Interviste: CloseYa ovvero “nessun giocatore è un'isola”

Visto da fuori, il mondo del gioco può sembrare un agglomerato abbastanza omogeneo, ma chi lo pratica più da vicino conosce le fondamentali differenze tra i molti generi e le infinite specializzazioni che li caratterizzano. È in base alle mille possibilità offerte, che il giocatore plasma i suoi gusti, effettua i suoi acquisti e coltiva le sue amicizie ludiche… quando ci riesce, almeno! Perché se da una parte il migliaio (e oltre) di nuovi titoli l’anno rappresenta un’offerta in grado di soddisfare anche il più pretenzioso degli appassionati, dall’altro non è sempre semplice trovare i compagni di avventura adatti, con cui condividere il piacere di un determinato gioco o, più in generale di uno specifico genere. È proprio a questa fondamentale esigenza dei giocatori italiani che la piattaforma social CloseYa della District Games intende dare una risposta articolata e pervasiva. Operazione tanto utile quanto ambiziosa, perché se non riesce a creare una massa critica di utenti, qualsiasi progetto social è destinato a naufragare. Per questo, abbiamo cercato di approfondirne opportunità e criticità con Pietro Puglisi, una delle menti dietro a questa idea, meritevole di particolare attenzione da parte degli italici giocatori.




A fine gennaio è partito l’“on air” di CloseYa, piattaforma destinata a mettere in contatto i giocatori non solo tra loro, ma anche con negozi, associazioni ed eventi ludici della propria città. Il servizio è totalmente gratuito e richiede una iscrizione, semplice e veloce. Si accede così a una sorta di bacheca, dove vengono mostrati tutti gli annunci che arrivano dal proprio territorio. Al momento il “nodo di contatto” di ogni giocatore è definito dai giochi da lui selezionati, a partire da una lista censita nella piattaforma stessa. I titoli al momento non sono molti, ma ogni genere ha il suo contenitore, destinato a essere sempre più ricco.
È evidente che tanto più questa lista si amplierà nel corso del tempo, tanto più sarà possibile incontrare i gusti di quanti si iscriveranno, rendendo il servizio sempre più interessante. Ma è altrettanto evidente che l’appeal della piattaforma dipende soprattutto dalla ampiezza di tale lista, oltre che dallo stimolo offerto dai servizi informativi a corredo, che al momento stanno funzionando con buona frequenza di aggiornamento. Senza contare il fatto che dal numero di iscritti dipenderà sicuramente l’attenzione che associazioni, negozi ed editori decideranno di dedicare alla piattaforma, aggiornandola con informazioni e appuntamenti che li riguardano. Tutte cose destinate a loro volta a stimolare l’iscrizione di ulteriori giocatori.
Messa così, sembra trovarsi dinnanzi al solito “cane che si morde la coda”? Come se ne esce?
Ne abbiamo parlato con Pietro Puglisi della District Games.

Gioconomicon: CloseYa nasce dalla esperienza di BoardGameNet, ma perché avete deciso di cambiare il marchio? Quali differenze sostanziali avete apportato al vostro progetto?
CloseYa: Con le prime sperimentazioni legate a BoardGameNet ci siamo accorti che la vera utilità della piattaforma era quella di far parlare tra loro i “vicini di casa” che non si sono mai incontrati nella realtà, quindi abbiamo voluto focalizzare il messaggio della prossimità anche nel nome (CloseYa = vicino a te).

GN: Che tipo di metodologia di design avete adottato per definire le funzionalità e i servizi della nuova piattaforma? Avete ragionato in termini di "User Centered Design"?
CY: Nel passaggio dalla beta puramente funzionale alla piattaforma definitiva abbiamo coinvolto i ragazzi di Fight Bean, una design agency di Torino, che hanno rivisto le priorità di User Experience e User Interface per dare attenzione a ciò che era più importante, lasciando a margine ciò che invece richiede un’interazione solo sporadica. Insomma, non si tratta di reinventare la ruota, ma di applicare con creatività gli standard che il design mette oggi a disposizione e Fight Bean lo sta facendo in modo superlativo.

