invaso da avventure, supplementi, e nuove ambientazioni per la quinta edizione. Per qualsiasi giocatore che preferisca avere ampie scelte riguardo le proprie sessioni di D&D, questa notizia è quindi una manna dal cielo. Non solo, ma la possibilità di avere i propri “ 5 minuti di gloria geek” vedendo pubblicate le proprie creazioni su un sito ufficiale contribuirà certamente ad un’ulteriore aumento di interesse nei confronti della nuova edizione di D&D. Non che sia possibile pubblicare davvero qualsiasi cosa: esiste infatti una sorta di editorial board per la Dungeon Masters Guild. Non solo, ma sulla pagina ufficiale è specificato che la WotC darà visibilità prevalentemente a mini-avventure (le side trek), mostri e materiale di background.

È anche vero che le collaborazioni con editori esterni erano già iniziate in casa WotC: il nuovo manuale sulla Sword Coast, uscito a novembre 2015, è infatti pubblicato in collaborazione con la Green Ronin, casa editrice che ebbe la sua esplosione proprio grazie all’OGL della 3.5; tuttavia queste aperture a contributi esterni permetteranno alla WotC di dedicarsi con calma a prodotti di qualità le cui uscite saranno diluite nel tempo, per evitare gli errori clamorosi compiuti con AD&D 2nd edition, ed anche per evitare l’eccesso di materiale “ufficiale” comparso con la 3.5, che ha portato il numero di “core book” a valori un tantino elevati.

Cosa possiamo aspettarci quindi? Dato che queste notizie sono fresche di ore (eppure il negozio della Dungeon Masters Guild è già bello pieno di contributi) possiamo solo speculare sul futuro prossimo di D&D5. Possiamo immaginare, comunque, i benefici che una ventata di creatività può portare ad un sistema di gioco come D&D, per quanto ribadiamo l’eccezionale rifinitura dei manuali base. Avremo problemi di equilibrio con nuove classi e nuovi incantesimi? Probabile. Ci saranno nuovi mostri che devieranno “troppo” dallo standard “high fantasy” del setting base? Forse. Quello che sappiamo è che ci saranno novità, e le novità contribuiscono all’evoluzione di un sistema. Certo, l’evoluzione in Natura comporta in qualche momento quella che viene definita terminazione filetica, cioè l’estinzione delle forme precedenti, obsolete. Le nuove forme, tuttavia, sono molto meglio adattate all’ambiente e possono restare in auge per milioni di anni. Il mercato ed il parco utenti dei giochi di ruolo, è ovvio, non si misurano in milioni di anni, ma l’evoluzione è decisamente più rapida di quella che si vede in natura, e quindi i cambiamenti a venire porteranno nuova linfa ad un sistema che è già nato “robusto”, e che quasi sicuramente mostrerà tutta la sua flessibilità nei mesi (e negli anni) a venire.

Lunga vita a D&D, quindi, e preparate le vostre creazioni per entrare nei cieli dei semidei dell’rpg, come novelli Prometeo del gioco di ruolo fantasy classico!