Reportage: [Lucca 2013] L'Italia che Gioca: i risultati dell'indagine sul mondo del gioco

Il mondo del gioco specializzato, nel corso degli anni, ha ricevuto moltissime etichette differenti, anche perché fino ad ora non era stato ancora condotto un vero studio che analizzasse il popolo dei giocatori… fino ad ora perché adesso c’è una prima fonte di riferimento, ovvero il sondaggio L’Italia che gioca ideato da Federico Danelli e promozionato sulle pagine di  GdRItalia.net che, nell’arco di un anno, ha raccolto molte informazioni utili a dare un volto al cosiddetto “giocatore medio”, bestia mitologica tutta da scoprire. 

Nel corso di un incontro a Lucca Comics & Games sono stati presentati e discussi i primi dati del sondaggio, continuate a leggere per conoscere i risultati di questa indagine e per verificare se vi riconoscete in queste prime conclusioni …




La presentazione è iniziata con una doverosa premessa: il sondaggio si è svolto principalmente nell’ambito degli utenti di GdRItalia e ha intervistato un campione di 776 persone. Di conseguenza, per ora, più che una fotografia del gioco intelligente a 360° è più uno studio sui giocatori di ruolo, anche se questi, come ben sappiamo, spesso coltivano anche altre declinazioni dell’hobby ludico. Per chi non è pratico di statistica 776 persone possono sembrare molto poche. In tal caso vi stupirà sapere che i sondaggi elettorali sono condotti su un campione di poco superiore, circa un migliaio di persone, per cui in realtà è una cifra assolutamente congrua per ottenere delle informazioni interessanti.

Iniziamo l’analisi dei risultati col dire che il giocatore medio ha un’età tra i 21 e i 40 anni, secondo i relatori dell’incontro è una cifra che non stupisce considerando che quando gli over quaranta erano ragazzi probabilmente non era molto diffusa la pratica del gioco.

Anche sulla provenienza geografica non ci sono state sorprese: la maggior parte dei soggetti risiede nel nord e al centro, la percentuale al sud è purtroppo bassa, anche se presente. Per chi segue il mondo del gioco non è del tutto una sorpresa, basta contare il numero di manifestazioni ludiche (sia le grandi fiere che le piccole convention) che si svolgono lungo tutto l’anno dal centro in su e di quelle al sud, è facile riscontrare come il paragone non regga.

Un dato interessante è risultato dalla domanda sulla tipologia di giochi che si praticano, infatti a fronte di una distribuzione piuttosto mista di Giochi di Ruolo, Boardgame, Cardgame e Wargame, ci sono stati pochissimi che hanno incluso il gioco d’azzardo, una percentuale decisamente molto inferiore alla media nazionale. Evidentemente il giocatore medio è soddisfatto dalle emozioni che vive con i suoi giochi preferiti e non ha bisogno di cercarne altre nel gioco d’azzardo.

L’indagine prosegue chiedendo ai giocatori quanto e come si informano degli avvenimenti del mondo ludico: emerge che il giocatore medio si informa giornalmente sui siti online di informazione (come il nostro!) e sui blog, e in generale tutti cercano di tenersi informati almeno con una frequenza mensile.
Oltre a informarsi i giocatori tendono a diffondere la pratica ludica, molti cercano di “esportare” il gioco presso coloro che già sanno giocare a qualcosa, ma ci sono anche parecchi pionieri pronti ad affrontare la sfida con chiunque, anche con chi non ha mai giocato, e sono pochissimi quelli che rifuggono ogni forma di diffusione.

Il dato che però è risultato più notevole, è che il popolo dei giocatori è un popolo che spende!  La maggioranza degli intervistati ha dichiarato di sborsare 10-30 euro al mese per il proprio hobby, con punte anche molto superiori, e se c’è una buona metà che dichiara che per fare i propri acquisti non ha bisogno di  rinunciare a qualcos’altro, ce ne sono quasi altrettanti che potendo spenderebbero anche di più. Rappresentiamo quindi un mercato interessante, e muoviamo cifre tali da aver diritto a una maggiore considerazione da parte del sistema? Probabilmente si.

Tra l’altro al “mercato” conviene fare tutto il possibile per soddisfare le nostre esigenze e tenere alta la nostra attenzione, infatti coloro i quali smettono di giocare a qualcosa smettono anche di comprare i prodotti relativi a quella linea, abbandonando nel tempo ogni forma di supporto alla (ex-) passione.

Come chiarito a inizio reportage, questa prima indagine è, appunto, solo la prima, ed è stata svolta su un campione che, benché numeroso, può non essere rappresentativo di tutte le realtà ludiche del territorio italiano. L’intenzione però è di creare un osservatorio permanente, in grado di raccogliere molti più dati. I risultati illustrati in questa occasione, saranno presto raccolti in un report dettagliato e inviati inizialmente a tutti i partecipanti all'iniziativa.
Volendo riassumere, probabilmente chi legge quest’articolo ha tra i 21 e i 40 anni, un lavoro che gli permette di spendere una piccola cifra mensile per i suoi hobby, non gioca d’azzardo, vive al centro/nord e ha fatto conoscere il mondo del gioco a qualcun altro.

Fateci sapere se vi ci riconoscete, o se possiamo far aggiungere una statistica su quanti non usano la funzione “commento” nei siti di informazione.