GNEsistono (o esisteranno) differenziazioni tra i livelli di servizio offerti ai vari profili di utenti giocatori? Prevedete in futuro servizi gratuiti e servizi "top" a pagamento?
CY: Siamo partiti dalle funzionalità utili al giocatore, quali la possibilità di scrivere post, segnalare eventi, cercare altri giocatori e individuare istantaneamente chi sono gli altri giocatori della propria città che giocano a uno specifico gioco, e abbiamo iniziato a dare a negozianti e associazioni la possibilità di gestire una propria pagina estremamente sintetica. Vista l’ottima reazione di molte associazioni e gruppi di gioco, integreremo presto nuove funzionalità rivolte a loro, permettendo a ogni giocatore di interagire facilmente con altri membri di una stessa associazione o di un gruppo di gioco, e di esporre con orgoglio qualcosa che attesti la propria membership!
Far pagare gli utenti di CloseYa è a oggi categoricamente escluso, il fine della piattaforma è facilitare la vita di tutti gli attori del sistema per fare in modo che ci siano per chiunque opportunità di fare meglio il proprio lavoro. È così che tutti (noi compresi!) potranno beneficiare di CloseYa.

GNL'elenco dei giochi registrati su CloseYa è un aspetto nodale del progetto, come viene gestito e come è possibile aggiungerne di nuovi? C’è spazio anche per nuove categorie (per esempio al momento mancano i boardwargame)? Non ritenete che l'esiguo elenco di titoli ora esposto possa scoraggiare i giocatori dall'usare la piattaforma e quindi innescare un circolo "vizioso" dannoso per il successo del progetto?
CY: Osservazione ragionevole! Il database è ancora esiguo ma vogliamo capire come fornire un livello di servizio adeguato prima di scalare sul numero di giochi. Provo con una metafora autoironica: abbiamo creato un castello con migliaia di stanze vuote e prima di edificare nuove ali del maniero, pensiamo sia più opportuno riscaldare le stanze esistenti e accendere la musica per i nostri ospiti!
Comunque, per quanto riguarda l'aggiunta di nuovi giochi riceviamo moltissime segnalazioni da parte degli utenti, che procederemo a integrare in blocchi successivi: due settimane fa (a due settimane dal lancio) ne abbiamo aggiunti circa 15 rispetto ai 30 iniziali; è possibile segnalarcene altri direttamente alla mail info@closeya.com, procederemo con nuove aggiunte già entro fine marzo. Anche la categoria dei wargames è senz'altro un blocco da integrare ed in questo senso siamo più che disponibili ad ogni forma di suggerimento da parte dei lettori di Gioconomicon: CloseYa vuol'essere un supporto per le comunità di gioco, diteci quale wargame volete vedere su CloseYa e noi lo metteremo online!

GNL'attribuzione territoriale per Provincia consente una selezione territoriale a "grana grossa", che per molti territori italiani rischia di essere poco efficiente. Come mai avete scelto questa scala di localizzazione?
CY: L’esperienza maturata con la promozione di Warage ci ha insegnato che è importante aggregare i giocatori affinché la loro vita sia divertente e longeva (ludicamente parlando!). Riteniamo che il focus sulle province sia il giusto equilibrio, almeno all’inizio, per poter raggiungere facilmente una massa critica avvicinando giocatori che non siano più distanti di alcune decine di km tra loro. Nelle principali città italiane ci sono già più di 100 iscritti e nel 70% delle province sono già più di 25-30. In futuro, anche grazie alle funzioni a destinate ai gruppi di gioco e alle associazioni, sarà più semplice supportare le micro-realtà locali.

GN: Quali nuovi servizi e funzionalità pensate di inserire prossimamente (per esempio, si sente la mancanza di potersi mettere in contatto con un altro giocatore)?
CY: Hai colpito nel segno, la messaggistica privata è una delle novità che gli utenti di CloseYa potranno utilizzare a breve. Per quanto riguarda ulteriori funzioni, preferiamo lasciarvi il gusto della scoperta, anticipando che vogliamo senz’altro permettere a tutti di conoscere e appassionarsi a ciò che succede in posti vicini e lontani: sapere quali sono i nuovi trend, scoprire nuovi giochi in base a ciò che piace a chi gioca i nostri stessi giochi, conoscere dove sono le community più forti dei giochi prima ancora di acquistarli, queste sono alcune delle nostre idee! Immaginate un mondo (online) in cui navigando tra articoli e pagine ludiche potrete vedere il riflesso sulla comunità reale del gioco in consultazione, leggendo direttamente cosa ne pensano i vostri “vicini di casa” e scoprendo in tempo reale dove poterlo provare o quanti giocatori già lo seguono e dove incontrarli. Insomma, l’idea di fondo è usare CloseYa come una griglia da stendere ovunque possa essere interessante far incontrare il mondo dei giochi con il mondo delle comunità. Provocatoriamente, stimolo anche voi e tutti i vostri lettori a pensare a come CloseYa possa essere utile per lavorare e giocare meglio: fateci sapere e lavoriamoci insieme!

