Primo piano: 40 anni di gioco di ruolo: il compleanno di Dungeons & Dragons

Quando si nominano determinate cose, il nostro cervello risponde costruendo un'immagine di un oggetto che rappresenta la "categoria" delle cose menzionate. Con qualche necessaria imprecisione (sono un paleontologo, dopotutto, non un linguista o un filosofo), questo è il concetto di "archetipo". Ebbene, se alle persone menzionate il termine "gioco da tavolo", probabilmente penseranno al Monopoli; e se nominate "gioco di ruolo", il loro pensiero andrà sicuramente a Dungeons & Dragons.

In effetti, piaccia o no, D&D non è solo l'archetipo del gioco di ruolo, ma ne è l'origine (almeno dal punto di vista commerciale, non siamo qui a fare la storia del gioco di ruolo dagli albori), e sono 40 anni che questo prodotto dell'inventiva di Gary Gygax e Dave Arneson allieta le serate di milioni di nerd, geek e persino di giocatori occasionali. Più volte gli storici del mondo ludico hanno cercato di assegnare una data esatta alla nascita di Dungeons Dragons. Alla fine, in seguito a un'analisi cronologica della sua origine come prodotto editoriale, è stato determinato che il primo D&D è arrivato nei negozi alla fine di gennaio del 1974 (parola di Gary Gygax in persona), quindi per comodità la comunità ha scelto l'ultima domenica di questo mese come giorno più adatto alla sua celebrazione...




Come gli appassionati sapranno, D&D ha avuto tante edizioni e riedizioni, ha dato origine ad una serie di cloni e sistemi derivati (uno dei giochi di ruolo fantasy più giocati in assoluto, Pathfinder, non è altro che una variante di D&D 3.5). D&D è stato osannato, criticato, demonizzato, persino dato per morto diverse volte, eppure dopo 40 anni di onorato servizio continua a stare sulla cresta dell'onda, persino con una nuova edizione, Dungeons & Dragons Next, che è prevista per l'estate del 2014 e che sarà un bellissimo ritorno alle origini del gioco stesso.

In occasione del lancio di D&D Next, la Wizards of the Coast ha creato una campagna intitolata Tyranny of Dragons, in cui gli adepti del Culto del Drago comprendono che è il momento di richiamare la possente Tiamat dagli Abissi, e scatenano assieme ai draghi cromatici (che, come noto ai giocatori di D&D, sono malvagi) un'offensiva di violenza e rapine su tutta la Costa della Spada. Naturalmente le varie fazioni rispondono colpo su colpo, anche grazie ai draghi metallici (quelli "buoni", per intenderci), ed il tutto sarà giocabile con le regole di D&D Next.
Tiamat, come ricorderanno alcuni appassionati, era già comparsa come "mostro finale" in un'avventura di molti anni fa, e rappresentava anche l'arcinemico nella serie a cartoni animati dedicata a D&D
Non solo, ma la WotC ha annunciato, in occasione di questo lancio - che avviene giusto in tempo per il 40° compleanno di D&D - l'utilizzo di diverse piattaforme per le sue avventure.

Dopo 40 anni D&D è diventato quindi un prodotto multimediale a tutti gli effetti, gli appassionati sapranno che questa multimedialità tuttavia non è cosa recente, ricordando i vari software ufficiali o meno per gestire personaggi e campagne, o la conversione in digitale dei due grandi periodici dedicati a D&D, Dungeon e Dragon. E non occorre essere nerd per ricordare le varie trasposizioni videoludiche di D&D, a cominciare dalle serie della SSI, passando per delle vere chicche come Champions of Mystara, per finire ai giochi per PC ed ai due videogiochi online DDO ed il recentissimo Neverwinter. Nel 2013 è stato pubblicato anche un gioco gratuito ufficiale per iOS ed Android, ed a quanto pare ne sono previsti altri con l'arrivo di Tyranny of Dragons.
Inoltre chi vi scrive ha avuto occasione di partecipare al massiccio playtest di D&D Next e di assaporare la minicampagna "edizione speciale" in vendita solo alla GenCon 2013 (Ghosts of DragonSpear Castle), e posso già anticiparvi che D&D sta effettivamente tornando al massimo della sua potenza.

