Primo piano: ╚ il momento dello Spaghetti Crowdfunding?

Dopo che il fenomeno è esploso anche tra i giocatori italiani (e non poteva essere altrimenti, data una certa tendenza alla compulsività negli acquisti che contraddistingue questa categoria!), dopo che autori ed editori nostrani hanno dovuto usufruire di consulenze e servizi all’estero per usare piattaforme straniere, dopo che si è dimostrato che anche i prodotti ludici del nostro Paese possono raccogliere budget da capogiro, ecco arrivare due piattaforme di crowfunding ludico tutte italiane. E se un tempo, tanto lontano, comprare un gioco da tavolo in Italia era un’impresa assai ardua, oggi possiamo addirittura contribuire alla pubblicazione di un titolo, effettuandone una sorta di preordine che però ci darà vantaggi ed extra, talvolta anche notevoli… e ogni tanto (raramente, per fortuna) ci farà provare anche l’ebbrezza di non ricevere mai nulla! È il crowdfunding, baby!




Alla fine del maggio scorso, l’Italian Crowfunding Network censiva 54 piattaforme italiane di crowfunding, tutte attive tranne 13 in fase di lancio. Delle 41 attive, 19 sono di tipo reward-based (si finanzia un progetto e si riceve un bene o un servizio), 7 di tipo donation-based (si fanno donazioni senza alcun ritorno), 2 lending-based (si forniscono prestiti in cambio di interessi), 2 equity-based (si finanzia una società acquistandone una partecipazione, questa forma è regolamentata dalla CONSOB) e 11 sono di tipo ibrido.
In questo quadro di assoluto fermento (basti pensare che nel 2013 le piattaforme italiane erano solo 27) ecco aggiungersi ben due proposte specializzate nel crowdfunding ludico. Una già operativa, Giochistarter, l’altra in fase di avvio, Let Me Fund.

Giochistarter è un progetto originato dall’editore romano Giochix.it e presenta alcune caratteristiche di particolare interesse. Innanzitutto, accanto al classico modello reward-based, che prevede l’impegno del proponente a pubblicare il gioco solo se la raccolta raggiunge il finanziamento minimo richiesto, Giochistarter affianca il modello del crowpreordering, dedicato a quegli editori che hanno deciso di stampare un titolo ma vogliono comunque assicurarsi un certo numero di preordini in modo da poter meglio finanziare la produzione, magari aggiungendo migliorie extra varie. Naturalmente questo secondo tipo di proposte non richiede un obiettivo minimo ma può prevedere delle migliorie se si raggiungono determinati obiettivi di finanziamento.
I pagamenti vengono gestiti attraverso PayPal e si configurano come delle vendite a tutti gli effetti, quindi se il prodotto pagato non viene fornito, è la stessa PayPal che potrà intervenire e cancellare la transazione avvenuta tra finanziatore-acquirente e proponente-menzognero. A maggiore garanzia e per alcuni progetti, la piattaforma può affiancare al nome del proponente il bollino gs guaranteed occupandosi direttamente degli eventuali rimborsi in caso di insolvenza del proponente.
Alcuni titoli possono essere lanciati dal proponente anche su altre piattaforme. In questo caso Giochistarter, se il titolo  è presentato su Kickstarter e/o su Spieleschmiede, aggiunge alla proposta i relativi bollini e presenta come valore di finanziamento il totale ottenuto sommando i finanziamenti e il numero di partecipanti anche delle altre due piattaforme. È evidente che in questo modo si raggiungono molto prima i risultati di obbiettivo e le migliorie, e al contempo si usufruisce delle possibilità di acquisto direttamente dall’Italia (costi di spedizione più contenuti, nessuna tassa doganale, ecc.). Un’ottima trovata per agganciare gli interessi dei giocatori italiani alla potenzialità offerte dal mercato internazionale!
E la cosa sta funzionando egregiamente, visto che il primo progetto della piattaforma, Historia, titolo di Marco Pranzo (autore di Upon a Salty Ocean) proposto da Giochix, ha visto la raccolta schizzare immediatamente verso l’alto, aggiungendo subito un numero notevole di migliorie al gioco base.

Ovviamente Giochix mette a disposizione del proponente anche la sua esperienza editoriale, per offrire eventuali servizi consulenziali  e organizzativi in caso di progetto finanziato.
Dal punto di vista degli autori/editori che vogliono proporre, va detto che le commissioni della piattaforma non sembrano particolarmente economiche (il 13% va al servizio di Gioschistarter più la commissione dei PayPal per la transazione, che di solito è il 3,5%).

Tanto per avere un’idea, Kickstarter prende il 5% di commissioni mentre Indiegogo il 4%.  Si tratta di percentuali abbastanza basse, che però vengono applicate da operatori che operano su mercati enormi e quindi in grado di permettere considerevoli volumi di vendita. Ovviamente per tutte le piattaforme va sempre aggiunta la commissione sui pagamenti, che comunque va dal 3 al 5%. La citata piattaforma tedesca Spieleschmiede, invece, opera solo con editori e quindi non è, a tutti gli effetti, una piattaforma aperta a tutte le richieste di finanziamento.

Let me fund è la seconda piattaforma di crowdfunding ludico (ma con uno sguardo rivolto anche ai prodotti di editoria) che nasce in Italia. Il progetto, che non è ancora operativo, è destinato a diventare multilingua nell’intento di attirare l’attenzione anche del pubblico estero. La piattaforma offrirà servizi di consulenza e di supporto pre e post funding, e una garanzia di rimborso ai finanziatori nel caso in cui il progetto finanziato e pagato non venga mai prodotto (ma tale garanzia sarà offerta solo a determinate condizioni).
Let me fund sarà articolata in canali tematici, ognuno supportato da partner che promuoveranno i progetti e che li valuteranno applicando bollini qualità ai più meritevoli: per i boardgame ci sarà la Tana dei Goblin, per i wargame la Federazione Italiana Wargames, per i giochi di ruolo il sito GDR Players, per i progetti d’arte il portale Museumland e per i libri le Edizioni Chillemi.
Il sito è ancora in allestimento, per cui sarà necessario attendere il suo effettivo golive per poter meglio comprendere l’articolazione dell’intera proposta.
L’idea della valutazione dei giochi proposti, peraltro, risulta interessante e originale, ma è evidente che il suo successo dipenderà dal grado di autorevolezza che il pubblico dei giocatori vorrà riconoscere al giudizio che sottende tali bollini.

Da parte nostra, il consiglio all’uso del fenomeno crowdfunding è tanto semplice quanto banale: consultate sempre con attenzione la scheda prodotto del progetto e di chi lo presenta, leggete il regolamento (che dovrebbe essere sempre fornito all’inizio della campagna) per farvi un’idea del gioco e valutate le reali opportunità offerte dalla proposta, tenendo comunque sempre a mente che se il progetto verrà finanziato, probabilmente il gioco lo si potrà comprare anche successivamente attraverso i normali canali distributivi. Avrete degli extra in meno, ma potrebbero essere bilanciati da un acquisto effettuato con calma e con qualche certezza in più!