Primo piano: Asmodee cambia le politiche distributive USA e limita le vendite online

In un comunicato diffuso nelle ultime ore, la Asmodee informa gli operatori del settore statunitense di alcuni importanti cambiamenti che avverranno sul mercato americano e che impatteranno principalmente sulle politiche di distribuzione e la vendita online.
La prima importante notizia è la nascita della nuova realtà “Asmodee North America”, che a partire dal primo gennaio si occuperà di tutte le operazione commerciali, di marketing e di vendita dei giochi Asmodee Publishing, Days of Wonder e Fantasy Flight.




Il “nuovo” gruppo avrà sede in Minnesota, a Roseville, presso quello che oggi è la sede della Fantasy Flight, e non stupisce quindi sapere che il CEO sarà proprio Christian T. Petersen.
Con la nascita del nuovo gruppo, vengono riviste anche le condizioni di vendita e ridefiniti i distributori autorizzati a portare i giochi nei negozi americani, che per inciso saranno ACD Distribution, Alliance Game Distributors, GTS Distribution, Southern Hobby Distribution, e PHD Distribution. Come ha già fatto notare Icv2.Com, in questo modo alcuni accordi esclusivisti che erano in piedi per i giochi FFG o DoW vengono automaticamente a decadere.

Ma la notizia forse più interessante che emerge da questa comunicazione, riguarda il fatto che, a partire dal primo aprile, i giochi distribuiti da Asmodee North America potranno essere venduti solo dai negozianti che aderiranno alle nuove “Specialty Retailer Policy”. Un altro documento di sei pagine descrive appunto quali siano queste nuove condizioni da rispettare, leggendole emerge chiaramente la volontà di premiare i negozianti che realizzano esclusivamente la vendita “faccia-a-faccia”, niente sottodistribuzioni e soprattutto niente vendita online!
Il divieto di vendita dei giochi online e tramite mail order è proprio quello che maggiormente sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori, è da notare che negli ultimi  anni ne Asmodee ne gli altri editori del gruppo hanno mai diffuso i dati di vendita differenziati per i canali. In molti comunque sono convinti che grandi shop online come Amazon siano tra i principali venditori di giochi Asmodee nel mondo, a dimostrarlo forse anche una clausola nelle nuove condizioni che dice che questo divieto non varrà per quei venditori online che “…contribuiscono in maniera realmente significativa, con servizi unici o con altre differenziazioni  eccezionali…”. Insomma, questa limitazione sembra più rivolta a quelle realtà online che hanno come caratteristica peculiare la corsa al ribasso dei prezzi, più che i megastore dove difficilmente ci si allontana dai costi di listino.
A spiegare questa scelta ci pensano le dichiarazione di Christian T. Petersen:
“Il mercato è stato a lungo distorto a causa delle condizioni di vendita "one size fits all" per ogni tipologia di venditore, senza differenziazione per canali di vendita. La domanda crescente di giochi dell'ultima decade è, dal nostro punto di vista, il risultato non solo di prodotti di qualità, ma anche del supporto di negozi specializzati. Si tratta di luoghi dove i giocatori possono stringere relazioni personali, partecipare a tornei e competizioni, dove il prodotto è disponibile immediatamente; in sintesi, si tratta di luoghi "terzi" che sono fondamentali per molti giocatori per provare e scoprire i nostri prodotti. Per i negozianti, il costo di fornire questi servizi è significativo; abbiamo quindi deciso di modificare le nostre policy di vendita per assicurare che la quota di vendite dei negozianti, rispetto agli altri canali, rifletta l'importanza che forniscono alla nostra catena distributiva.”
La tutela del negozio fisico è in realtà un obiettivo che Asmodee in Francia ha più volte perseguito con diverse iniziative, che vanno dai prodotti dedicati alle attività promozionali pensate per essere svolte solo negli store. Da notare che però, di solito, questi cambiamenti nei rapporti con i negozi non vengono comunicati in pompa magna anche alla stampa.

Onestamente, noi come molti altri ci chiediamo come sarà possibile arrivare a un tale livello di controllo delle transazioni dei moltissimi negozi online (soprattutto quelli che vendono negli states pur essendo localizzati in altre parti del mondo), ma soprattutto se c’è l’intenzione di applicare queste politiche anche in Europa negli anni a venire. Sarà sicuramente un argomento che approfondiremo ai prossimi appuntamenti internazionali di inizio 2016.