Ma quel che conta di più oggi è che D&D compie 40 anni e se li porta benissimo. Il mondo lo sta festeggiando. USA Today, il noto quotidiano statunitense, ha pubblicato degli articoli su questo evento, e naturalmente le communities sono piene di messaggi altisonanti, modesti, semplici, ricchi, diretti, arzigogolati, commoventi. Perché D&D significa molto più che un gioco per tanti come me e come molti di voi che leggono. D&D è un'esperienza di vita.
Perché celebrare un titolo che viene definito da molti appassionati come "superato" o "troppo chiuso", nell'epoca dei giochi di ruolo di nuova generazione? Le risposte sono tante. Posso citare una frase di Robert T. Bakker (noto studioso di dinosauri), che affrontò un problema analogo quando il padre gli chiese perché volesse studiare dinosauri. Bakker rispose "A New York la gente va più all'Opera o a vedere i Dinosauri all'American Museum of Natural History?". Ed una risposta simile è quella che darei io se mi chiedessero: perché giocare a sistemi antichi, regolati ancora dalla dinamica Master amico/nemico dei giocatori e dadi che esaltano o rovinano le azioni più epiche,  quando ci sono altri sistemi moderni che cercano alternative a tutto questo? Non sono in grado di analizzarne le ragioni, per carità, né (bene chiarirlo) è mia intenzione farlo. Sono e voglio restare un giocatore, un utente di questa nuova forma di narrazione (nuova relativamente, dato che ha 40 anni), una persona che è cresciuta con D&D, e quindi posso soltanto dire cosa significa D&D per me, e per le tante persone che con me hanno condiviso i dadi poliedrici e le schede dei personaggi.

Celebrare il 40° compleanno di D&D significa molto per persone come noi: significa celebrare un faro, una luce che ci ha guidati, che ha costruito un mondo nel quale possiamo trovare ristoro, come un porto sicuro in una tempesta, quando siamo stanchi dopo una giornata di lavoro e di lotta. Un mondo in cui possiamo imparare valori che vengono sempre più sottratti alla nostra società: l'onore, l'amicizia, la collaborazione, lo spirito di gruppo, il teamwork, il sacrificio per un ideale più grande, le imprese eroiche, il respiro epico. Possiamo sederci attorno ad un tavolo e per qualche ora essere di statura pari ai nostri eroi che ci hanno accompagnato dalle pagine di Tolkien, di Howard, di Gemmel. Possiamo essere i cavalieri in armatura scintillante che liberano la principessa, i maghi alla ricerca di conoscenze obliate, i paladini che nella luce della loro fede resistono anche nella notte più buia, e persino gli scaltri ladri gentiluomini che usano le loro abilità per rovesciare il tiranno e riportare la pace nel loro paese.
D&D ci ha sicuramente cambiato la vita, in maniera positiva e costruttiva, aggiungo. E ci ha aperto nuove strade e nuovi orizzonti. Ciascuno di noi ricorderà sicuramente il suo primo tiro del dado a venti facce (io in tasca in alcune occasioni ancora porto il d20 nero della scatola originale, quasi fosse un talismano).

Noi oggi possiamo ancora vivere un'avventura come quelle narrate da sempre attorno ai fuochi dei bivacchi o nelle sale delle longhouse scandinave, quando si narravano le imprese degli eroi "perché altri possano raggiungere la stessa grandezza" (cit.), e tutto questo possiamo farlo grazie alla nostra immaginazione e grazie a Dungeons & Dragons. Forse è solo la nostalgia, forse è l'affetto che ci lega a questo nostro straordinario compagno di giochi, ma D&D resta ancora IL Gioco di Ruolo Fantasy, quello con le iniziali in maiuscolo, per intenderci. La magia della famosa scatola rossa, per molti giocatori italiani, la curiosità verso quei dadi di strane forme, la sensazione che nel mondo c'è molto di più di quel che ci avevano detto: la nostra fantasia.

Quindi buon compleanno, Dungeons & Dragons. Ci hai accompagnato per questi 40 anni nei labirinti del racconto e del sogno, ci hai aiutati a diventare quello che siamo ( forse lo dico anche con un po' di presunzione, chissà ) e ci hai insegnato che le vie della fantasia sono infinite e meravigliose, e che il gioco non fa altro che migliorare la nostra esperienza. Grazie per tutto questo, grazie per averci accolti nell'epica, nella grandezza e nello spirito di gruppo, per averci fatto diventare quello che siamo oggi, orgogliosi Nerd e Geek, e soprattutto grazie per averci fatto rimanere sempre un po' bambini, in un'epoca in cui probabilmente è più necessario che mai avere la mente aperta e pronta.

Buon compleanno, padre dei nostri sogni, e speriamo di poter vivere ancora tanti tiri di d20, tante edizioni e tanti tanti anni di Draghi e Sotterranei!