GNUna domanda che vi avevamo già posto per BoardGameNet… Come pensate di sostenere il progetto dal punto di vista economico? Ritenete che il mercato ludico italiano sia pronto per recepire i servizi a pagamento che offrirà CloseYa?
CY: Come ripetiamo, far pagare gli attori del sistema a oggi non è una priorità. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare molti professionisti che vedono nel progetto un’opportunità, a partire dal team di sviluppo per arrivare ai partner commerciali, amici editori e mille altre persone che ci stanno aiutando. Negli ultimi 3-4 anni abbiamo avuto l’impressione che il mercato ludico italiano stia diventando sempre più stretto a sé stesso e che, come in molti altri settori, la crisi abbia messo in discussione gli equilibri e le regole “old school” che un tempo vigevano. Per questo motivo riteniamo che questo sia il momento giusto per sperimentare, con la rabbia di chi ha tutto da guadagnare!

GNConsiderando che l'idea di offrire un servizio che mette in contatto i giocatori tra loro e con luoghi dove giocare non è nuova, e che quanto finora offerto non ha avuto il successo sperato, in cosa pensate sia necessario spingere per rendere CloseYa il progetto vincente?
CY: Non abbiamo la bacchetta magica e capire perché una necessità così evidente (dare strumenti social alla community ludica) non abbia trovato riscontro in quanto sviluppato in precedenza, è proprio ciò che non ci fa dormire la notte. Per questo pensiamo che per il successo di CloseYa sia necessario identificare poche semplici cose che rendano la piattaforma utile… e che la rendano utile fin dal giorno zero. Come succede in tutti i processi creativi, siamo disposti con tutta l’umiltà del caso a reiterare dieci, cento, mille volte il tentativo di “ridisegnarci” per essere utili.

Come misuriamo l’utilità? Con l’approccio trial and error: prima proviamo, prima falliamo, prima troviamo ciò che funziona. Un esempio? Probabilmente permettere agli utenti di “salutare altri utenti” in una bacheca non si è dimostrato sufficientemente utile, ma permettere di esprimere una propria opinione e ritrovare le opinioni dei propri concittadini su temi come “quando è difficile/facile essere un giocatore attivo in città” ha generato un altissimo coinvolgimento, fate un salto sulle varie cityboard per farvi un’idea. Forse essere una piattaforma per esprimersi e condividere opinioni con i propri vicini di casa ludici può essere uno spunto di utilità, ci stiamo lavorando e vi diremo!

GN:Ultima domanda, come vi state preparando per la prossima PLAY?
CY: PLAY, nella persona del sempre lungimirante Andrea Ligabue (che non finiremo mai di ringraziare per il supporto e i consigli!), ci ha dato una grandissima mano fin dal giorno 0 (anzi, -1!) dandoci la possibilità di creare in ogni provincia italiana una bacheca relativa alla manifestazione, in modo da permettere ai giocatori che si sposteranno per raggiungere Modena di trovare compagni di viaggio provenienti dalla stessa città. Sull'home page del sito di PLAY è presente un pulsante gigante che rimanda proprio a CloseYa, uno strumento a disposizione dell'aggregazione della comunità ludica. In fiera saranno presenti numerosi membri dello staff di CloseYa che permetteranno a tutti i giocatori di scoprire la piattaforma, iscriversi e commentare live quello che succederà in fiera (sulla piattaforma sarà creata per l’occazione la città virtuale di PLAY Festival di Modena, dove si potranno trovare eventi e conversare con gli altri visitatori).

Insomma, come si vede da questa intervista il progetto CloseYa è al momento tutt’altro che cristallizzato, anzi questo approccio in stile perpetual beta sembra proprio essere uno dei suoi punti di forza: la chiave con cui i ragazzi del team intendono affinarne il disegno in modo da renderlo sempre più vicino agli interessi degli utenti cui si rivolgono.

E voi, non siete alla ricerca di nuovi avversari? E anche se avete un gruppo di gioco consolidato, non avete mai sentito l’esigenza di provare qualche titolo che proprio non riuscite a condividere? O non vi è mai capitato di avere un gioco che adorate ma che siete stati costretti a riporre sullo scaffale perché ai vostri amici “una partita è bastata e avanzata”?
Probabilmente si, e allora è arrivato il momento di iscrivervi a questa piattaforma.
Darete così a CloseYa un’opportunità in più, perché far smettere al cane di mordersi la coda è più facile di quanto si pensi… basta distrarlo lanciandogli un osso!