Anteprime: [PLAY 2014] Urban Heroes ľ La calzamaglia non Ŕ roba per tutti

Uomini esposti a esplosioni di radiazioni, più comunemente noti come HEROes (Human Exposed to Radiation Outbreaks): il mondo ormai ne è pieno e sempre più persone si stanno rendendo conto di aver acquisito qualcosa di “super”, che li rende diversi da ciò che erano prima. Purtroppo per loro, queste caratteristiche non sono silenti, ma lasciano segni indelebili in coloro che, più o meno consapevolmente, ne sono i portatori.
Non è sempre stato così. Tutto è cominciato quel maledetto giorno del 2008, il giorno in cui la terra si fermò.
Questo è il mondo alternativo di Urban Heroes gioco di ruolo tutto italiano che Alessandro “Alex” Rivaroli ha creato e che, insieme a Matteo “Boris” Botti, farà arrivare nelle mani degli appassionati mediante una campagna kickstarter partita immediatamente a ridosso di Play 2014 e che ha raggiunto il suo obiettivo principale (che ne assicura la fattibilità) a 3 giorni dalla fine. Proprio in occasione del festival del gioco abbiamo avuto il piacere di parlare con i due mentori del progetto, per fornirvi maggiori informazioni su questo interessante sistema di gioco.




Urban Heroesvede la luce per la prima volta nel 2012, grazie all’impegno di Matteo Botti che riesce a realizzarne una prima edizione tramite la sua associazione Agenzia degli Incantesimi. Entusiasta dagli ottimi riscontri tra gli appassionati italiani, decide di fare sul serio e, insieme ad Alessandro, fonda la Tin Hat Games, per avviare con una campagna di crowdfunding la produzione di una nuova versione del gioco, che promette di essere veramente di alto livello.
Grazie al finanziamento ottenuto, l’edizione del nuovo manuale, in italiano per il mercato nostrano e in inglese per la distribuzione  negli Stati Uniti, sarà curata  da alcuni dei migliori illustratori del panorama italiano, puntando a un risultato di sicuro impatto che sia in grado di immergere il lettore in tutte le sfaccettature di Terra Z.

Terra Z, avete letto bene, perché come dicevamo, il mondo in cui ci cala Urban Heroes non è lo stesso in cui viviamo: è un’ucronia che parte dal 2008, quando il grande acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, per motivi avvolti nel mistero, esplode rilasciando enormi quantità di radiazioni di vario genere, tra cui le misteriose “particelle Z”. Queste sono la causa dell’insorgenza di strani poteri in moltissime persone e quindi della nascita degli H.E.R.O.es.

Tali capacità sovrannaturali, però, devono comunque fare i conti con i limiti dell’umana essenza  e così, mentre alcuni heroes vengono assoldati dal governo americano per la difesa della patria, altri preferiscono servirsi dei loro doni per fini esclusivamente personali, mentre altri ancora sono a malapena riconoscibili, straziati nel corpo e nella mente da effetti che non riescono a controllare.
È questo il contesto in cui il gioco ci pone per consentirci di interpretare uno di questi HEROes.

Già dalla scelta di come creare il nostro personaggio, si apprezza uno degli aspetti di maggior pregio di Urban Heroes: la presenza delle sceneggiature, ovvero di modalità diverse di gioco destinate a influenzare ciò che i giocatori conoscono dei loro eroi e, di conseguenza, il tipo di avventure di cui saranno protagonisti. Più nel dettaglio, ogni HERO possiederà almeno un potere di partenza e, in funzione della sceneggiatura scelta, potrà ad esempio non conoscerne inizialmente nessuna caratteristica, andandole a scoprire durante le sue peripezie (Origini), oppure essere in grado di utilizzarli con esperienza (Eroica), oppure possedere altre peculiarità.
I numerosi poteri sono suddivisi in 5 origini (psionica, genetica, magica, divina e da portatore), ma ognuno porta con sé un difetto che segnerà in vario modo il personaggio. Tutto ciò, unitamente al mestiere e all’eventuale scelta di vita, racchiude un potenziale di generazione di eroi dalle mille sfaccettature, calati ottimamente all’interno di un mondo ucronico ma al contempo estremamente realistico.
Tutte le meccaniche sono basate su una modellazione delle caratteristiche incentrata su livelli di dado, dove il rango iniziale è rappresentato dal d6. Ogni personaggio possiede 4 caratteristiche (corpo, riflessi, mente e sociale) più una aggiuntiva di controllo, a rappresentare la dimestichezza nell’uso del suo superpotere. La risoluzione delle azioni consiste in un confronto tra il valore ottenuto dal lancio del dado della caratteristica in esame, contro un valore fisso di difficoltà. Ad aumentare le probabilità di successo per gli eroi, possono concorrere le eventuali abilità che essi posseggono. Tali abilità sono suddivise in 8 tipologie, ma il loro utilizzo non è univoco e quindi può andare a influenzare più tipologie  di situazioni.
La relativa semplicità degli aspetti finora trattati, progettati per minimizzare i calcoli e i tiri di dado, va però di pari passo con la volontà dell’autore di voler spingere sull’estremo realismo delle situazioni di gioco. Ed ecco quindi che abbiamo un sistema per la distribuzione dei danni sulle zone del corpo, una gestione della fatica e degli status psichici dell’HERO e, per chiudere in bellezza, la modellazione regolistica di moltissimi effetti fisici (“riesci a volare senza problemi nella stratosfera? Riuscirai anche a non morire assiderato o soffocato?”).
L’avanzamento del personaggio è basato su livelli e punti esperienza, ma concepiti in maniera più elastica rispetto a quanto siamo abituati, in coerenza con l’estrema varietà in fase di creazione. In pratica i punti esperienza possono essere liberamente spesi per migliorare i ranghi delle abilità, per impararne di nuove, per aumentare l’entità del superpotere, per diminuirne gli svantaggi oppure anche per acquisire nuovi poteri derivati, per  un’escalation sempre più personalizzata. In questa cornice, i livelli non sono quindi uno “scatto” di avanzamento programmato, bensì fungono solo da prerequisito da dover soddisfare per poter aggiungere nuovi poteri derivati.

In definitiva, ci troviamo di fronte a un prodotto di stampo tradizionale, ma che sembra decisamente interessante. Una realizzazione originale nel panorama italiano, che mescola ricchezza di contenuti  a meccaniche non eccessivamente complicate. L’ambientazione accattivante e la grande quantità di consigli e modalità di gioco, rappresentano un preziosissimo tesoro anche per gli Sceneggiatori (i Master) più esperti e pensiamo potranno rendere più digeribile la grande quantità di regole che li aspetta. Difficilmente, pensiamo, Urban Heroes potrà mostrare il meglio al di fuori di articolate campagne, ma già dal kickstarter potrebbero essere resi disponibili dei primi moduli di ambientazione e di avventura da sfruttare.


Il crowdfunding scadrà il 14 maggio ma ha già raggiunto domenica scorsa il suo main goal di 14000 dollari che ne garantisce la produzione! Spulciando il sito della campagna, potrete già farvi un’idea di ciò che aspetterà i backer.
Inoltre, potete conoscere qualche altro dettaglio su Urban Heroes direttamente dalla viva voce di Matteo Botti che è stato ospite nel nostro salotto delle interviste durante PLAY:

Che aspettate? Avete già iniziato a disegnare il vostro nuovo costume?