Primo piano: Spiel des Jahres - Cinque anni di Kennerspiel des Jahres

Il Kennerspiel des Jahres è la più recente delle tre categorie dell’importante onorificenza che da anni viene assegnata in Germania, assieme al Kinderspiel des Jahres (miglior gioco dell’anno per bambini) e lo storico Spiel des Jahres (Il gioco dell’anno), il cui eco raggiunge tutti gli angoli del mondo dove si gioca. Introdotta 5 anni fa, ancora oggi non viene del tutto compresa, tanto è vero che più di qualcuno la descrive come la “categoria per gli esperti”, quando invece non è esattamente cosi. Dopo la vittoria di Broom Service di quest’anno, e alla luce dei quattro premiati degli anni passati, il giurato e giornalista Udo Bartsch ha pensato che fosse il caso di chiarire bene il significato di questo premio.




Cinque anni di Kennerspiel des Jahres

Retrospettiva e status quodi Udo Bartsch

“Siiiiii!” - Alexander Pfister alza trionfalmente le braccia al cielo. Il suo BROOM SERVICE è appena diventato “Kennerspiel des Jahres”. Anche il co-autore di Pfister, Andreas Pelikan, è balzato in piedi e applaude. Assieme al product manager di Ravensburger, Thomas Zumbühl, i tre compongono un vero e proprio grappolo di gioiadavanti al palco.

Chi ha potuto assistere allo sfogo di sentimenti dei vincitori del “Kennerspiel des Jahres” alla premiazione a Berlino nel luglio 2015 lo ha capito: l’ancor giovane premio è molto ambito. Per chi la conquista, questa onorificenza è molto simile all’investitura da cavaliere.

BROOM SERVICE di Pfisters und Pelikan è il quinto “Kennerspiel des Jahres”. Il primo vincitore è stato 7 WONDERS nel 2011, seguito da VILLAGE, LE LEGGENDE DI ANDOR e ISTANBUL.
Che cosa ha portato la giuria di critici ad assegnare questo terzo premio accanto allo “Spiel des Jahres“ ed al “Kinderspiel des Jahres”?

Uno sguardo al passato: quando nel 1978 otto critici ludici fondarono l’associazione “Spiel des Jahres per assegnare annualmente l’omonimo riconoscimento, essi volevano mostrare, che c’erano altri giochi oltre a MULINO, DAMA, HALMA (il progenitore della dama cinese, N.d.T.) e SCACCHI. Volevano mostrare che ogni anno arrivano sul mercato nuovi giochi e questi giochi hanno talvolta qualità superiori e per questo meritano un’attenzione il più ampia possibile.
L’onorificenza “Spiel des Jahres” doveva portare a questi particolari giochi proprio questa attenzione. Questo riuscì egregiamente, non ultimo perché il primo vincitore, HASE UND IGEL, si dimostrò essere anche l’ambasciatore perfetto per il nuovo premio.

Oggigiorno la situazione è differente. Negli anni ’80 e ’90 il gioco da tavolo ha conosciuto una crescita enorme e si é stabilito come attività per il tempo libero. Che ogni anno escano nuovi giochi è ormai noto al grande pubblico.
E quanti! Perché ormai ogni anno escono non solo due o trecento nuovi giochi, ne escono diverse centinaia! Nel corso degli anni il mercato si è strutturato sempre di più e oggi offre una soverchiante offerta per ogni categoria di giocatori: dai giochi per bambini piccoli quasi senza regole agli spaccameningi strategici che durano svariate ore.

Con questo sviluppo il premio “Spiel des Jahres” non ha perso d’importanza, tutt’altro: nell’attuale offerta sempre più confusa, il premio offre orientamento e fiducia. Chi acquista uno “Spiel des Jahres” deve potersi fidare di aver per le mani un gioco eccezionalmente valido.

“Eccezionalmente valido” potrebbe significare tanti tipi di gioco: di carte, di dadi, di piazzamento, party game, gioco tattico ecc ecc, Tuttavia una cosa non significherà mai: gioco altamente complesso per una manciata di iniziati. Scopo dello “Spiel des Jahres” è promuovere diffondere il gioco come bene culturale nelle famiglie e nella società e questo si può ottenere al meglio con giochi straordinari per tutti.

L’introduzione nel 2011 accanto allo “Spiel des Jahres” ed al “Kinderspiel des Jahres” della terza categoria “Kennerspiel des Jahres” richiede quindi una spiegazione, perché ora accanto allo “Spiel des Jahres” esiste un premio che non si rivolge a tutti i giocatori, ma solo agli intenditori. A che pro?

Se si guarda alle liste dei nominati degli ultimi anni precedenti all’introduzione del Kennerspiel si nota che lo “Spiel des Jahres” doveva coprire una forchetta molto ampia: nel 2008 da SULEIKA a STONE AGE, nel 2009 da FITS a DOMINION, nel 2010 da DIXIT a FRESKO, ovvero da giochi molto leggeri a giochi veramente impegnativi.

Così come l’offerta di giochi, anche le categorie di giocatori si sono sempre più sviluppate e articolate. Accanto alla clientela dello “Spiel des Jahres” fatta di giocatori con poca esperienza, esiste oggi un gruppo sempre più numeroso di coloro che sono cresciuti con lo “Spiel des Jahres” e grazie a questo si sono addentrati in modo sempre più intensivo nell’hobby, ma desiderano ancora appoggiarsi alla guida ed alla fiducia date dal marchio “Spiel des Jahres”.

Difficilmente può lo “Spiel des Jahres” rendere giustizia ad entrambi i gruppi ed il “Kennerspiel des Jahres” è stato creato proprio per poter continuare ad offrire un orientamento anche a questi giocatori un po’ più esperti. Anche il “Kennerspiel des Jahres” deve promuovere il bene culturale gioco nelle famiglie e nella società e lo fa lasciando che questi vi si immergano più a fondo.
In secondo luogo il premio deve stimolare l’innovazione ed offrire uno stimolo a pubblicare giochi eccellenti in questo segmento di mercato spesso non molto redditizio. Infine, ma non meno importante, il “Kennerspiel des Jahres” deve conservare lo “Spiel des Jahres” per quello che è: un eccellente gioco per tutti.

Partendo da questa idea era chiaro che il “Kennerspiel des Jahres” non avrebbe raggiunto la stessa diffusione dello “Spiel des Jahres”. Nonostante ciò il nuovo premio ha avuto successo sin da subito e si è stabilito sul mercato e nella percezione del pubblico. Noi giurati consideriamo questo grande successo come una conferma, che le nostre assunzioni erano giuste: 1. la categoria di giocatori che ci eravamo immaginati esiste veramente, 2. è numerosa, 3. ha ancora il bisogno di orientarsi grazie ai consigli dello Spiel des Jahres, 4. ha fiducia nel nostro logo.

Ciò che il “Kennerspiel des Jahres” non è non sarà è un premio per esperti. Un riconoscimento, che deve offrire orientamento, è superfluo per tutti coloro che se ne intendono ed hanno già una visione d’insieme del mercato, cioè per quelli che si orientano da soli. Agli esperti non bisogna dare consigli perché sono, per l’appunto, esperti.
Per questo motivo è stato scelto di chiamarlo “Kennerspiel” (“gioco per intenditori”, N.d.T.). Fino a cinque anni fa questo concetto non esisteva. Ora appare com sempre maggior frequenza nel gergo del settore ed identifica giochi che “non sono per principianti”, ma al tempo stesso “nemmeno pretenziosi”, bensì stanno da qualche parte nel mezzo. “Kennerspiele” per l’appunto.

Quello che i vincitori di queste cinque edizioni hanno mostrato è che “Kennerspiel” non è la stessa cosa di “gioco complesso” o “gioco di calcolo” o “gioco di pensiero”. Il vincitore del 2013 LE LEGGENDE DI ANDOR offre ai giocatori sfide effettivamente complesse, ma grazie all’esemplare regolamento per principianti riesce ad entusiasmare anche i giocatori meno esperti. Anche se per il vincitore del 2015 BROOM SERVICE riflettere bene aiuta, non è comunque questa la soluzione a tutto. I giocatori necessitano anche di coraggio, intuizione e fortuna.

Alla fine si pone la domanda se presto ci saranno altre categorie di premio.
Il passato ci dice che questo non si può escludere per sempre. Al momento però non sono previste modifiche.
In cima ai pensieri dello “Spiel des Jahres” sta ancora il fornire orientamento ai giocatori. Ogni nuovo premio genera il rischio di creare smarrimento e svalutare i premi esistenti. Ogni nuovo premio deve quindi essere necessario e motivato e deve chiaramente differire da quelli già esistenti. Con il terzetto “Kinderspiel des Jahres”, “Spiel des Jahres” e “Kennerspiel des Jahres” copriamo tre chiare categorie e ci rivolgiamo a tre grossi gruppi di giocatori. Questa struttura ha dato sinora nuova prova di se. Non esistono al momento buone ragioni per cambiarla.

(articolo originale - traduzione a cura di Fabrizio Paoli)